DIVIETO COMUNALE DI PUBBLICITÀ SU STRADA PROVINCIALE



(continua a leggere)


Carenza documentale per interventi su beni soggetti a vincolo paesaggistico



































































































N N. 00640/2011 REG.PROV.COLL. N. 00487/2011 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 487 del 2011, proposto da: Pubbli Metal di Bossini Claudio, rappresentata e difesa dall'avv. Francesco Noschese, con domicilio eletto presso Francesco Noschese in Brescia, Via Cadorna, 7; contro Comune di Gardone Val Trompia, rappresentato e difeso dall'avv. Mauro Ballerini, con domicilio eletto presso Mauro Ballerini in Brescia, Viale Stazione, 37; per l'annullamento DELLA NOTA DIRIGENZIALE IN DATA 5/1/2011, RECANTE IL DINIEGO SULL’ISTANZA DI RILASCIO DI AUTORIZZAZIONE PER LA POSA DI UN CARTELLO PUBBLICITARIO LUNGO LA S.P. 345; - DI OGNI ALTRO ATTO PRESUPPOSTO, CONNESSO, COLLEGATO O CONSEQUENZIALE.   Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Gardone Val Trompia; Viste le memorie difensive e tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 aprile 2011 il dott. Stefano Tenca e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;   Ritenuto: - che l’amministrazione si è pronunciata negativamente sull’istanza di autorizzazione depositata dalla ricorrente; - che l’atto del 5/1/2011, impugnato in questa sede, ed il preavviso di diniego in data 26/10/2010 attestano che: • il luogo destinato ad ospitare il mezzo pubblicitario si trova in zona soggetta a vincolo ambientale; • il cartello verrebbe collocato presso un’area di pregio, ed in particolare merita tutela la fascia (di circa 500 metri) che affianca il Parco pubblico “Rovedolo” lungo la SP BS 345; • il Comune intende valorizzarne la fruizione e l’utilizzo da parte della collettività, anche con la salvaguardia della sua piena visibilità; Dato atto: - che secondo la vigente normativa di disciplina della fattispecie controversa il Comune è titolare di funzioni relative sia alla sicurezza della circolazione – in quanto titolare del potere di autorizzazione all’istallazione di impianti pubblicitari nel rispetto delle prescrizioni del Codice della Strada – sia all’uso del proprio territorio, dal momento che l’art. 3 del D. Lgs. 507/93 affida all’Ente locale, tra l’altro, il compito di stabilire “limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie in relazione ad esigenze di pubblico interesse” (cfr. T.A.R. Toscana, sez. I – 11/3/2002 n. 456). - che nell’osservanza delle vincolanti statuizioni del D. Lgs. 285/92, ciascun Ente locale gode di un certo margine di discrezionalità e può dunque sviluppare la propria potestà pianificatoria operando una ponderazione comparativa degli interessi antagonisti implicati in materia: questi ultimi afferiscono alla libertà di iniziativa economica privata tutelata dalla Costituzione – della quale l’attività pubblicitaria costituisce estrinsecazione – alla sicurezza della circolazione stradale, alla salvaguardia ambientale e paesaggistica e all’ordinato assetto del territorio sotto il profilo del decoro urbano e in generale degli spazi aperti (sentenza T.A.R. Brescia – 28/2/2008 n. 174); - che in proposito, la giurisprudenza ha puntualizzato che il regolamento previsto dall’art. 3 del D. Lgs. 15/11/1993 n. 507 – con il quale il Comune disciplina le modalità di svolgimento della pubblicità, la tipologia e la quantità degli impianti pubblicitari, nonché le modalità per ottenere l’autorizzazione alla loro installazione – si riferisce non solo agli impianti comunali di affissione, ma anche all’installazione di impianti posti in essere da privati su aree private, ai quali si estende “la valutazione complessiva di compatibilità dell’installazione di impianti pubblicitari nel territorio comunale con l’igiene pubblica e l’estetica cittadina, nonché la ponderazione delle relative implicazioni economiche e delle diverse possibili modalità di più proficua realizzazione del pubblico interesse sotteso a tale disciplina, che sono proprie della predetta sede regolamentare” (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. III – 17/4/2002 n. 1490); Atteso: - che il regolamento del Comune di Gardone Val Trompia sull’uso delle aree verdi (cfr. estratto doc. 6 Comune) prescrive l’obbligo di munirsi di specifica autorizzazione per la posa di arredi e/o qualunque intervento che interessi aree verdi (art. 18); - che alla luce di tali premesse il Comune ha legittimamente adottato la nota impugnata, la quale preclude la collocazione di manufatti pubblicitari in una zona delimitata e circoscritta (circa 500 metri) – sottoposta a vincolo ambientale e limitrofa ad un Parco pubblico – ravvisando la necessità di preservarla da qualsiasi elemento di disturbo. - che in buona sostanza la scelta è orientata a precludere trasformazioni edilizie ed anche alterazioni minime in una ben individuata (e ridotta) porzione di territorio, senza introdurre un generalizzato divieto di collocare cartelli pubblicitari su ampie estensioni (per analoga ipotesi si rinvia a sentenza Sezione 1/12/2009 n. 2391); - che detta scelta è preordinata alla protezione di valori pregnanti come il decoro e l’estetica degli spazi pubblici, presso un’area già riconosciuta ex lege come particolarmente sensibile (cfr. vincolo Legge G......