DIRITTO ALLO STRAORDINARIO SOLO SE AUTORIZZATO



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POLIZIA LOCALE: AMMISSIONE DI OBIETTORI DI COSCIENZA



































































































REPUBBLICA ITALIANA Sent. n. 453/2007 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Ric.  n. 221/1995 IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO PER LA SARDEGNA SEZIONE SECONDA              ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 221/1995, proposto dal Sig. Giuseppe MELIS, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Efisio Floris e Emidio Lasio, con elezione di domicilio come da procura speciale in atti; contro il Comune di Cagliari, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Federico Melis e Genziana Farci ed elettivamente domiciliato in Cagliari, via Roma n. 145 (Palazzo Civico); per la declaratoria del diritto del ricorrente al pagamento delle ore di lavoro straordinario effettuate per gli adempimenti relativi alle consultazioni elettorali del 5 e 6 aprile 1992 e per la condanna del Comune resistente al pagamento della somma di lire 2.268.829, con rivalutazione ed interessi sulle somme rivalutate a far data dalla scadenza di ciascuna mensilità e fino al saldo definitivo. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell'amministrazione comunale resistente; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Nominato relatore per la pubblica udienza del 24 gennaio 2007 il Consigliere Marco Lensi; Uditi altresì gli Avvocati delle parti, come da separato verbale; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. F A T T O Col ricorso in esame si chiede l'accertamento e la declaratoria del diritto del ricorrente al pagamento delle ore di lavoro straordinario effettuate per gli adempimenti relativi alle consultazioni elettorali del 5 e 6 aprile 1992, con condanna del Comune resistente al pagamento della somma di lire 2.268.829, con rivalutazione ed interessi sulle somme rivalutate a far data dalla scadenza di ciascuna mensilità e fino al saldo definitivo. Afferma il ricorrente di avere prestato ore di lavoro straordinario in esecuzione della deliberazione n. 400 del 12 febbraio 1992 con la quale la Giunta Municipale di Cagliari ha autorizzato la prestazione di lavoro straordinario da parte dei dipendenti per lo svolgimento delle operazioni elettorali per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica svoltesi nei giorni 5 e 6 aprile 1992. Avendo l'amministrazione comunale provveduto alla liquidazione delle competenze limitatamente a n. 16 ore di straordinario diurno e n. 24 ore di straordinario festivo e notturno, il ricorrente afferma di essere creditore della retribuzione a titolo di lavoro straordinario relativamente a n. 141 ore diurne e n. 1 ora di straordinario festivo e notturno. Conclude per l'accoglimento del ricorso. Si è costituita in giudizio l'amministrazione comunale intimata, sostenendo l'inammissibilità e l'infondatezza del ricorso di cui chiede il rigetto. Con successive memorie le parti hanno approfondito le proprie argomentazioni, insistendo per le contrapposte conclusioni. Alla pubblica udienza del 24 gennaio 2007, su richiesta delle parti, la causa è stata trattenuta in decisione. D I R I T T O Col ricorso in esame si chiede l'accertamento e la declaratoria del diritto del ricorrente al pagamento delle ore di lavoro straordinario effettuate per gli adempimenti relativi alle consultazioni elettorali del 5 e 6 aprile 1992, con condanna del Comune resistente al pagamento della somma di lire 2.268.829, con rivalutazione ed interessi sulle somme rivalutate a far data dalla scadenza di ciascuna mensilità e fino al saldo definitivo. Il ricorso va rigettato . Pur considerate le ulteriori argomentazioni svolte dal ricorrente nella memoria del 12 gennaio 2007, ritiene tuttavia il Collegio che debbano essere ribaditi anche nel caso di specie i principi già affermati da questo Tribunale relativamente a fattispecie identiche a quella in esame (cfr. per tutte T.A.R. Sardegna n. 39 del 27 gennaio 1995) e confermati in sede d'appello dal Consiglio di Stato (Consiglio di Stato, quinta sezione, n. 44/2002). Il ricorrente non contesta il principio secondo il quale la prestazione di lavoro straordinario da parte del pubblico dipendente deve essere autorizzata dall'amministrazione presso la quale presta servizio, ma sostiene che lo straordinario da lui prestato nel caso di specie rientra nell'ambito di applicazione della generale autorizzazione contenuta nella deliberazione della Giunta Municipale n. 400 del 12 febbraio 1992. Contrariamente a quanto ritenuto dal ricorrente, con la deliberazione n. 400 del 12 febbraio 1992 la Giunta Municipale di Cagliari non ha genericamente autorizzato il personale comunale a prestare lavoro straordinario in occasione dello svolgimento delle consultazioni elettorali in questione, ma ha nominativamente indicato i dipendenti chiamati a collaborare, specificando e stabilendo il numero di ore che ciascuno era autorizzato a svolgere. Tale impostazione era necessitata ai sensi della legge 20 gennaio 1992 n. 11, che richiedeva tale precisa individuazione per consentire ai Comuni di ottenere il rimborso delle spese necessarie da parte dello Stato. Considerato che le ore di lavoro straordinario autorizzate dalla predetta deliberazione n. 400/1992 in favore del ricorrente sono state correttamente pagate dall'amministrazione comunale al ricorrente medesimo, nessuna ulteriore prestazione di lavoro straordinario può essere liquidata in favore del ricorrente, trattandosi di prestazioni svolte in assenza di preventiva autorizzazione. Né un eventuale riconoscimento a posteriori dello svolgimento di tali ulteriori prestazioni di lavoro straordinario può consentirne il pagamento. Come già evidenziato da questo Tribunale, la prestazione di lavoro straordinario in occasione di quella consultazione elettorale è stata infatti regolamentata dall'articolo 18 del D.L. 20 gennaio 1992 n. 11, il quale, all'evidente scopo di contenere in termini certi l'onere finanziario che i Comuni avrebbero accollato allo Stato per lo straordinario dei propri dipendenti, ha consentito il pagamento delle suddette spese solo sulla base della previa approvazione, da parte della Giunta Municipale, dell'elenco del personale interessato, solo per i nominativi ivi contemplati e per il numero di ore stabilito. La norma espressamente dispone che la mancata deliberazione preventiva impedisce il pagamento dei compensi. La materia è stata successivamente trasfusa in successivi decreti legge non convertiti ed infine nell'articolo 15 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, convertito in legge 19 marzo 1993 n. 68, che l’ha definitivamente regolata ribadendo, nella sostanza, la disciplina contenuta nel D.L. n. 11/1992 e facendo salvi, con l'articolo 1, comma secondo, della legge di conversione, gli effetti ed i rapporti giuridici sorti in forza dei precedenti decreti non convertiti. Sulla base di tali enunciati normativi deve ritenersi che lo straordinario svolto dai dipendenti comunali in occasione di consultazioni elettorali può essere retribuito solo qualora siano rispettate le rigorose regole procedimentali sopra descritte. Per le suesposte considerazioni, il ricorso in esame è manifestamente infondato e deve essere conseguentemente respinto. Sussistono motivi per compensare integralmente tra le parti le spese del giudizio. P.Q.M. IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO PER LA SARDEGNA SEZIONE SECONDA respinge il ricorso in epigrafe. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. Così deciso in Cagliari, nella camera di consiglio, il giorno 24 gennaio 2007 dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna con l'intervento dei Signori: Lucia Tosti, Presidente; Rosa Panunzio