DECURTAZIONI AL PREZZARIO LEGITTIME SE MOTIVATE



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Minori introiti Ici fabbricati cat. D



































































































N N. 05702/2010 REG.DEC. N. 10333/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 10333 del 2009, proposto da: Comune di Napoli, rappresentato e difeso dagli avv. Anna Pulcini, Giuseppe Tarallo, con domicilio eletto presso Gian Marco Grez in Roma, corso Vittorio Emanuele II, 18; contro Acen - Associazione Costruttori Edili Napoli, rappresentata e difesa dagli avv. Giuliana Vosa, Paolo Vosa, con domicilio eletto presso Arturo Leone in Roma, via Ajaccio N. 14; per la riforma della sentenza del T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI: SEZIONE I n. 05130/2009, resa tra le parti, concernente TARIFFARIO LAVORI PUBBLICI - REGIONE CAMPANIA..   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Acen - Associazione Costruttori Edili Napoli; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 28 maggio 2010 il Cons. Roberto Chieppa e uditi per le parti gli avvocati Tarallo e Militerni, per delega degli Avvocati Giuliano e Paolo Vosa; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO 1. Con sentenza n. 5130/2009 il Tar per la Campania ha accolto il ricorso proposto dall’A.C.E.N. (Associazione Costruttori Edili Napoli) avverso la deliberazione della Giunta comunale di Napoli n. 1609 del 12.11.2008, con cui, ai sensi dell’art. 133, comma 8, d.lgs. 12.4.2008, n. 163, è stato adottato un nuovo prezziario delle opere pubbliche appaltate dal comune di Napoli, con l'applicazione di una riduzione del 20% su ogni singola voce del tariffario approvato dalla Giunta regionale della Campania con deliberazione n. 2238 del 21.12.2007. Il comune di Napoli ha proposto ricorso in appello avverso tale sentenza per i motivi che saranno di seguito esaminati. L’A.C.E.N. si è costituita in giudizio, chiedendo la reiezione del ricorso e proponendo ricorso in appello incidentale. Con ordinanza n. 463/2010 questa Sezione ha accolto in parte la domanda cautelare, sospendendo l’efficacia della sentenza impugnata limitatamente alle procedure di gara già in corso alla data di pubblicazione della sentenza. All’odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione. 2. L’oggetto del presente giudizio è costituito dalla contestazione da parte dell’A.C.E.N., quale associazione rappresentante la categoria delle imprese di costruzioni nella provincia di Napoli, del nuovo prezziario delle opere pubbliche adottato dal comune di Napoli mediante una decurtazione del venti per cento di ogni voce del tariffario regionale. Il giudice di primo grado, dopo aver respinto il motivo inerente la presunta carenza del potere dell’amministrazione comunale di discostarsi dal tariffario regionale, ha accolto il ricorso, ritenendo che la menzionata decurtazione del 20 % non sia stata supportata da una puntuale analisi dei prezzi di mercato; l’abbattimento tariffario sarebbe stato, infatti, ricollegato a considerazioni ininfluenti (lo scostamento del prezziario regionale 2008 rispetto ai valori adottati dal provveditorato nel 1990 si giustifica alla luce del significativo lasso di tempo trascorso) ovvero opinabili (la centralità del territorio sembra un dato empirico difficilmente accertabile, variando a seconda delle imprese che aspirano ad aggiudicarsi le commesse pubbliche) ovvero orientative (il criterio statistico ha valenza suggestiva, ma deve rappresentare un punto di partenza da verificare alla luce di riscontri basati su analisi di mercato oggettive ed aderenti ai prezzi correnti; di fatti non si può escludere che le imprese, pur di accaparrarsi l’appalto di lavori pubblici, spendibile anche a fini curriculari, propongano un offerta non in perfetta linea con i valori di mercato). Con una prima censura l’appellante comune di Napoli deduce l’inammissibilità del ricorso di primo grado per carenza di interesse, in quanto solo in sede di contestazioni avverso specifici bandi di gara potrebbero emergere lesioni suscettibili di tutela. La censura è priva di fondamento, in quanto l’ACEN, quale associazione rappresentativa dei costruttori, ha certamente interesse a contestare un atto generale di determinazione del nuovo tariffario per le opere pubbliche del comune di Napoli, potendo derivare da tale atto una lesione dell’interesse dei propri iscritti ad avere prezzi posti a base d’asta negli appalti coerenti con i prezzi di mercato. 3. Con eccezione opposta l’ACEN sostiene che sarebbe il Comune ad avere perso l’interesse al ricorso in appello, avendo prestato acquiescenza all’applicazione del tariffario regionale. L’eccezione non può essere condivisa, in quanto il comune si è limitatati a dare esecuzione alla sentenza prima della sua parziale sospensione, senza aver mai manifestato l’intenzione di aderire spontaneamente alle tesi avversari e di rinunciare all’appello. 4. Seguendo un ordine logico deve poi essere esaminata la censura dell’appello incidentale, proposto dall’ACEN, secondo cui in base alla L.R. n. 3/2007 il Comune non avrebbe potuto discostarsi dal tariffario regionale. Il motivo è infondato. IL Tar ha correttamente rilevato che il sistema di aggiornamento del prezziario delle opere pubbliche è disciplinato in primo luogo dall’articolo 133, comma 8, del d. lgs. 163 del 2006, ......