FINANZIARIA 2010: LE NORME DI INTERESSE DEGLI ENTI LOCALI



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ANCORA ISTRUZIONI SUL CONTO DEL BILANCIO 2008



































































































Art Art. 1 - Risultati differenziali L'art. 1, al comma 1, fissa per il 2010 il livello massimo del saldo netto da finanziare, in termini di competenza, in 63.000 milioni di Euro (al netto di 4.684 milioni di Euro per regolazioni debitorie), mentre il ricorso al mercato è fissato, in termini di competenza, in 286.000 milioni. Il comma 2 determina il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, per gli anni 2011 e 2012. Ai sensi del comma 3, i livelli del ricorso al mercato si intendono al netto delle operazioni effettuate per rimborsare passività prima della scadenza ovvero per ristrutturare passività preesistenti. Il comma 4 destina le eventuali maggiori disponibilità finanziarie realizzate nel 2010 alla riduzione della pressione fiscale nei confronti delle famiglie con figli e dei percettori di reddito medio-basso, con priorità per i lavoratori dipendenti e pensionati. Art. 2, commi da 6 a 8 - Acconto Irpef per l'anno 2009 Si disciplinano, con riferimento alla riduzione dell'acconto Irpef 2009 introdotto dal Dl. n. 168/09 (vedi Entilocalinews n. 40 del 30 novembre 2009), le modalità per il recupero dell'eccedenza dell'Imposta versata dai soggetti che, non avendo rideterminato l'importo dovuto, hanno effettuato un maggiore versamento sulla base della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore del richiamato Dl. n. 168/09. Le disposizioni previste nei commi in esame risultano già vigenti con decorrenza 24 novembre 2009, in quanto contenute nei commi da 2 a 4 dell'art. 1 del Dl. citato. Per quanto concerne invece la riduzione della misura dell'acconto Irpef dovuto entro il 30 novembre 2009, introdotta dal comma 1 del richiamato art. 1 del Dl. n. 168/09, si rinvia a quanto disciplinato nel successivo comma 241, ai sensi del quale sono fatti salvi gli effetti prodotti dal medesimo Decreto. Nello specifico, il comma 5-bis riconosce a coloro che hanno effettuato il versamento dell'acconto sulla base della normativa previgente un credito per l'eccedenza d'imposta versata a titolo di acconto Irpef. Il predetto credito può essere recuperato dai contribuenti attraverso lo strumento della compensazione, di cui all'art. 17 del Dlgs. n. 241/97. In sostanza, al momento del primo pagamento utile di altre imposte, tributi o contributi, il contribuente può effettuare il versamento di quanto dovuto al netto del credito vantato a titolo di eccedenza di acconto Irpef. I commi 5-ter e 5-quater disciplinano le modalità applicative da parte dei soggetti che hanno presentato la Dichiarazione dei redditi Modello 730 attraverso il sostituto d'imposta o un Caf (quali, ad esempio, i lavoratori dipendenti o i pensionati) e che hanno autorizzato il proprio sostituto d'imposta a versare, per loro conto, l'acconto Irpef dovuto trattenendolo dagli emolumenti corrisposti nel mese di novembre. In questa ipotesi, i sostituti d'imposta sono tenuti a rideterminare l'ammontare dell'acconto che il dipendente o pensionato deve versare sulla base della nuova percentuale e procedere alla trattenuta e al versamento del minore acconto così rideterminato. Qualora l'emolumento del mese di novembre sia già stato elaborato e siano già stati effettuati i versamenti dell'acconto da parte del sostituto d'imposta, quest'ultimo è tenuto a restituire nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute rispetto all'acconto dovuto dal dipendente o pensionato. Per quanto concerne invece il recupero delle maggiori somme versate all'Erario, il sostituto d'imposta è autorizzato ad effettuare lo scomputo dai successivi versamenti dovuti, ai sensi del Dpr. n. 445/97. Art. 2, commi 10 e 11 - Agevolazioni per il recupero edilizio Le disposizioni dei commi 7 e 8, modificando, rispettivamente, i commi 17 e 18 dell'art. 1 della Legge Finanziaria 2008 (Legge n. 244/07), intervengono sulla disciplina relativa alle spese di ristrutturazione edilizia prevedendo: - la proroga per l'anno 2012 della detrazione Irpef del 36%; - la trasformazione da regime transitorio a regime definitivo dell'aliquota Iva agevolata al 10%. Le modifiche apportate dal comma 7 interessano la proroga della detrazione Irpef, in misura pari al 36% per un importo di spesa non superiore a 48.000 Euro per ciascuna unità immobiliare, relativamente a: a) spese di ristrutturazione edilizia realizzate su unità immobiliari a prevalente destinazione abitativa privata; b) spese per il restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia eseguite su interi fabbricati dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare nonché da cooperative edilizie che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile. Per effetto delle modifiche introdotte dal comma in esame, il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è prorogato dal 31 dicembre 2011 al 31 dicembre 2012, ed il termine entro il quale gli immobili devono essere alienati o assegnati è differito dal 30 giugno 2012 al 30 giugno 