DIVIETO DI EROGARE INCENTIVI A TECNICI ESTERNI



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DANNO PER MANCATO AFFIDAMENTO DI UN APPALTO



































































































REPUBBLICA ITALIANA Sent REPUBBLICA ITALIANA  Sent. n. 46/2007/E.L.     IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE DELLA BASILICATA   composta dai seguenti Magistrati: Dott. Adriano FESTA FERRANTE           Presidente  Dott. Carlo GRECO                                          Consigliere Dott. Giuseppe TAGLIAMONTE            Consigliere Rel. ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità n.6808/E.L. promosso ad istanza del Procuratore Regionale nei confronti di Emilio IURINO, rappresentato e difeso, per procura a margine della memoria di costituzione,                 dall'avv. Antonio COSCIA  presso il cui studio sito in Venosa  alla Via Vittorio Emanuele II n. 43/A 4,  risulta elettivamente domiciliato; avente ad oggetto: illegittima attribuzione compenso incentivante ex art.18, L.109/94 con contemporaneo affidamento di consulenze esterne; Visto l'atto introduttivo del presente giudizio e  tutti gli atti di causa; Uditi, alla pubblica udienza del 12 dicembre 2006, il Consigliere relatore dr. Giuseppe TAGLIAMONTE, il P.M. nella persona del Procuratore Regionale dr. Michele ORICCHIO, nonché, in rappresentanza  dell'odierno convenuto, l'avvocato costituito Antonio COSCIA. Con l'assistenza del segretario sig.ra Maria Anna CATUOGNO. Considerato in FATTO In data 1.6.2006 l'ufficio della locale Procura Regionale della Corte dei conti depositava presso la Segreteria di questa Sezione Giurisdizionale per la Basilicata atto di citazione - preceduto da rituale invito a dedurre ex art.5, comma 1 della legge n.19 del 1994 - nei confronti del sig. IURINO Emilio, responsabile del settore Lavori Pubblici del Comune di Venosa, e contenente richiesta di condanna del medesimo al pagamento della somma di € 41.085,00 quale risarcimento dell'ingiusto danno sofferto dal Comune di Venosa per effetto della non dovuta erogazione di compensi incentivanti contemplati e disciplinati dall'art.18 della legge n.109 del 1994 (“Legge quadro sui Lavori Pubblici”) sì come liquidati dallo stesso odierno convenuto in proprio favore con varie determinazioni correlate a cinque fattispecie di progettazione di interventi nel settore dei LL. PP. formate nel corso del biennio 2000-2002. La denunciata illegittima attribuzione delle suddette competenze economiche induceva parte attrice a disporre doviziosa attività istruttoria, all'esito della quale, una volta constatato l'intervenuto conferimento delle funzioni di “Responsabile Servizio LL.PP. e Manutenzione” al sig. IURINO - odierno convenuto - a seguito di concorso interno definitosi con determinazione n.910 del 6.9.1999, e nel quale il medesimo IURINO, titolare di 6^ qualifica funzionale, risultava essere unico concorrente, venivano esaminate, per essere poi sottoposte all'odierno esame da parte di questo Collegio, cinque fattispecie di lavori pubblici ideati ed intrapresi dal Comune di Venosa, nelle quali l'affidamento dell'incarico di progettazione al sig. IURINO - nella predetta qualità di responsabile del settore LL.PP. -  si accompagnava al conferimento di vari incarichi di studio o di diversa qualità di progettazione in favore di tecnici esterni alla struttura amministrativa comunale. Le cinque fattispecie considerate e vagliate dalla Procura Regionale erano le seguenti: a) Lavori di completamento  e sistemazione generale impianti sportivi e adeguamento norme di sicurezza del campo sportivo - Affidamento progettazione definitiva ed esecutiva; b) Lavori di completamento dell'impianto di preselezione dei RSU del Comune di Venosa; c) Lavori di completamento e di adeguamento della ex casa mandamentale a sede del comando Compagnia e Stazione dell'arma dei Carabinieri di Venosa; d) Impianto di biostabilizzazione frazione umida e di compattazione sovvalli da trasferire alla termodistruzione. Adeguamento discarica di 1^ categoria; e) Lavori di costruzione del nuovo macello comunale nel Comune di Venosa - spese tecniche di progettazione. In ognuna delle suddette ipotesi di intervento, la Procura Regionale evidenziava come fossero stati corrisposti tanto i compensi in favore dei tecnici incaricati di esaminare e predisporre particolari aspetti di studio e progettazione, quanto i compensi che l'art.18 della L. n.109/94 riconosce in favore del responsabile del procedimento incaricato della progettazione, questi ultimi ascendenti ad € 41.085,00 complessivi. Sosteneva parte attrice, sulla scorta della asserita alternatività delle due forme di gratificazione economica contemplate dalla normativa di settore, come l'autoliquidazione del compenso incentivante ex art.18 L.109/94, ad opera dello stesso IURINO verso sé medesimo, fosse assolutamente priva di alcuna giustificazione operativa e, dunque, normativa; e ciò anche in considerazione dello scarso, se non nullo, rilievo recato dall'apporto progettuale di un impiegato - quale risulta essere lo IURINO - sprovvisto di particolari competenze tecniche