ESCLUSIONE DALLA GARA PER MOTIVI EXTRA-BANDO



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Atti di gara: diritto di accesso per i concorrenti



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. Reg.Dec. N. 6173 Reg.Ric. ANNO   2002 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato presso i cui uffici domicilia ex lege in Roma, Via dei Portoghesi n.12; contro la Ditta YogiTech, in persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione pro-tempore ing. Silvano Motto, rappresentata e difesa dall'Avv. Giuliano Francis Dinelli ed elettivamente domiciliata in Roma, Via Pierluigi da Palestrina n.63 (Studio Contaldi); per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione III ter - n.4237 del 2002; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’appellato; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 27 agosto 2002 relatore il Consigliere Giancarlo Montedoro. Uditi, l'Avv. dello Stato Spina e l'Avv. Contaldi in dichiarata sostituzione dell'Avv. Dinelli; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO La ditta YogiTech con ricorso di primo grado ha narrato di aver ricevuto da parte dell’Istituto di Fisica Nucleare di Bologna l’incarico di attuare uno studio di fattibilità diretto ad aumentare la qualità della proposta da presentare per la partecipazione ad un bando di gara per la realizzazione di un progetto denominato ASIC per l’elettronica front-end del Time of Flight di Alice. Ha sostenuto la ricorrente di aver iniziato immediatamente lo studio di fattibilità e di essere stata informata in data 24/1/2001 di alcune modifiche apportate al progetto ASIC in modo da poterne tenere conto nell’attuazione di detto studio. La ricorrente in primo grado ha dedotto inoltre di aver preso nota di tale comunicazione, e di aver continuato nello studio di fattibilità. Di seguito, secondo la ricorrente, l’istituto, senza plausibili ragioni, non le ha fornito alcuna informazione circa tale studio, nonostante un sollecito formulato dal proprio legale di fiducia. La ricorrente, perciò, ha presentato una domanda di accesso ai documenti che è stata respinta con provvedimento impugnato. Con tale provvedimento l’Amministrazione fa presente che, a seguito di un riesame della questione, è sopravvenuta la propria mancanza di interesse a proseguire nella progettazione o nella realizzazione di un prototipo. La ricorrente sostiene che a causa di ciò ha subito un grave danno avendo investito consistenti risorse. Ha quindi proposto un ricorso avverso il diniego di accesso ai documenti. A questo scopo, con una prima censura, ha sostenuto che oltre a sussistere il proprio interesse all’accesso, non ricorrono le ipotesi che possono giustificare il diniego all’accesso da parte della pubblica amministrazione. Con un secondo motivo, la ricorrente ha dedotto che il provvedimento impugnato è carente di motivazione perché, in violazione dell’art.7 della d.p.r. 27/4/1992 n.352 nella parte in cui afferma che il rifiuto dell’accesso deve essere motivato con riferimento specifico alla normativa vigente, all’individuazione delle categorie di cui all’art.24 comma 4, della legge n.241/1990, alle circostanze di fatto che non consentono l’accoglimento della richiesta così come proposta. L’istituto di fisica nucleare si è costituito in giudizio depositando documentazione concernente la realizzazione del progetto in relazione al quale è insorta la controversia. Il Tar del Lazio con la sentenza impugnata ha accolto il ricorso. Con l’appello odierno l’amministrazione ripropone l’eccezione di difetto delle condizioni di legge ai fini dell’accesso agli atti in questione, muovendo da erronei presupposti di fatto e trascurando del tutto l’esame della documentazione prodotta e delle argomentazioni difensive svolte nella camera di consiglio. Sostiene l’amministrazione di non aver conferito alla YogiTech alcun incarico e tanto meno un incarico per uno studio di fattibilità diretto ad aumentare la qualità della proposta da presentare per la partecipazione ad un bando di gara, incarico mai conferibile da un istituto pubblico, assoggettato in materia contrattuale ai principi di imparzialità e trasparenza e, in particolare, ai sensi dell’art.50 del regolamento di amministrazione, finanza e contabilità, alle procedure di gara previste dalle disposizioni comunitarie recepite dall’ordinamento ovvero in esso direttamente applicabili, nonché delle disposizioni nazionali espressamente applicabili agli enti di ricerca. In nessun caso poi potrebbe parlarsi di impegni negoziali o anche solo prenegoziali assunti dall’amministrazione in assenza delle necessarie forme procedimentali che coinvolgano i competenti organi dell’istituto; in conseguenza di ciò si sostiene l’assoluta irrilevanza dei contatti intervenuti tra il titolare della ditta ed il prof. Masetti (professore ordinario all’Università di Bologna ed associato alle attività di ricerca dell’istituto) sia perché quest’ultimo non aveva veste per rappresentare l’istituto, sia perché, secondo quanto narrato dallo stesso legale rappresentante della ditta (nota dello studio legale Baldini Benedetti in atti del 9/5/2001) tali contatti erano unicamente preordinati a verificare le competenze della ditta ed eventualmente l’interesse per inserirla in una lista di potenziali candidati cui estendere l’invito per la gara di appalto dello sviluppo dell’ASIC. Le iniziative adottate – peraltro mai comprovate – esulerebbero da qualsiasi riferibilità all’amministrazione per rimanere confinate nell’ambito della sua libera ed autonoma iniziativa imprenditoriale. Difetterebbe quindi l’interesse della ditta YogiTech ad accedere agli atti relativi allo studio di fattibilità effettuato dalla ditta YogiTech ed a quelli relativi ai destinatari del bando che doveva essere indetto e ai nominativi dei componenti la Commissione esaminatrice del bando stesso. Per quanto concerne poi gli atti di gara, la Commissione istituita presso la Sezione di Bologna dell’Istituto ha predisposto una lettera d’invito per l’affidamento del......