2013. Le modifiche introdotte dal comma 8, invece, prevedono l'applicazione a regime dell'aliquota Iva agevolata 10% alle prestazioni di cui all'art. 7, comma 1, lett. b), della Legge n. 488/99 (Finanziaria 2000) per gli anni 2010, 2011, 2012 e seguenti. Si tratta, in particolare, dei seguenti interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata: - interventi di manutenzione ordinaria, ossia quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; - interventi di manutenzione straordinaria, ossia le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso; - interventi di restauro e di risanamento conservativo, ossia quelli rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio; - interventi di ristrutturazione edilizia, ossia quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Art. 2, comma 12 - Durc per gli esercenti il commercio ambulante E' sostituito il comma 2-bis dell'art. 28 ed integrato l'art. 29 del Dlgs. n. 114/98, in tema di commercio su aree pubbliche. La disposizione, in particolare, è volta a prevedere che le Regioni, nell'esercizio delle proprie competenze normative in materia di attività economiche, possano subordinare l'autorizzazione all'esercizio dell'attività commerciale alla presentazione del Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Le Regioni possono altresì stabilire le modalità attraverso le quali i Comuni siano chiamati alla verifica della sussistenza e regolarità del Durc. L'autorizzazione all'esercizio è rilasciata anche ai soggetti che hanno ottenuto dall'Inps la rateizzazione del debito contributivo. Infine, si prevede la sospensione dell'autorizzazione per sei mesi in caso di mancata presentazione annuale del Durc. Art. 2, commi 16 e 18 - Rinnovi contrattuali Enti pubblici non statali Il comma introduce disposizioni in materia di risorse per i rinnovi contrattuali del personale dipendente da Amministrazioni, Istituzioni ed Enti pubblici diversi dall'Amministrazione statale. Per tali categorie, il comma in esame dispone che gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali, sempre per il triennio 2010-2012, nonché gli oneri derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici ai professori e ai ricercatori universitari, sono posti a carico dei rispettivi bilanci, ai sensi dell'art. 48, comma 2, del Dlgs. n. 165/01. Lo stesso comma 13, inoltre, sancisce che, nell'ambito della deliberazione degli atti di indirizzo per la Contrattazione collettiva nazionale di cui all'art. 47, comma 1, del Dlgs. n. 165/01, la quantificazione delle risorse relative ai rinnovi contrattuali sarà stabilita dagli specifici Comitati di settore attenendosi ai criteri previsti per il personale delle Amministrazioni statali. A tal fine, i richiamati Comitati di settore si avvalgono dei dati disponibili presso il Mef comunicati dalle rispettive Amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei dati concernenti il personale dipendente. Il comma 15, primo periodo, prevede l'utilizzo, da parte delle Amministrazioni, ai sensi e per le finalità di cui all'art. 2, commi 33 e 34, della Finanziaria 2009 (Legge n. 203/08), dei maggiori risparmi eventuali derivanti dalle misure di riorganizzazione e razionalizzazione delle spese di personale, previo accertamento da effettuarsi entro il primo semestre del 2010 sulla base delle risultanze finanziarie dei dati del consuntivo 2009. Art. 2, comma 23 - Contributi per i Comuni "svantaggiati" Sono prorogati per gli anni 2010, 2011 e 2012 i contributi previsti a favore dei piccoli Comuni che presentano parametri critici di carattere demografico e delle Comunità montane, già disposti per il triennio 2007-2009 dall'art. 1, comma 703, della Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007), come modificato dalle Leggi Finanziarie successive (art. 2, comma 10, Legge n. 244/07 - Finanziaria 2008, e art. 2, comma 40, lett. a) e b), Legge n. 203/08 - Finanziaria 2009) a valere sulle risorse del Fondo ordinario. La riduzione complessiva degli stanziamenti, previsti in 188 milioni di Euro dalla citata norma, è pari a 10 milioni di Euro per ciascuno degli anni indicati. Art. 2, comma 24 - Trasferimenti erariali ai Comuni E' riprodotto il comma 1 dell'art. 2 del Dl. n. 168/09, norma già in vigore dal 24 novembre 2009, data della pubblicazione in G.U. del Dl. citato, obbligando i Comuni a trasmettere al Ministero dell'Interno un'apposita certificazione del maggior gettito, accertato a tutto l'anno 2009, derivante dalle misure di incremento della base imponibile Ici recate dal Dl. n. 262/06 (art. 2, commi da 33 a 38 e da 40 a 45), ai fini della corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali. Nel dettaglio, la trasmissione delle certificazioni del maggiore gettito Ici accertato deve avvenire perentoriamente entro il 31 marzo 2010, a pena di decadenza, con modalità e termini stabiliti con Decreto Mef, di concerto con il Ministero dell'Interno. Art. 2, comma 39 - Accesso al credito per l'acquisto della prima casa Il comma 39 prevede l'istituzione del Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte di giovani coppie e di nuclei familiari mono-genitoriali con figli minori, con priorità per