DANNO PER MANCATO AFFIDAMENTO DI UN APPALTO



(continua a leggere)


LIMITI PER I CONSIGLIERI DI RICORRERE AL TAR



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N.1114/2007 Reg.Dec. N. 7325 Reg.Ric. ANNO   2005 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto dalla costituenda A.T.I. tra Tekno Domus s.r.l. ed E.S. Progetti e Sistemi s.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore rappresentati e difesi dall’avv.to Roberto Maria Bisceglia, ed elettivamente domiciliato presso l’avv. Carmela Esposito, in Roma, via Isacco Newton, n. 34; contro Ministero per i beni e le attività culturali – Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta, non costituitosi in giudizio; e nei confronti di A.T.I. tra AR.FE.GA. s.a.s. e Marine Sub s.a.s., non costituitosi in giudizio; A.T.I. costituenda tra Forte Costruzioni s.r.l., Laguna Sub s.n.c. e Studio associato Andreia, non costituitasi in giudizio; per l’annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione I, n. 2786/2005; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 16-1-2007 relatore il Consigliere Roberto Chieppa. Udito l’Avv, Bisceglia; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O    E    D I R I T T O 1. L’associazione temporanea di imprese costituenda tra Tekno Domus s.r.l. ed E.S. s.r.l. Progetti e Sistemi ha partecipato alla gara indetta dalla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta per l'affidamento dei "lavori di indagini geofisiche, scavo archeologico della base militare della flotta Misenum", classificandosi terza. Con ricorso proposto al Tar Campania ha contestato l'ammissione alla gara delle due associazioni temporanee di impresa, che la hanno preceduta nella graduatoria finale formata dall'amministrazione procedente. Dopo che gli atti impugnati erano stati sospesi a con ordinanza di questa Sezione n. 5582/2004, con sentenza n. 2786/2005 il Tar ha respinto il ricorso, ritenendo che: a) il bando di gara non imponeva il possesso della attestazione SOA nella categoria OS25 in capo alla mandante, in caso questa fosse in possesso del requisito ulteriore previsto dalla lex specialis e consistente nell’aver effettuato lavorazioni di scavo archeologico su fondo marino per un importo di Euro 143.579,08; b) tale previsione era legittima in presenza di lavorazioni per un importo inferiore alla soglia dei 150.000 Euro, di cui all’art. 28 del d.P.R. n. 34/2000, norma che non aveva alcuna necessità di espresso richiamo nel bando per essere applicata. L’A.T.I. costituenda tra Tekno Domus s.r.l. ed E.S. s.r.l. Progetti e Sistemi ha impugnato tale decisione, deducendo che le due associazioni, classificate prima e seconda, avrebbero invece dovuto essere escluse dalla procedura perché le due imprese mandanti non erano in possesso di (adeguata) attestazione SOA. L’associazione appellante ha anche sostenuto l’inapplicabilità dell’art. 28 del d.P.R. n. 34/2000 e ha riproposto la domanda di risarcimento del danno, anche respinta in primo grado. L’amministrazione appellata e le imprese controinteressate, regolarmente intimate, non si sono costituite in giudizio. All’odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione. 2. Oggetto del presente giudizio è la procedura di gara, indetta dalla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta per l'affidamento dei "lavori di indagini geofisiche, scavo archeologico della base militare della flotta Misenum". L’A.T.I. appellante si è classificata terza, ma ha interesse al ricorso, in quanto i motivi proposti coinvolgono le A.T.I. posizionate come prima e seconda della graduatoria finale. Le contestazioni riguardano la necessità, o meno, del possesso dell’attestazione SOA nella categoria OS25 e, in particolare, se tale attestazione fosse stata sostituita, o solo integrata, dall’ulteriore requisito dell’aver effettuato lavorazioni di scavo archeologico su fondo marino per un importo di Euro 143.579,08. Al riguardo, si rileva che il bando di gara ha previsto, al punto 3, le seguenti "Lavorazioni di cui si compone l'intervento: Categoria prevalente: Categoria OS25, classifica II: Scavo archeologico e attività strettamente connessa  Euro 395.232,09; Categoria scorporabile: Categoria OG2, classifica II: Restauro di beni immobili sottoposti a tutela Euro 256.777,97;