DANNO ERARIALE PER APPROPRIAZIONE INDEBITA



(continua a leggere)


NUOVA PROCEDURA PAGAMENTO PENSIONI



































































































REPUBBLICA ITALIANA sent REPUBBLICA ITALIANA  sent. n. 215/2004 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE TERZA GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO composta dai seguenti Magistrati: Dott.Angelo DE MARCO                                    PRESIDENTE Dott.Giorgio CAPONE                                               CONSIGLIERE Dott.Enzo ROTOLO                                               CONSIGLIERE Dott.Luciano CALAMARO                                           CONSIGLIERE rel. Dott.Eugenio SCHLITZER                                          CONSIGLIERE ha pronunciato la seguente SENTENZA sull'appello iscritto al n.17284 del registro di segreteria proposto da Calboreanu Piffari Antoinette Gianina, elettivamente domiciliata in Roma, al Viale delle Milizie n.1, presso lo studio dell'Avvocato Carlo Ferruccio La Porta che la rappresenta e difende unitamente all'Avvocato Massimo Bali CONTRO il Procuratore regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Valle D'Aosta ed il Procuratore Generale presso questa Corte dei conti; AVVERSO la sentenza n.43/2002 del 21 novembre - 19 dicembre 2002 della Sezione giurisdizionale per la regione Valle D'Aosta;             Visti gli atti e documenti di causa;             Uditi alla pubblica udienza del 22 ottobre 2003, con l'assistenza del segreterio Sig.na Gerarda Calabrese, il relatore Cons.Luciano Calamaro, l'Avvocato La Porta per l'appellante e il Pubblico Ministero nella persona del Vice Procuratore Generale dr.Alfredo Lener. Ritenuto in F A T T O La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Autonoma della Valle d'Aosta, con sentenza n.42/2002 depositata il 19 novembre 2002, ha condannato la signora Calboreanu Piffari al pagamento in favore del Comune di Aosta della somma di L.7.558.600 (pari a € 3.903,69), oltre alla rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giustizia per aver la medesimo arrecato un danno erariale di pari entità riscuotendo e non versando al comune stesso, quote di iscrizione in soprannumero a corsi sportivi organizzati dall'ente locale. La convenzione stipulata, tra quest'ultimo e il Coordinamento enti di promozione sportiva di cui la Calboreanu era la segreteria, prevedeva esattamente il numero dei fruitori dei servizi sportivi nelle varie discipline e le modalità di iscrizione e pagamento di quote contributive commisurate anche in relazione alla qualità di residente, o meno, nel comune di Aosta. Le attività sportive venivano svolte in strutture di proprietà comunale, in esecuzione di programmi rientranti nella competenza funzionale dell'Assessorato allo sport. Le iscrizioni ai corsi erano quelle comprese negli elenchi dell'Assessorato e risultanti quietanzate dalla tesoreria comunale. Quelle definite “irregolari”, rinvenute in tre blocchetti di ricevute (n.132), erano invece intestate a nominativi che non risultavano negli appositi elenchi dell'Ufficio Sport del Comune; le relative quote sono state introitate e quietanzate dalla Calboreanu, anziché dalla tesoreria comunale, con conseguente danno erariale di pari importo accertato in Lire 7.558.600, perché mai versate al Comune, unico titolare delle strutture e dei corsi. Secondo i primi giudici la convenzione non autorizzava nessuna attività extraistituzionale nelle strutture sportive del Comune e non abilitava il CEPS a trarre alcun vantaggio consentendo iscrizioni in soprannumero. Avverso la suddetta statuizione ha proposto appello la signora Piffari Calboreanu, nella considerazione delle insussistenza del danno erariale in quanto il Comune avrebbe sostenuto spese per il numero degli utenti previsto in convenzione e da questi avrebbe percepito la relativa quota d'iscrizione. Nessuna altra somma avrebbe potuto incassare con riferimento agli utenti eccedenti il numero massimo dei soggetti iscrivibili ai corsi. Sotto