i lavoratori non occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Un Decreto interministeriale detterà i criteri per il funzionamento del Fondo. Art. 2, comma 40 - Addizionale sul consumo di energia elettrica La norma proroga per tutto l'anno 2010 il comma 173 della Finanziaria 2007, il quale prevede la riscossione diretta, da parte delle Province, dell'Addizione sul consumo di energia elettrica relativo alle forniture con potenza impegnata superiore a 200 kW. Art. 2, comma 42 - Patto di stabilità per i Comuni interessati dal terremoto dell'Abruzzo I Comuni, interessati dagli eventi sismici che hanno colpito la Regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009, sono esclusi dal Patto di stabilità interno 2010 per un importo complessivo non superiore a 15 milioni di Euro, relativamente ai pagamenti per le spese di ricostruzione e per la tutela della sicurezza pubblica, nonché per i connessi interventi temporanei e straordinari di carattere sociale. Art. 2. comma 48 - Fondo tutela ambientale Si prevede nel 2010 l'incremento a 100 milioni di Euro del Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio. Tale Fondo, istituito con l'art. 13, comma 3-quater, del Dl. n. 112/08, è finalizzato all'effettuazione di interventi ambientali sul proprio territorio da parte degli Enti territoriali. Art. 2, comma 52 - Beni confiscati alla mafia La norma sancisce la possibilità di destinare alla vendita i beni confiscati alla mafia, nel caso questi non possano essere utilizzati per fini pubblici. Viene riconosciuto il diritto di prelazione agli Enti Locali nel territorio dei quali i beni confiscati sono situati. L'attuazione della presente disposizione è demandata ad un apposito Regolamento governativo. Art. 2, comma 60 - Osservatorio e Fondo per le comunità giovanili E' riformulato l'art. 1, comma 556, della Legge n. 266/05 (Finanziaria 2006), che ha istituito, presso il Ministero della Solidarietà sociale, l'Osservatorio per il Disagio giovanile legato alle dipendenze nonché il Fondo nazionale per le comunità giovanili. L'Osservatorio sulle comunità giovanili ha lo scopo di promuovere e valorizzare il ruolo di sviluppo e integrazione sociale svolto dalle medesime. La disposizione prevede altresì l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù - del Fondo nazionale per le comunità giovanili, per la realizzazione di azioni di promozione e valorizzazione delle attività delle comunità giovanili, con una dotazione finanziaria fissata in 3 milioni di Euro per il 2010. Art. 2, commi da 66 a 104 - Patto per la salute Le varie disposizioni in commento attuano il cosiddetto "Patto per la salute", tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica, dell'intesa Stato-Regioni e del raggiungimento dell'equilibrio finanziario della gestione sanitaria in condizioni di efficienza e appropriatezza. Sono previste maggiori risorse per il Ssn, vincoli di spesa in materia di personale, adempimenti finalizzati alla riorganizzazione e alla razionalizzazione della rete ospedaliera, e disposizioni per la riduzione dei farmaci equivalenti. Il livello dello squilibrio economico-finanziario rispetto al finanziamento ordinario ed alle maggiori entrate proprie sanitarie è stabilito nel limite del 5%, oltre il quale le Regioni devono predisporre un piano di rientro; nel caso di valutazione negativa vi è l'automatica attribuzione di misure sanzionatorie (decadenza dei Direttori generali e degli Organi amministrativi e sanitari). Art. 2, commi 127 e 128 - Minori entrate Ici per esenzione dell'abitazione principale Il comma 127 prevede un maggior stanziamento, sul Fondo per il rimborso ai Comuni delle minori entrate Ici derivate, a partire dal 2008, dall'applicazione dell'art. 1, del Dl. n. 93/08; con tale articolo venivano escluse da Ici tutte le unità immobiliari adibite ad abitazione principale e le relative pertinenze. Il comma successivo sopprime il comma 4, dell'art. 1, del Dl. 93/08, secondo cui, in sede di Conferenza Stato-Città, venissero stabiliti criteri e modalità per l'erogazione del rimborso che, per ogni Comune, avrebbero dovuto tener conto dell'efficienza nella riscossione dell'Ici, del rispetto del Patto di stabilità interno per l'anno 2007, nonché della tutela dei piccoli Comuni. Art. 2, commi 148 e 149 - Lavoro accessorio Il comma 148 modifica l'art. 70 del Dlgs. n. 276/03, attuativo della "Legge Biagi" n. 30/03, con lo scopo di ampliare l'ambito applicativo del lavoro accessorio. In particolare, si prevede che rientrino nel lavoro accessorio anche le attività lavorative di natura occasionale rese: a) nell'ambito di lavori di pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, anche nel caso in cui il committente sia un Ente Locale (la normativa vigente non prevedeva la committenza dell'Ente Locale); b) in qualsiasi periodo dell'anno e non solo dunque nei "periodi di vacanza", come previsto dalla normativa vigente, da giovani con meno di 25 anni iscritti all'università; c) dall'impresa familiare senza limitazioni riferite al settore produttivo, come previsto dalla normativa vigente); d) da parte di pensionati, anche nel caso in cui il committente sia un Ente Local......