DEBITI FUORI BILANCIO E TERMINI DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO



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ATTIVITA' DI ACCERTAMENTO SVINCOLATA DAI TEMPI DEL PROCEDIMENTO



































































































  CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CAMPANIA Del/Parere n. 9 /2009 nell’ adunanza del 26 febbraio  2009   composta dai seguenti magistrati: Cons.            Francesco Amabile                      Presidente  f.f. relatore Cons.            Raffaele Del Grosso                             Cons.            Silvano Di Salvo                                  Cons.            Corradino Corrado                                 Cons.            Francesco Uccello                                                     I° Ref.           Laura Cafasso                                      ha adottato la seguente deliberazione                               Visto l’art. 100, comma 2, della Costituzione;                Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;                Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;                Visto il T.U. delle leggi sull’ordinamento della Corte dei conti approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni ed integrazioni;                Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti e successive modificazioni ed integrazioni;                Visto il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti approvato con deliberazione delle SS.RR. del 16 giugno 2000 e successive modificazioni ed integrazioni;                Vista la nota in data 24 ottobre 2008, n. 11486, con la quale il Sindaco del Comune di Agerola (Prov. di Napoli)  ha inoltrato richiesta di parere a questa Sezione ai sensi dell’art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131;                      Vista l’ordinanza presidenziale n. 7/2009, con la quale l’argomento è stato deferito all’esame collegiale della Sezione;                Udito il relatore, Consigliere Francesco Amabile, Premesso Con la nota indicata in epigrafe il Sindaco del Comune di Agerola ha chiesto il parere di questa Sezione in ordine al quesito  che di seguito si riassume:  nell’ipotesi che all’atto di instaurazione  di un rapporto contrattuale relativo all’acquisizione di  servizi non sia stato  possibile determinare preventivamente l’esatto ammontare della spesa e l’Amministrazione abbia provveduto ad assumere un impegno rivelatosi poi insufficiente a coprire il costo finale dell’intera prestazione, può l’Amministrazione assumere un impegno suppletivo per provvedere al pagamento della differenza  dovuta, oppure necessita far luogo alla procedura di riconoscimento  di debito fuori bilancio?  Al fine di offrire un quadro esauriente della fattispecie cui la richiesta di parere si riferisce, il richiedente precisa che la prestazione dedotta in contratto riguarda “il recupero e smaltimento di rifiuti abbandonati su area precedentemente sottoposta a sequestro”, dando per presupposto che intero importo finanziario a copertura dell’ intervento fu interamente stanziato in bilancio sull’apposito intervento e che sussistevano tutte le condizioni per la formalizzazione dell’ impegno.  Considerato Preliminarmente, va accertata l’ammissibilità della richiesta di parere innanzi illustrata sotto il duplice profilo della legittimazione del soggetto proponente e dell’attinenza del suo contenuto alla materia della contabilità pubblica. Con riferimento al primo profilo, premesso che l’art. 7, comma 8, della legge 5.6.2003, n. 131 prevede che gli enti locali possano chiedere pareri in materia di contabilità pubblica alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, “di norma tramite il Consiglio delle autonomie locali, se istituito”, la Sezione non ravvisa motivi per discostarsi dall’orientamento sin’ ora seguito, secondo cui la mancata costituzione di detto organismo – come nel caso della Regione Campania, il cui Statuto, che lo prevede e disciplina, non è stato ancora approvato in via definitiva – non può costituire motivo di preclusione per l’esercizio di una facoltà attribuita dalla legge ai predetti enti. Pertanto, questa Sezione ha costantemente ritenuto che – medio termine - gli Enti territoriali possano avanzare direttamente le richieste di parere, tramite i propri organi muniti di rappresentanza legale esterna; e ciò non soltanto per il tenore letterale della norma citata ma anche per la necessità di non frustrare sul nascere l’esplicazione della nuova funzione deferita alla Corte nel preminente interesse delle collettività locali. Sotto il profilo del contenuto, il Collegio rileva che l’oggetto specifico del quesito concerne la corretta procedura di imputazione al bilancio delle spese degli enti locali, per cui esso  attiene strettamente alla “materia della contabilità pubblica”, il cui nucleo essenziale è costituito appunto da quel complesso di norme e di principi che presiedono alla gestione finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli altri enti pubblici (Cass. Civ., Sez. Un., 2.3.1982 ; Corte dei conti, Sez.I^.13.5.1987, n.91). Deve poi evidenziarsi che - in armonia con l’orientamento espresso in sede di coordinamento dalla Sezione delle Autonomie con atto di indirizzo del 27 aprile 2004, ribadito ed estesamente motivato nella successiva deliberazione n. 5/AUT/2006 del 17 febbraio 2006 - la funzione consultiva attribuita alla Corte dei conti dalla legge 5.6.2003, n. 131 può riguardare soltanto questioni di carattere generale ed astratto, in quanto l’eventuale riferimento a singoli atti gestionali finirebbe col tradursi, di fatto, in una indebita ingerenza della Corte medesima  in funzioni di amministrazione attiva del Comune. E tale coinvolgimento nei processi decisionali dell’Ente, oltre a contrastare con le altre funzioni proprie della Corte, contraddistinte da assoluta indipendenza e terzietà, finirebbe col condizionare la stessa attività amministrativa su cui essa  è chiamata ad esercitare il controllo, il quale, per definizione, deve essere esterno e neutrale.  Ciò posto, nulla impedisce che la questione prospettata dal Sindaco di Agerola venga  esaminata in questa sede limitatamente ai profili di natura essenzialmente esege......