altro profilo, parte appellante assume di aver messo in contatto i genitori degli allievi “sopranumerari” con gli istruttori, consentendo ai primi di poter frequentare corsi analoghi a quelli organizzati dal Comune. Nelle conclusioni depositate in data 22 settembre 2003, la Procura Generale ha sostenuto che la sentenza appellata coglie tutti gli elementi acquisiti in istruttoria  individuando esattamente le irregolarità consumate dall'appellante nella sua qualità di segreteria del CEPS. Gli atti di causa renderebbero piena prova che la Calboreanu, a nome del CEPS riceveva il pagamento delle iscrizioni ai corsi direttamente, senza versare l'incasso in Tesoreria come avrebbe dovuto. Il CEPS, infatti veniva retribuito integralmente dal Comune di Aosta per tutte le attività sportive che la convenzione prevedeva, e, quindi, mai avrebbe potuto svolgere attività privata nell'ambito dell'istituzione pubblica; mai avrebbe potuto trarre profitto dall'uso illegittimo di pubbliche strutture e  soprattutto mai avrebbe dovuto far apparire  come ricadenti nelle pubbliche iniziative sportive le stesse attività fatte svolgere a soggetti privati senza la dovuta autorizzazione. Il numero chiuso delle iscrizioni ai corsi consentiva un'adeguata fruizione degli impianti, il miglior controllo da parte degli istruttori assegnati per gruppi determinati di utenti, una copertura assicurativa rapportata al numero degli iscritti, il trasferimento in pullmans conformi alle norme di sicurezza etc.. Le motivazioni di appello, secondo la Procura Generale, non troverebbero sostegno nella realtà dai fatti; il Comune si sarebbe gravato di rischi considerevoli e privato di un'entrata che solo in parte copriva tali rischi, ad esclusivo interesse di un soggetto privato sostituitosi all'ufficio di Tesoreria. Alla pubblica udienza l'Avvocato La Porta ha illustrato l'atto di appello, aggiungendo che il Comune non ha subito danni di qualsivoglia genere dalle iscrizioni in esubero. Del resto l'azione a tutela dell'erario, è stata esercitata per il recupero di proventi definiti illeciti dallo stesso attore. Il Pubblico Ministero ha precisato che la mancanza di danni da incidenti o danneggiamenti in dipendenza delle iscrizioni non consentite, ha, comunque, esposto l'ente locale a possibili pregiudizi. Inoltre, risulterebbe dagli atti, che l'appellante faceva cancellare dagli elenchi utenti per inserirne altri, dai quali aveva percepito  le quote dovute al Comune. L'ingresso negli impianti sportivi, del resto, era sottoposto a pagamento, in fattispecie non avvenuto, almeno in favore del Comune. L'Avvocato La Porta ha contestato le conclusioni sopra riportate rilevando che il Pubblico Ministero ha delineato un danno privo di attualità e concretezza e, come tale, non perseguibile. Considerato in DIRITTO Con l'unica articolata doglianza, l'appellante lamenta l'erroneità della sentenza per aver la medesima ritenuto sussistente la contestata responsabilità, pur in difetto di un danno erariale. A tal fine sostiene che lo svolgimento dell'attività sportiva da parte di minori non iscritti ai corsi organizzati dal Comuni di Aosta, avvenne quando erano scaduti i termini per partecipare a detti corsi ovvero quando era stato raggiunto il numero massimo stabilito nella convenzione stipulata dal Coordinamento enti di promozione sportiva (CEPS) e l'ente locale. In tale contesto quest'ultimo non poteva vantare crediti nei confronti del CEPS con riferimento alla partecipazione di minori non iscritti ai corsi organizzati, atteso che le clausole della convenzione risultavano rispettate; del resto i maggiori introiti derivanti dai minori che frequentarono corsi non organizzati secondo convenzione, furono destinati agli istruttori e agli organizzatori dei corsi stessi, in ragione delle maggiori prestazioni ed essi richieste. Al riguardo osserva il Collegio che l'atto introduttivo del giudizio di primo grado, ritenuto meritevole di integrale accoglimento dal giudice di primo grado, ha delineato un'ipotesi di danno erariale con aspetti poliedrici.