EMERGENZA RIFIUTI: DECIDE LA PROVINCIA, MA.....



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ESTINZIONE AGEVOLATA MUTUI CASSA DD.PP.: I VALORI DEL PIL 2003-2008



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                            N.6809/02 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                        N. 11856 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione           ANNO 2001 ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello n. 11856 del 2001 proposto dalla Provincia di Caserta, in persona del presidente pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Lamberti, con domicilio eletto in Roma, viale Parioli n. 67; CONTRO Il Presidente della Regione Campania, nella sua qualità di commissario di governo, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi n. 12; la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi n. 12; il Vice Commissario di governo, non costituito in giudizio; il Ministro dell’interno, delegato al coordinamento della protezione civile, non costituito in giudizio; il Comune di S. Antimo, non costituito in giudizio; per l’annullamento della sentenza del TAR Campania, Napoli sezione prima, n. 4217 del 18 settembre 2001; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio della parte appellata; Esaminate le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti tutti gli atti di causa; Relatore alla pubblica udienza del 9 aprile 2002 il Consigliere Aldo Fera; Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale d’udienza; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue: FATTO La Provincia di Caserta ha impugnato davanti al Tar della Campania il provvedimento in data 25 febbraio 2001, protocollo 4834, con il quali il Vice Commissario di governo per l’emergenza rifiuti ha disposto che nella discarica del parco Saurino, sito nel comune di Santa Maria la Fossa, siano conferiti “una tantum” rifiuti per complessive tonnellate 1500 provenienti dalle province di Napoli e Salerno. Inoltre ha impugnato tutti gli atti preordinati,con particolare riferimento alle ordinanze del presidente del Consiglio dei Ministri n. 2425/96, 2470/96, 2560/97, 2774/98, 2948/99, 3011/99, 3031/99, 3032/99, 3060/2000, 3100/2000, che sul presupposto della dichiarazione dello stato di emergenza ambientale hanno adottato una disciplina straordinaria imperniata sulla attribuzione di poteri eccezionali ad un commissario straordinario. La provincia di ricorrente, con un primo motivo, aveva sostenuto che il provvedimento era stato adottato dal vice commissario straordinario in difetto di competenza, contestando tra l'altro la mancanza dei presupposti per l’esercizio di strumenti extra ordinem, trattandosi di "una situazione di emergenza rifiuti risalente all'antico. "Con un secondo motivo, viene dedotto il vizio di eccesso di potere, sotto vari profili, sottolineando come il conferimento di rifiuti provenienti da altre province va " ad incidere sulla riserva di smaltimento faticosamente realizzata nonostante l’avversione della popolazione locale. " La Provincia di Caserta, infine, oltre alla domanda di annullamento aveva proposto l'azione di risarcimento del danno, pur riservandosi di determinare il quantun in corso in giudizio. Il Tar della Campania, con la sentenza richiamata in epigrafe, ha respinto il ricorso. Il presente appello è proposto dalla Provincia di Caserta, che, nella sostanza, ripropone le censure e le domande disattese dal primo giudice. Resistono all’appello la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Presidente della giunta regionale della Campania, nella sua qualità di commissario di governo, i quali, in primo luogo, eccepiscono come la misura adottata non incida direttamente sui poteri attribuiti alla provincia nella materia in questione. In secondo luogo, sostengono che l'autorità delegata "ha agito entro i limiti della delega, adottando provvedimenti che costituiscono tipica attuazione delle misure di emergenza e restano connotati del necessario rapporto di adeguata proporzione rispetto alla situazione di emergenza da fronteggiare "Concludono quindi chiedendo il rigetto dell’appello. DIRITTO L’appello proposto dalla Provincia di Caserta è fondato. 1. L'oggetto di giudizio di primo grado è costituito dalla pretesa con la quale l'amministrazione ricorrente ha chiesto al giudice l'accertamento dell'illegittimità del provvedimento del 25 febbraio 2001, con il quale il vice commissario di governo per l’emergenza rifiuti ha disposto il conferimento “una tantum” di rifiuti provenienti dalle province di Napoli e Salerno, in una discarica situata nel territorio provinciale, nonché, quale atto presupposto, delle ordinanze del presidente del Consiglio dei Ministri che hanno attribuito poteri eccezionali ad un commissario straordinario (in particolare dell'ordinanza n. 3100 del 22 dicembre 2000). La ricorrente, a sostegno dell’impugnazione, ha allegato la lesione del suo interesse ad esercitare la competenza attribuitale dall'articolo 14, comma 1 lett. g, della legge 8 giugno 1990, n. 142, che affida alla provincia le funzioni amministrative concernenti l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, Contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa delle amministrazioni resistenti, gli atti impugnati incidono direttamente sulla sfera giuridica della provincia relativamente alle proprie competenze nella materia de qua, che l'articolo 20 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 individua più precisamente nella programmazione ed organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale. Infatti, non v’è dubbio che "il ricorso sistematico e reiterato, ormai da circa dieci anni, a strumenti extra ordinem al fine di fronteggiare una situazione di emergenza rifiuti risalente ad antica data" (pag. 7 dell'atto introduttivo dell'appello) rende più difficoltoso l'esercizio di poteri di programmazione ed organizzazione spettanti alla provincia. Da qui la legittimazione della Provincia di Caserta a proporre il ricorso di primo grado e l’appello contro la sentenza del Tar della Campania. 2. Nel merito, la sezione, con sentenza adottata nella camera di consiglio del 2 ......