DIRITTO DI ACCESSO E INDISPONIBILITA' DEI DOCUMENTI



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Invio del rendiconto 2002



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N.  4126/03 REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                       N. 524   REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale   Quinta  Sezione         ANNO 2003 ha pronunciato la seguente DECISIONE   sul ricorso in appello n. 524 del 2003 proposto da Moschetti Roberto, rappresentato e difeso dall’Avv. Luigi Paccione ed elettivamente domiciliato in Roma, Lungotevere Flaminio n. 46, pal. IV, sc. B (studio avv. Placidi) c  o  n  t  r  o il Comune di Casamassima, in persona del Sindaco p.t., n.c. per l’annullamento e/o la riforma della sentenza del T.A.R. Puglia-Bari, Sez. II, n. 3796 del 2.9.2002 Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Udito, alla pubblica udienza del 6 maggio 2003, il relatore, consigliere Nicolina Pullano, ed udito, inoltre, l’Avv.Sanino per delega dell’avv. Paccione; Ritenuto e considerato in F  A  T  T  O   e   D  I  R  I  T  T  O che il Tribunale Amministrativo Regionale perla Puglia ha respinto il ricorso proposto dall’attuale appellante per l’annullamento del diniego, oppostogli dal Comune di Casamassima, di accesso alla documentazione amministrativa relativa alla pratica di condono edilizio, presentata dalla consorte, per un immobile di civile abitazione di proprietà di entrambi; che il TAR, dopo avere precisato che ricorrevano i presupposti per l’accesso alla documentazione richiesta, ha preso atto che la stessa non si trovava nella materiale disponibilità del Comune, in quanto trasmessa - senza che prima ne fosse estratta copia - all’Autorità giudiziaria penale, che ne aveva fatto richiesta, ed ha, pertanto, ritenuto legittimamente motivato il diniego con riferimento a detta circostanza; che l’interessato ha proposto il presente appello assumendo: a - che la sentenza è ingiusta, in quanto fa conseguire all’ “autore dell’illecito omissivo (mancata custodia di copia degli atti di fascicolo istruttorio) un effetto premiale per la sua antigiuridica condotta”; b - che l’amministrazione appellata non si è neanche curata di acquisire copia degli atti richiesti direttamente presso gli uffici della Procura della Repubblica; che l’amministrazione comunale, ritualmente evocata in giudizio, non si è costituita; che l’appello è fondato, in quanto erroneamente il TAR ha ritenuto che l’accertata indisponibilità degli atti comporti la cesura della relazione (materiale) in atto tra l’amministrazione ed il soggetto istante, nesso la cui esistenza e permanenza costituisce autonoma ed indefettibile condizione per la declaratoria dell’ordine di esibizione; che, di contro, questa Sezione ha già avuto occasione di chiarire che la circostanza della materiale indisponibilità dell’atto è preclusiva dell’accoglimento della domanda di accesso unicamente nell’ipotesi nella quale la competenza, e la relativa disponibilità dei documenti oggetto dell’istanza di accesso, sia stata trasferita ad altro ente successivamente alla formazione degli atti, mentre la mancanza di un trasferimento di competenze ed il difetto di una cessione dei documenti ad altra autorità impongono di reputare tenuta all’ostensione l’amministrazione che ha formato gli atti, senza che possa attribuirsi alcuna rilevanza alla sopravvenuta indisponibilità degli stessi (cfr. dec. 22.4.2002 n. 2186); che gli atti di cui trattasi non risultano essere coperti da segreto; che, pertanto, l’amministrazione comunale deve porre in essere tutte le iniziative necessarie (acquisizione, a sua cura, di copia degli atti direttamente presso gli uffici della Procura della Repubblica) per rendere ostensibile all’interessato la documentazione che forma oggetto della domanda di accesso; che l’appello va, quindi, accolto e, per l’effetto, va annullata la sentenza impugnata e va conseguentemente ordinato al Comune di Casamassima di esibire la documentazione suddetta; che le spese del doppio grado di giudizio, che si liquidano come in dispositivo, seguono la soccombenza; P. Q. M. il Consiglio di Stato, Sezione quinta, accoglie l’appello in epigrafe e, per l’effetto, annulla la sentenza impugnata e ordina al Comune di Casamassima di esibire i documenti che formano oggetto dell’istanza di accesso. Condanna il Comune di Casamassima al pagamento, in favore dell’appellante, delle spese del doppio grado di giudizio che liquida in complessivi € 3000 (euro tremila). Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 6 maggio 2003 con l'intervento dei Signori: Raffaele         CARBONI                Presidente Goffredo         ZACCARDI              Consigliere Francesco         D’OTTAVI                Consigliere Nicolina         PULLANO                Consigliere est. Carlo            DEODATO               Consigliere     L'ESTENSORE                             IL PRESIDENTE  F.to Nicolina Pullano                            F.to Raffaele Carboni                                                                                                                 IL SEGRETARIO                                   F.toAntonietta Fancello