FALSIFICAZIONE DELLE MULTE



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NEL PERIODO TRANSITORIO ORDINARIO E’ LEGITTIMO IL RISCATTO ANTICIPATO



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI Sezione giurisdizionale regionale per le Marche Composta dai seguenti Magistrati: Dott. Antonio DE FEO                                    Presidente Dott. Renzo DI LUCA                           Consigliere       Dott. Elena TOMASSINI                              Referendario, relatore Ha pronunciato la seguente  S E N T E N Z A nel giudizio di responsabilità istituito dal Procuratore Regionale nei confronti di Erpici Piero, nato ad Osimo (AN) il 7.9.1949, ivi residente in via Tonnini n. 30 ed elettivamente domiciliato in Ancona, via Carducci n. 8, presso lo studio dell'avv. Marcellino Marcellini che lo rappresenta e lo difende giusta procura a margine della comparsa di costituzione e risposta.  Visto l'atto introduttivo della causa, iscritto al n. 19015 del registro di Segreteria, e gli altri atti e documenti tutti della causa; uditi, alla pubblica udienza in data 20 gennaio 2005, con l'assistenza del Segretario, dottoressa Lucia Caldarelli, il relatore nella persona del Referendario dott. Elena Tomassini, il P.M., nella persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Alessandra Pomponio, l'avvocato Daniele Valeri in sostituzione dell'avv. Marcellino Marcellini per parte convenuta e l'avv. Paolo  Pauri per il Comune di Ancona. Ritenuto in FATTO Con atto di citazione in data 23 settembre 2004, depositato in Segreteria in pari data e notificato al convenuto il 18 ottobre 2004, il Procuratore Regionale ha convenuto in giudizio il signor Erpici Piero, in qualità di Maresciallo della Polizia Municipale di Ancona, per sentirlo condannare al pagamento, in favore dell'Azienda predetta, della somma di euro 16.887,02 (sedicimila ottocentottantasette/02) o della somma maggiore o minore determinata dal Collegio, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese di giudizio. Assumeva il P.R. che, a seguito di indagini penali per i reati di falso, abuso di ufficio, truffa aggravata e occultamento di atti veri, previsti e puniti rispettivamente dagli artt. 476, 323, 640, I e II comma, 490 c.p., il Maresciallo era stato rinviato a giudizio dal G.I.P. presso il Tribunale di Ancona con decreto del 19 maggio 2004. A seguito di indagini autonome effettuate dalla Procura contabile, delegate al Comandante della Polizia Municipale di Ancona, era emerso un rilevante danno erariale nei confronti dell'Amministrazione comunale del capoluogo marchigiano, attesa la falsità delle relate di notifica di alcuni verbali di accertamento di infrazione al codice della strada. In particolare, alcuni destinatari di cartelle esattoriali, notificate dall'Ancona Tributi s.p.a., avevano lamentato di non aver mai ricevuto le notifiche dei predetti verbali e conseguentemente disconosciuto le firme apposte in calce alle relative relate, proponendo altresì denuncia querela presso la locale questura. Il servizio di domiciliazione delle notifiche dei verbali concerneva la zona assegnata all'odierno convenuto, in servizio presso l'Ufficio informazioni della Sezione commercio della Polizia amministrativa. L'Erpici ammetteva, avanti al Comandante della Polizia municipale ed ai responsabili dell'ufficio di P.G. e Sezione comando, le contestazioni mossegli, di talchè i verbali, mai notificati ai contravventori e apparentemente regolari, erano stati poi trasmessi alla concessionaria dei tributi per il relativo corso. I verbali erano conseguentemente oggetto di sequestro giudiziario mentre le relative cartelle esattoriali, emesse dall'Ancona Tributi s.p.a., veniva annullate. Il M.llo Erpici veniva pertanto sospeso dal servizio a seguito di procedimento disciplinare (a sua volta sospeso fino alla conclusione del procedimento penale in corso) e poi trasferito ad altra funzione per incompatibilità ambientale. Per quanto riguarda l'odierno procedimento, il Procuratore regionale quantificava il danno relativo all' annualità 2001 rispettivamente in euro 7.494,34 quale importo totale delle cartelle esattoriali emesse e relative alle sole sanzioni al codice della strada; euro 4.441,75 quale importo parziale delle cartelle esattoriali comprensive anche di altri tributi; euro 1.246,57 quale importo relativo a verbali per i quali non sono state individuate cartelle di pagamento; euro 356,04 quale compenso corrisposto all'Erpici per notifiche mai eseguite. Per l'annualità 2002 gli importi venivano specificati in euro 1.773,79 per le cartelle esattoriali; quale importo totale delle cartelle esattoriali emesse e relative alle sole sanzioni al codice della strada; euro 1.250,00 quale importo parziale delle cartelle