DIRITTO D'ACCESSO REITERATO



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TORNANO IN VIGORE LE DISPOSIZIONI DEL 2007



































































































REPUBBLICA ITALIANA                         REPUBBLICA ITALIANA                        N. 741/09 REG.DEC.              IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                  N 3812 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale,Quinta Sezione            ANNO 2008 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 3812 del 2008 proposto dall’ Azienda USL ROMA F, in persona del direttore generale pro-tempore, rappresentato e difeso dall’ avv. Paolo De Camelis ed elettivamente domiciliato in Roma, via D. Azuni n.9; contro il dott. Dario Peris, rappresentato e difeso dall’ avv. Giuseppe Coppola ed elettivamente domiciliato in Roma, presso l’avvocato Roberto Eufrate, via del Viminale n. 43; e nei confronti del dott. Duilio Iacobucci, non costituito in giudizio; per la riforma della sentenza n. 2599 del 2008, resa dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma-Sez. III quater, in tema di accesso ai documenti ex l. n. 241 del 1990; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del dott. Peris; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla camera di consiglio del 22 luglio 2008, il Cons. Giancarlo Giambartolomei; Udito l’avvocato Coppola; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO 1.-Con la sentenza n. 2599 del 2008, indicata in epigrafe, nel decidere il ricorso n. 11702 del 2007, proposto ex art. 25 della l. n. 241 del 1990, il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha ordinato all’ Azienda U.S.L. Roma “F” di consentire al dott. Dario Peris di prendere visione e di estrarre copia della documentazione indicata nella domanda d accesso del 10 ottobre. 2007 riferita ad una pregressa vertenza giudiziaria con l’ Azienda medesima. Il dott. Peris nel precedente ricorso n. 1963 del 2007, con il quale aveva impugnato gli atti di indizione di un concorso pubblico per titoli ed esami, bandito per la copertura di n. 8 posti di dirigente amministrativo, aveva proposto actio ad exhibendum e con istanza del 21 marzo 2007 aveva chiesto all’ Azienda l’ accesso ai documenti di un procedimento disciplinare nel frattempo avviato e ad otto documenti sette dei quali inerivano al giudizio pendente innanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio e richiesti anche in quella sede. Dopo che si era formato il silenzio-diniego, non impugnato, con una seconda istanza (datata 10 ottobre 2007) il dott. Peris tornava a chiedere l’ accesso ai sopraindicati documenti ed avverso il diniego espresso (nota 24 ottobre 2007) proponeva ricorso (n. 11702 del 2007), deciso con la sentenza oggetto dell’ appello in esame. 1.-2.-Deduce l Azienda appellante: a.- il dott. Peris, per aver trascritto nel ricorso n. 1963 del 2007 “interi brani” degli atti dei quali chiede l’ esibizione il dott. Peris, avrebbe fornito prova della mancanza di un suo interesse (informativo) sostanziale e non meramente formale ad acquisire atti dei quali è già a conoscenza e d’una sua posizione tutelabile ex art. 22 e seguenti della l. n. 241 del 1990; inoltre il ricorso n. 1963 del 2007 si baserebbe su falsi presupposti e i documenti richiesti sarebbe privi di rilevanza; b.- come già prospettato in prime cure, formatosi il silenzio-diniego al quale l’ art. 25, co. IV, della l. n. 241 del 1990 attribuisce natura provvedimentale, in mancanza di un impugnazione, il diritto d’ accesso si sarebbe estinto, con conseguente improponibilità dell’ azione avverso la nota 24 ottobre 2007 di risposta alla seconda istanza del 10 ottobre 2007; c-. la sentenza appellata erroneamente non avrebbe accolto l’ eccezione di violazione dei co. 4° e 5° dell’ art. 25 della l. n. 241 del 1990 in quanto il dott. Peris aveva già chiesto l’ esibizione dei documenti in questione nel corso del giudizio di cui al ricorso n. 1963 del 2007. Il dott. Peris si è costituito ed ha depositato memoria 9 luglio 2008 alla quale ha controdedotto l’ appellante con propri scritti difensivi del 18 luglio 2008. 2.- L’ appello è infondato. 2.-1.- La certa non pertinenza dei riprodotti motivi dedotti nel ricorso n. 1963 del 2007 e la loro estraneità al giudizio d’accesso non comporta alcuna dichiarazione di (parziale) inammissibilità per essere la esposizione finalizzata a dimostrare la carenza di un interesse al rilascio di copia degli atti richiesti. L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sent. 24 giugno 1999 n. 16) ha qualificato d’ interesse legittimo la posizione giuridica soggettiva cui si correla il c.d. diritto d’ accesso. Il legislatore ha introdotto limiti esterni all’ esercizio del “diritto” d’accesso (mediante anche l’ emanazione di regolamenti in ordine ai quali l’ Amministrazione conserva poteri discrezionali) ed ha affievolito così ad interesse legittimo una posizione astrattamente di diritto.  L’ interesse (legittimo) per esistere deve mostrare una qualche strumentalità rispetto alla protezione di un’ulteriore situazione soggettiva (“per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti” art. 22 l. n. 241 del 1990) che non necessariamente deve essere d’ interesse legittimo o di diritto soggettivo. La strumentalità del diritto di accesso richiede la prospettazione (in apposita istanza) di un interesse personale, concreto, serio e non emulativo, pur senza la necessità dell’attualità di una lesione della sottesa posizione giuridica che resta estranea al giudizio d’ accesso per cui appaion......