DIFFORMITA' TRA BANDO GUCE E BANDO WEB



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REMUNERAZIONE PER IL TRAGITTO CASA-LAVORO



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N.1949/2007 Reg.Dec. N. 6717 Reg.Ric. ANNO   2006 Disp.vo 61/2007 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 6717/2006, proposto da ENAV S.P.A., rappresentata e difesa dagli Avv.ti Domenico Galli e Mario Sanino con domicilio eletto in Roma via del Consolato n. 6, presso l’Avv. Domenico Galli; contro IVRI - ISTITUTI DI VIGILANZA RIUNITI D'ITALIA S.P.A., rappresentata e difesa dall’Avv. Nicolò de Marco con domicilio eletto in Roma via Cassiodoro n.1/A, presso l’Avv. Sandro de Marco, -appellante incidentale-; e nei confronti di SICURPOL BRINDISI S.R.L. IN PR. E Q.LE CAP. R.T.I. e R.T.I. ITALPOL BRINDISI S.R.L., non costituitesi; per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia sede di Bari Sez. I n. 2252/2006. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio della parte appellata; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 6 febbraio 2007 relatore il Consigliere Francesco Caringella. Uditi gli avv.ti Sanino e de Marco; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO 1 La  vicenda per cui è processo può essere così  ricostruita. In data 9.11.2004, l’ENAV S.p.a. bandiva 11 gare a procedura ristretta, ai sensi del D. Lgs. nr. 158/95, per servizi di vigilanza da eseguirsi presso siti diversi dalla provincia di Roma. Ivri-Istituti Riuniti d’Italia  s.p.a. - partecipava alla gara relativa al sito di AAC Brindisi – aeroporto Brindisi Casale - con relativo servizio di teleallarme per la postazione TBT Brancasi, per tre anni. In data 15.2.2005 si celebrava la fase di prequalifica, alla quale partecipava anche la Sicurpol S.r.l., detentrice del servizio in regime di prorogatio. All’esito della verifica, l’IVRI risultava ammessa, mentre la Sicurpol risultava esclusa per la mancanza della certificazione ENAC APT14 del personale (corso sicurezza aeroporti). In data 8.8.2005, l’ENAV invitava l’IVRI a presentare l’offerta.  In data 14.12.2005 l’Istituto  riceveva notifica della nota GEC-ICT\RB\237606, con cui si comunicava l’avvio del procedimento di annullamento dell’intera gara. Con raccomandata A.R. del 10.1.2006, nell’interesse della ricorrente venivano formulate all’Amministrazione osservazioni e deduzioni ai sensi dell’art. 10, lettera b), L. nr. 241/90, con diffida ad annullare la gara ed invito ad esaminare l’offerta presentata ed a procedere all’aggiudicazione; Tuttavia, in data 27.1.2006, l’IVRI  riceveva invito a partecipare a nuova procedura negoziata plurima in via d’urgenza, per lo stesso sito e per la durata di un anno. Detta seconda procedura si chiudeva  con l’esclusione della ricorrente e l’aggiudicazione in favore dell’A.T.I. Sicurpol-Italpol. Solo in data 23.3.2006 la ricorrente riceveva copia di un provvedimento del 20.3.2006, con il quale l’ENAV aveva provveduto ad annullare l’intera precedente gara del 2004. 2. Con la sentenza  appellata i Primi Giudici hanno accolto il ricorso proposto dall’IVRI avverso l’annullamento della prima gara, reputando assorbite le  censure relative alla procedura negoziata. L’ENAV propone appello principale. L’IVRI ripropone, con appello incidentale, le censure assorbite in primo grado. Si è costituito in giudizio, ad adiuvandum rispetto all’appellante principale, Securpol s.r.l., in proprio e quale capogruppo del raggruppamento che ha partecipato alle procedure di che trattasi. All’udienza del 6 febbraio 2007 la causa è stata trattenuta per la decisione. 3. L’appello principale è fondato 3.1. - Il Tribunale ha accolto il ricorso di prime cure reputandolo fondato  sotto l’assorbente profilo del difetto di motivazione e della violazione dell’art. 21 nonies della legge 7 agosto 1990, nr. 241, con specifico riguardo al provvedimento di annullamento dell’originaria gara svoltasi nel 2004. Il Collegio di prima istanza ha osservato che  detto provvedimento non solo non chiarisce quale sia l’interesse pubblico attuale alla rimozione degli atti della gara già espletata, ma  non è neanche  convincente, nell’individuare i profili di illegittimità posti a base dell’intervento in  autotutela. Ha osservato in particolare che: “ per quanto concerne la circostanza che un solo concorrente (l’odierna ricorrente) aveva superato la fase di prequalifica, se il fatto che tale evenienza fosse espressamente prevista nel bando di gara non può valere di per sé ad escludere il potere della stazione appaltante di procedere a nuova valutazione dell’interesse pubblico all’aggiudicazione, tenuto conto dell’opportunità e convenienza dell’offerta, e quindi non può comportare un inderogabile obbligo di procedere all’affidamento del servizio, tuttavia nel caso di specie l’intervento in autotutela non risulta fondato su un tale ordine di considerazioni, ma bensì su ulteriori profili di illegittimità di ordine formale che non reggono ad una verifica di congruenza e ragionevolezza;