DANNO ERARIALE DA REATO PENALE



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SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE LOMBARDIA Sentenza 5 2009 Responsabilità 19-01-2009 Sent/ord. N. 5/82009 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA composta dai seguenti magistrati: Dr. Giuseppe Nicoletti                                               Presidente Dr.ssa Adelisa Corsetti                                                    Componente Dr. Massimiliano Atelli                                                 Componente relatore VISTI il regio decreto 13 agosto 1933, n.1038, il decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito dalla legge 14 gennaio 1994, n.19 e la legge 14 gennaio 1994, n. 20; gli artt. 1, comma 174, della l. n. 266 del 2005 e 2901 c.c.; VISTI gli atti ed i documenti di causa; UDITI nella pubblica udienza del giorno 28.5.2008 il relatore, dr. Atelli, il Pubblico ministero, nella persona del Procuratore regionale dr. Chiarenza, e gli avv. Viviani e Sarli, per il convenuto F.; ha pronunziato la seguente SENTENZA CON ORDINANZA nel giudizio iscritto al n. 22911 del registro di segreteria su istanza della Procura regionale, contro F. C., nato a OMISSIS, elettivamente domiciliato in Milano, galleria San Babila n. 4/A, presso lo studio dell’avv. Mario Viviani che lo rappresenta e difende con l’avv. Angela Sarli, giusta delega, SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione depositato in data 1.6.2005, la Procura attrice conveniva innanzi a questa Sezione F. C., nato OMISSIS, elettivamente domiciliato in Milano, galleria San Babila n. 4/A, presso lo studio dell’avv. Mario Viviani che lo rappresenta e difende con l’avv. Angela Sarli, giusta delega, deducendo quanto segue: a) che, sulla scorta di indagini effettuate dalla Procura della Repubblica di OMISSIS, e in particolare delle dichiarazioni sostanzialmente confessorie (anche dello stesso F.) raccolte nel corso dei conseguenti interrogatori, era emerso che il convenuto, in qualità di Presidente del Consorzio interprovinciale per la tutela e la salvaguardia delle acque del lago di OMISSIS, si era reso responsabile del reato di corruzione propria continuata e aggravata in danno del medesimo Consorzio, consumato in OMISSIS dal 1982 al 1992 percependo somme non dovute, in qualità di Pubblico Ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni, al fine di compiere atti contrari ai doveri d'ufficio; b) che per i fatti descritti, in sede penale, è stata emessa sentenza di condanna nei confronti del convenuto con decisione del Tribunale di OMISSIS 14.5.2002, n. 388, confermata – con derubricazione del reato in corruzione aggravata - dalla Corte di appello di Milano, anche per quanto attiene al capo civile della domanda; c) che la condotta del convenuto avrebbe arrecato un ingente danno erariale, quantificabile in complessivi euro 557.773,45 a titolo di danno all’immagine ed al prestigio del Consorzio; c) che le giustificazioni fornite dal convenuto in riscontro al notificato invito a dedurre non avevano escluso l'ipotizzato danno erariale. In particolare, deduceva la Procura attrice che il convenuto si sarebbe fatto  fittiziamente assumere nel 1985 – grazie all’intervento degli esponenti politici R. e D.L. - come dipendente da M.P., P.O. e G. e Z.A., amministratori della OMISSIS e di società collegate al gruppo OMISSIS, ricevendone a titolo di retribuzione circa 60 milioni di lire annui sino all’agosto 1992 e ricevendo dal M., per il tramite del D.L., un contributo annuo di circa 150 milioni di lire, per due annualità, in cambio del suo intervento volto a influire sul conferimento di incarichi professionali, di appalti di lavori pubblici e di concessioni della gestione degli impianti a favore del gruppo OMISSIS da parte dei Consorzi ecologici. Ad avviso dell’organo requirente, l’illecito contestato si inscriverebbe nella più vasta prassi corruttiva che avuto per protagonisti gli esponenti dei partiti politici di maggioranza nella realtà varesina ed i loro collettori (amministratori e funzionari degli enti locali), tra i quali esisteva un accordo permanente sia sulla richiesta  dei “contributi” a privati imprenditori interessati all’aggiudicazione di appalti, all’affidamento di incarichi professionali o al rilascio di concessioni ed autorizzazioni e sia sulla ripartizione di tali “fondi” fra i partiti allora maggioritari, D.C. e P.S.I. In specie, l’odierno convenuto avrebbe contribuito con la sua condotta illecita a realizzare il predetto sistema tangentizio – per la posizione di primo piano rivestita nella realtà amministrativa del Comune di OMISSIS – circostanza, questa, che deporrebbe, insieme al clamore dato alla vicenda negli organi di stampa, per una quantificazione del danno patrimoniale indiretto in misura doppia rispetto all’ammontare della dazione illecita ricevuta. Per conseguenza, l'attrice Procura Regionale chiedeva la condanna del convenuto al pagamento della somma di euro 557.773,45, a titolo di risarcimento del procurato danno all’immagine dell’amministrazione consortile, oltre rivalutazione, interessi legali e spese di giudizio, In data 19.10.1995, il Consorzio interprovinciale per la tutela e la salvaguardia delle acque del lago di OMISSIS si costituiva parte civile nel processo penale di primo grado conclusosi con la sopra indicata sentenza di condanna emessa dal Tribunale di OMISSIS, la quale statuiva anche sulle richieste della parte civile, accogliendole, con rinvio a separata sede per la liquidazione. Con atto depositato in data 17.10.2005, si costituiva il convenuto, che in data 20.10.2005 faceva pervenire memoria difensiva. In particolare, la difesa del convenuto instava: - per la declaratoria di inammissibilità dell’azione erariale (o, in via subordinata, per la sospensione del presente giudizio sino alla definzione dell’appello pendente in sede penale), giacché in sede di costituzione di parte civile il Consorzio specificò che la sua iniziativa era indirizzata ad ottenere la rifusione anche del danno derivante dalla grave lesione della sua immagine, sicché ritenere procedibile l’azione pubblica di responsabilità in un simile caso significherebbe violare la regola del ne bis in idem; - in via subordinata, per la nullità assoluta della citazione, che sarebbe a suo dire assolutamente generica, non specificando essa né quali incarichi sarebbero specificamente in contestazione, né quali Consorzi ecologici li avrebbero affidati (tenuto conto del fatto che il convenuto ha ricoperto cariche nel solo Consorzio interprovinciale per la tutela e la salvaguardia delle acque del lago di OMISSIS) né motivando in ordine alla quantificazione dell’addebito;  - in via subordinata, per l’intervenuta prescrizione dell’azione erariale, anche alla luce dell’indirizzo fatt......