esattoriali comprensive anche di altri tributi; euro 10.870,47 quale importo relativo a verbali per i quali non sono state individuate cartelle di pagamento; euro 407,64 quale compenso corrisposto all'Erpici per notifiche mai eseguite. Il P.M. chiedeva ed otteneva, inoltre, dalla sezione, sequestro conservativo di beni e crediti dell'indagato con decreto presidenziale del 17 giugno del 2004 confermato con ordinanza collegiale del 29 luglio 2004. Il Maresciallo Erpici, sentito in sede di deduzioni istruttorie, adduceva a sua discolpa problemi familiari ed in particolare le critiche condizioni di salute della moglie. Contestava inoltre sia l'an che il quantum debeatur, atteso che, in primis, il danno non sarebbe certo perché l'iter di riscossione dei tributi non ha un esito univoco, potendosi concludere con un mancato introito per l'erario a seguito di omesso pagamento del contravventore; inoltre quanto contestato sarebbe eccessivo, non coincidendo con l'importo della sanzione contestata nell'originaria contravvenzione. Inoltre il costo della notifica, percepito dal Maresciallo Erpici, non sarebbe di 3,10 euro come erroneamente contestato, bensì di 2,58. Si negava, inoltre, la sussistenza e la dimostrazione delle ulteriori voci di danno all'immagine e da disservizio nonché della rivalutazione monetaria. Dopo aver ripercorso l'iter normativo della procedura di contestazione e notificazione delle sanzioni amministrative (disciplinata dagli artt. 139 e ss. del c.p.c., dall'art. 14 della legge 24.11.1981 n. 689 e dal combinato disposto dell'art. 201 della legge n. 285 del 1992 e relativo regolamento di esecuzione), il P.M. contabile indicava la condotta dannosa del prevenuto (e relativa violazione degli obblighi di servizio) nel non aver notificato i verbali ai contravventori, determinando, per decorrenza del termine utile per la notifica, l'estinzione, ex art. 201, quinto comma, del prefato d. lvo n. 285 del 1992, dell'obbligazione di pagamento della sanzione pecuniaria, con relativo danno dell'amministrazione comunale. Riconsiderando gli importi originariamente contestati in ragione di un certo tasso di rischio di non riscossione, il P.M. indicava quindi la posta di danno in via equitativa, i cui parametri di riferimento sarebbero costituiti dall'ammontare complessivo della sanzione quale risultante dai verbali non notificati (maggiore rispetto a quello derivante a seguito di contravvenzione ma inferiore rispetto a quello iscritto a ruolo), oltre ai costi sostenuti per l'elaborazione e la notifica delle cartelle esattoriali annullate. Quanto alle deduzioni di Erpici riguardanti l'esatto conteggio delle spettanze a seguito delle notifiche mai effettuate, il P.M. ribadiva l'esatto conteggio pari ad euro 2,58 per il numero dei verbali (non) notificati. L'organo inquirente richiedeva inoltre il risarcimento del danno da disservizio, costituito da tre voci (danno emergente, danno da riduzione di chances per l'erario di riscossione di entrate tributarie e di aggravamento del procedimento amministrativo, danno all'organizzazione dell'ente dovuta ai necessari trasferimenti e ristrutturazioni interne, perdita di deterrenza del procedimento sanzionatorio amministrativo) quantificate equitativamente in euro 2.000, di cui euro 1.330,44 necessarie per impiegare personale anche in via straordinaria per la ricerca e puntuale ricostruzione contabile della vicenda, oltre all'acquisto di un programma software finalizzato ad estrarre i dati relativi ai verbali di competenza del convenuto, pari ad euro 264,00. Per il discredito determinato dall'inizio e prosecuzione di un procedimento penale (danno all'immagine dell'ente) veniva pure indicata una somma di euro 2.000, essendo l'Epici figura di rilievo nell'ambito della compagine dei Vigili urbani di Ancona, capoluogo di regione. Quanto, infine, all'elemento soggettivo, la Procura lo individuava nel dolo, quantomeno contrattuale, costituito dalla piena consapevolezza, in capo al convenuto, di porre in essere comportamenti in violazione di obblighi di servizio e sfociati nella falsificazione ed occultamento degli atti. Conclusivamente chiedeva la Procura attrice la condanna del prevenuto nella quantificazione indicata. Con comparsa di costituzione in giudizio depositata il 23 dicembre 2004 si costituiva Erpici Piero, rappresentato e difeso dall'indicato procuratore.  Nel ribadire l'assoluta ininfluenza del parallelo procedimento penale, attesa la presunzione di non colpevolezza costituzionalmente  sancita, chè, altrimenti, sarebbe stata obbligatoria la sospensione del procedimento contabile in attesa della definizione della vicenda penale, parte convenuta contestava di aver fatto alcuna ammissione di colpa avanti il Comando di Polizia municipale