DPCM DI DECENTRAMENTO BOCCIATO DAL TAR



(continua a leggere)


ENTI DISSESTATI: MODELLO PER L'ISTRUTTORIA



































































































TAR LAZIO - ROMA, SEZ TAR LAZIO - ROMA, SEZ. II - sentenza 15 maggio 2008 n. 4259 - Pres. Tosti, Est. Toschei - Confederazione italiana della proprietà edilizia (Confedilizia) (Avv.ti Angiolini e Panariti) c. Ministero dell'Economia e delle Finanze ed altri (Avv.ra Stato), Comune di Nibbiano (n.c.) e con l'intervento ad adiuvandum di Istituto italiano di valutazione immobiliare (Avv.ti Vavalà ed Orefice), Gesticond - Libera associazione amministratori immobiliari (Avv. Pasquino), Fiaip - Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Avv. Tallarico) ed Assoutenti - Associazione nazionale utenti di servizi pubblici (Avv. Pananti) - (accoglie).   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO II Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Sezione Seconda Presidente composto dai Signori: Componente; Luigi TOSTI - Presidente Carlo Modica de MOHAC - Componente Stefano TOSCHEI - Estensore; ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. R.g 8138 del 2007 proposto dalla "CONFEDERAZIONE ITALIANA DELLA PROPRIETÀ' EDILIZIA (CONFEDILIZIA)", in persona del rappresentante legale pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Vittorio Angiolini e Paolo Panariti ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest'ultimo in Roma, Via Celimontana n. 38; contro - il MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro-tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, presso la cui sede in Roma, Via dei Portoghesi n. 12, domicilia per legge; - la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, il MINISTRO PER LE RIFORME E LE INNOVAZIONI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, il MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI ED AUTONOMIE LOCALI e il MINISTRO DELL'INTERNO, non costituiti in giudizio; e nei confronti - dell'AGENZIA DEL TERRITORIO, in persona del Direttore generale pro tempore, - del COMUNE DI NIBBIANO, in persona del Sindaco pro tempore, non costituiti in giudizio; nonché con l'intervento ad adiuvandum di "ISTITUTO ITALIANO DI VALUTAZIONE IMMOBILIARE", in persona del rappresentante legale pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Raffaele Mario Vavalà e Maria Ida Orefice, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Roma, Circonvallazione Clodia n. 36; - "GESTICOND-LIBERA ASSOCIAZIONE AMMINISTRATORI IMMOBILIARI", in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Sofia Pasquino presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Roma, Via dell'Acqua Bulicante n. 435; - "FIAIP-FEDERAZIONE ITALIANA AGENTI IMMOBILIARI PROFESSIONALI" e "ASPESI-ASSOCIAZIONE NAZIONALE TRA SOCIETÀ' DI PROMOZIONE E SVILUPPO INDUSTRIALE", in persona dei rispettivi rappresentanti legali pro tempore, rappresentati e difesi dall'avv. Luigi Tallarico, presso il cui studio sono elettivamente domiciliate in Roma, Piazza Istria n. 2; - "ASSOUTENTI-ASSOCIAZIONE NAZIONALE UTENTI DI SERVIZI PUBBLICI", in persona del rappresentante legale pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Benito Pananti presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Roma, Via Celunontana n. 38; per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia - del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14 giugno 2007 avente ad oggetto "decentramento delle funzioni catastali ai comuni di cui all'art. 1, comma 197, della legge 27 dicembre 2006 n. 296; - e, per quanto occorrer possa, del protocollo di intesa tra l'Agenzia del Territorio e l’ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) del 4 giugno 2007; - nonché di ogni altro atto antecedente e presupposto, attuativo, esecutivo e conseguenziale e comunque connesso- Visto il ricorso con i documenti allegati; Vista la costituzione in giudizio dell'Amministrazione intimata e degli altri soggetti intervenuti ed i documenti prodotti; Esaminate le memorie integrative depositate; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla pubblica udienza del 6 febbraio 2008 il dott. Stefano Toschei; presente per la parte ricorrente l'avv. avv. P. Panariti e l'avv. V. Angiolini, e l'avv. dello Giacobbe per la difesa dell'Amministrazione intimata; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. FATTO Con il ricorso indicato in epigrafe la Confederazione italiana della proprietà edilizia (d'ora in poi, Confedilizia) ha impugnato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 giugno 2007 avente ad oggetto "decentramento delle funzioni catastali ai comuni di cui all'art 1, comma 197, della legge 27 dicembre 2006 n. 296". Lamenta la ricorrente che il predetto provvedimento, che avrebbe realizzato, con modalità illegittime, il decentramento delle funzioni catastali trasferendo dallo Stato ai Comuni, per come a suo tempo già previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 con disposizioni (contenute negli artt. 65 e 66) poi modificate dalla legge 27 dicembre 2006 n. 296, manifesta una evidente non conformità rispetto alle disposizioni di norma primaria. La Confedilizia, in particolare, si duole della circostanza che l'impugnato D.P.C.M., ponendosi anche in contrasto con le modifiche normative apportate nel 2006 al decreto legislativo n. 112 del 1998, ha finito con attribuire ai Comuni la decisione e la responsabilità (intesa nel senso di competenza) definitiva per l'adozione degli atti inerenti all'estimo degli immobili; il che comporta (come anche definito e specificato nel protocollo di intesa intervenuto tra l'Agenzia del Territorio e l'ANCI in data 4 giugno 2007, e qui pure impugnato dalla ricorrente) un sostanziale arretramento dell'Agenzia del territorio su competenze di mero controllo e di stima dell'efficienza degli interventi operati dai