DIRITTO DI ACCESSO DEL DIPENDENTE IN QUIESCIENZA



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CONDIZIONI PER USUFRUIRE DEL VOTO ASSISTITO



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO   N.                    Reg. Sent. Anno 2006 IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO N.     21   Reg. Ric. Anno 2006 - Sezione I-quater -   ha pronunciato la seguente Sentenza sul ricorso n. 21 del 2006 proposto da Delle Fave Antonio, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Maria Immacolata Amoroso e Fabrizio Casella ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo, situato in Roma, P.le Clodio n. 56; contro il Ministero della Giustizia, in persona del Ministro p.t.; il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in persona del Capo del Dipartimento; rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso cui è ex lege domiciliato, in Roma, via dei Portoghesi n. 12; per l’annullamento del silenzio rifiuto formatosi sull’istanza diffida inviata dal ricorrente in data 28 ottobre 2005, mediante raccomandata a.r., al Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria – Direzione Generale del Personale e della Formazione – Ufficio II – Gestione del Personale di Polizia Penitenziaria, da questi ricevuta in data 2 novembre 2005, con la quale si chiedeva, ai sensi dell’art. 22 L. 241/90 e successive modifiche, di poter accedere a tutti i documenti inseriti nel proprio fascicolo personale e di estrarre copia del foglio matricolare, nonché di ogni altro atto presupposto connesso e collegato; Visto il ricorso con la relativa documentazione; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla camera di consiglio del 19 gennaio 2006 il Primo Ref. Antonella MANGIA; uditi, altresì, i procuratori delle parti come da verbale; Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue: Fatto Il ricorrente, già ispettore capo del Corpo di Polizia Penitenziaria, collocato a riposo a decorrere dal 24 settembre 2003, con lettera raccomandata a.r. in data 28 ottobre 2005 ha chiesto all’Amministrazione intimata di poter accedere a tutti i documenti componenti il proprio fascicolo personale, compreso il foglio matricolare, “estraendone anche copia - così come previsto dall’art. 25 comma 1)” della legge n. 241/90, senza ricevere alcun riscontro nei termini di legge. Avverso il silenzio rifiuto così formatosi, deduce i seguenti motivi di impugnativa: Violazione e falsa applicazione L. 241/90 ss. mod. artt. 22, 23, 24, 25, violazione e falsa applicazione D.M. 115/96 artt. 2, 3, 4, 5, eccesso di potere, manifesta ingiustizia. Gli atti contenuti nel fascicolo personale non rientrano certamente nelle categorie di documenti per i quali è escluso l’accesso ai sensi e per i motivi di cui agli artt. 2, 3, 4 del D.M. 115/96. Non si comprendono, dunque, le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione ad opporre silenzio rifiuto all’istanza prodotta dal ricorrente. Detto silenzio è illegittimo poiché tale istanza è rimasta priva di attuazione senza una valida e legittima giustificazione. In data 17 gennaio 2006 l’Amministrazione intimata ha depositato l’atto di costituzione in giudizio. Alla camera di consiglio del 19 gennaio 2006 il ricorso è stato introitato per la decisione. Diritto 1. Il ricorso è fondato e, pertanto, va accolto. 1.1. Come esposto nella narrativa che precede, il ricorrente lamenta l’illegittimità del silenzio rifiuto formatosi in relazione alla richiesta di accesso ai documenti componenti il proprio fascicolo personale, compreso il foglio matricolare, dal medesimo inoltrata all’Amministrazione ai sensi  per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241. 1.2. Nel premettere che - nonostante i contenuti della decisione del Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 24 giugno 1999, n. 16 -  la disciplina concernente l’accesso ai documenti amministrativi, così come introdotta con la legge n. 241/90, induce a configurare un vero e proprio diritto soggettivo dell’interessato, in linea con il tenore del dettato normativo, e che la tutela predisposta dall’art. 25 della legge n. 241/90 prevede un......