idonee a giustificare un ruolo significativo nella elaborazione progettuale alla cui compiuta definizione si era giunti principalmente grazie all'ausilio di tecnici esterni puntualmente e correttamente gratificati. La Procura Regionale attrice, pur consapevole del coinvolgimento della Giunta Municipale di Venosa, nell'adozione di scelte operative e decisionali che vedevano coesistere, in chiave di asserita antinomia e contraddizione, professionalità interne ed esterne all'Ente, ed entrambe destinatarie delle relative gratificazioni economiche, individuava, a seguito di un motivato percorso argomentativo logico e giuridico, compiutamente esplicitato nei decreti di archiviazione delle iniziali ipotesi di responsabilità contestate anche ai componenti della Giunta Municipale di Venosa ed al Segretario Comunale in carica all'epoca dei fatti, la fonte del danno per cui è oggi causa nei provvedimenti di autoliquidazione del compenso di cui all'art.18 della L.109/94 adottati dal sig. Emilio IURINO in favore di sé medesimo, ritenendo gli stessi sorretti dal colpevole intento - recte: gravemente colpevole intento - di attribuire, in favore dello stesso autore delle suddette determinazioni, emolumenti economici e corrispettivi che, nei casi considerati, non integravano né recepivano il contenuto e la “ratio” della norma che ne disciplinava il riconoscimento. Dell'intero ammontare delle predette somme, pari, si ripete, ad                         € 41.085,00, si richiedeva il risarcimento in favore del Comune di Venosa al sig. IURINO, non rivelandosi le giustificazioni da questi fornite in sede di invito a dedurre idonee a superare i motivi delle iniziali contestazioni. La costituzione in giudizio del sig. IURINO avveniva per patrocinio dell'avv. Antonio COSCIA, il quale, con memoria depositata in data 22.11.2006, eccepiva, prima di contestare il merito dell'accusa, l'inammissibilità e l'improcedibilità della domanda attorea, riscontrando in essa la carenza di valutazione alcuna sulle osservazioni svolte dal proprio assistito in riscontro all'invito a dedurre di cui all'art.5 della legge n.19 del 1994: tale irregolarità procedurale, a parere del difensore costituito, era resa ancor più evidente dal diverso atteggiamento serbato dall'Ufficio del Procuratore Regionale in riferimento alle deduzioni rappresentate, nella medesima fase processuale, dagli altri soggetti inizialmente invitati (nella specie, e come detto sopra, i componenti dell'Amministrazione Comunale di Venosa ed il Segretario Comunale) il cui contenuto era stato dalla Procura Regionale puntualmente vagliato ed esaminato per tradursi nel conseguente decreto di archiviazione, copia del quale, peraltro, veniva consegnata in sede di odierno dibattimento al rappresentante della difesa, sì da esaudirne la richiesta di acquisizione pure formulata in sede di memoria. Nel merito, l'avv. COSCIA era fermo nella contestazione degli addebiti mossi al proprio assistito, rappresentando come gli incarichi di progettazione conferiti allo IURINO da provvedimenti formali della Giunta Municipale di Venosa riferiti alle rispettive fattispecie vagliate dell'accusa, si rivelassero pienamente compatibili con i contestuali o successivi conferimenti di incarichi di studio o di altra collaborazione progettuale adottati e decisi verso altri tecnici esterni all'Amministrazione, essendo tali opzioni amministrative compatibili con il contenuto e con i principi ispiratori della legge n.109 del 1994, in specie con quelli di cui agli artt.17 e18 della stessa; il compiuto ed ordinato espletamento dei compiti oggetto di incarico da parte dello IURINO escludeva poi, ad avviso del difensore, ogni profilo di colpa grave e di danno comunque riconducibile alla condotta serbata, nel caso in esame, dall'odierno convenuto. La difesa del sig. IURINO si curava, poi, di evidenziare come la legittimità - e liceità - della condotta amministrativa da questi tenuta nella gestione degli incarichi di progettazione in parola, ivi compresa la liquidazione del compenso premiante e/o incentivante di cui al richiamato art.18, fosse confermata e suffragata da pronunce adottate in materia dell'Autorità per la Vigilanza  sui LL. PP., il cui contenuto veniva all'uopo riprodotto in memoria per ulteriormente avvalorare il contenuto delle deduzioni difensive, che si concludevano nella consequenziale richiesta assolutoria. Nel corso dell'odierno dibattimento, le rispettive tesi di causa venivano ulteriormente dispiegate e confermate anche nelle formule conclusionali di condanna e di assoluzione. DIRITTO Il Collegio è chiamato, in via preliminare, a valutare la fondatezza della eccepita “inammissibilità e improcedibilità” dell'azione esercitata dalla Procura Regionale a causa della mancata valutazione delle deduzioni svolte dall'odierno convenuto in sede di invito ex art.5, comma 1, della legge n.19 del 1994. La consolidata giurisprudenza formatasi sul punto in questione (ex multis: Corte dei conti SS.RR. 7/98/QM; Sez.I^ Centrale 7.8.2002, n.282/A; Sez. Lombardia 10.4.2002, n.765; Sez. Calabria 14.7.2000, n.327) conforta questo Giudicante nel pronunciarsi per il rigetto della p......