Comuni, mentre a tali Enti è riposto per intero il compito dell'aggiornamento del catasto terreni e di quello urbano, "inclusi gli atti incidenti sulla stima dei singoli immobili come il classamento, ed ivi comprese le attività di irrogazione di sanzioni e di gestione del contenzioso" (così alle pagine 8 e 9 del ricorso introduttivo del presente giudizio). In ragione di quanto sopra e premettendo la sussistenza della propria legittimazione a proporre il gravame, la Confedilizia deduce due motivi di doglianza, il primo complesso e di merito, il secondo caratterizzato da profili di contestazione di natura formale, chiedendo l'annullamento del DPCM, principalmente avversato nonché degli atti adottati sulla scorta della non corretta interpretazione della normativa vigente in materia, in particolare del protocollo dì intesa tra Agenzia del territorio ed ANCI sottoscritto in data 4 giugno 2007. ' Si è costituito in giudizio l'intimato Ministero dell'economia e delle finanze eccependo, preliminarmente, il difetto di legittimazione a ricorrere in capo alla Confedilizia. Nel merito la difesa erariale ha contestato analiticamente la fondatezza dell'interpretazione offerta dalla ricorrente delle norme regolanti il settore in questione, confermando la legittimità e correttezza degli atti impugnati e chiedendo, di conseguenza, la reiezione del ricorso proposto. Sono intervenute nel giudizio, ad adiuvandum, altre associazioni ed enti esponenziali sostenendo la condivisibilità della interpretazione prospettata nell'atto introduttivo del presente giudizio da Confedilizia e concludendo che dalla piana lettura del decreto presidenziale impugnato deriverebbe la insuperabile conseguenza dello "smembramento" della funzione catastale, destinandosi la stessa ad un esercizio con modalità differenziate da Comune a Comune, il che comporterebbe la creazione di un "estimo campanilistico", con irragionevoli e costituzionalmente dubbie, sotto il profilo della disparità di trattamento, ripercussioni sui criteri di computo per la costruzione della base imponibile per la determinazione dell'I.CJL In corso di giudizio sono state depositate ulteriori memorie con altri documenti e confermandosi le già rassegnate conclusioni. Alla udienza pubblica del 6 febbraio 2008 il ricorso è stato trattenuto per la decisione. DIRITTO 1. - Viene all'esame del Tribunale il ricorso proposto da Confedilizia (e sorretto con intervento ad adìuvandum di altre associazioni ed enti esponenziali del settore della proprietà immobiliare) volto ad ottenere la dichiarazione di illegittimità ed il relativo annullamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 giugno 2007 recante "Decentramento delle funzioni catastali ai comuni, ai sensi dell'articolo 1, comma 197, della legge 27 dicembre 2006, n. 296" Prima di esaminare le censure dedotte da parte ricorrente con il ricorso introduttivo, giova riepilogare il quadro normativo nel quale va ad inserirsi il provvedimento qui impugnato in via principale. 2. - L'art. 65 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112, recante Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997 n. 59, al comma 1, nell'indicare le funzioni che, piuttosto che essere trasferite ai Comuni, sono mantenute in capo allo Stato, testualmente recita: "1. Sono mantenute allo Stato le funzioni relative: a) allo studio e allo sviluppo di metodologie inerenti alla classificazione censuaria dei terreni e delle unità immobiliari urbane; b) alla predisposizione di procedure innovative per la determinazione dei redditi dei terreni e degli immobili urbani ai fini delle revisioni generali degli estimi e del classamento; c) alla disciplina dei libri fondiari; d) alla tenuta dei registri immobiliari, con esecuzione delle formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione, nonché di visure e certificati ipotecari; e) alla disciplina delle imposte ipotecarie, catastali, delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali, ivi compresa la regolamentazione di eventuali privilegi, di sgravi e rimborsi, nonché dell'annullamento dei carichi connessi a tali imposte; f) all'individuazione di metodologie per l'esecuzione di rilievi e aggiornamenti topografici e la formazione di mappe e cartografie catastali; g) al controllo di qualità delle informazioni e dei processi di aggiornamento degli atti; h) alla gestione unitaria e certificata della base dei dati catastali e dei flussi di aggiornamento delle informazioni di cui alla lettera g), assicurando il coordinamento operativo per la loro utilizzazione a fini istituzionali attraverso il sistema pubblico di connettività e garantendo l'accesso ai dati a tutti i soggetti interessati". Va specificato che il testo recato dalle lettere d), g) e h) è stato modificato dall'art. 1, comma 294. della legge 27 dicembre 2006 n. 296, Con riguardo a tali disposizioni il testo precedente così riportava: - lett. d), alla tenuta dei registri immobiliari, con esecuzione delle formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione dì visure ipotecarie; - lett. g), al controllo di qualità delle informazioni, e al monitoraggio dei relativi processi di aggiornamento; - lett. h), alla gestione unitaria e certificata dei flussi di aggiornamento delle informazioni di cui alla lettera g), assicurando il coordinamento operativo per la loro utilizzazione attraverso la rete unitaria delle pubbliche amministrazioni e consentendo l'accesso ai dati ai soggetti interessati. Il successivo art. 66 del decreto legislativo n, 112 del 1998, nell’indicare le funzioni conferite ai Comuni, dispone al comma 1 che: "1. Sono attribuite, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59, ai comuni le funzioni relative: a) alla conservazione, alla utilizzazione ed all'aggiornamento degli atti catastali, partecipando al processo di determinazione degli estimi catastali fermo restando quanto previ......