GARE: COMMISSARI INTERNI SENZA COMPENSO



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MOBILITA' E POSIZIONE ECONOMICA



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA In Nome del Popolo Italiano La Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana composta dai Sigg.ri Magistrati: dott. Pino ZINGALE                                                                - Presidente ff - dott. Guido PETRIGHI                                     - Primo Referendario - dott. Giuseppe COLAVECCHIO                                - Referendario relatore - ha pronunciato la seguente SENTENZA  3098 / 2006 nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 40123 del registro di segreteria, promosso dal Procuratore Regionale nei confronti di ·           Dragotta Benedetto, nato a Palermo, il 17.09.1941, rappresentato e difeso dall'avv. Vito Candia, giusta procura a margine della comparsa di costituzione, depositata in data 21.12.2005, ed elettivamente domiciliato presso il di lui studio in Palermo, via Luigi Pirandello n. 2; ·           Siracusa Felice, nato a Merì, il 10.06.1947, rappresentato e difeso dall'avv. Antonio De Matteis, giusta procura a margine della comparsa di costituzione, depositata in data 23.12.2005, ed elettivamente domiciliato presso lo studio dell'avv. Roberto Lo Vullo in Palermo, via San Lorenzo n. 10. Visto l'atto di citazione. Letti gli atti ed i documenti di causa. Uditi, nella pubblica udienza del 10.10.2006, il relatore dott. Giuseppe Colavecchio, magistrato referendario, il pubblico ministero dott. Tommaso Brancato, vice procuratore generale, l'avv. Rosa Vinci per delega dell'avv. Vito Candia, difensore di Dragotta Benedetto, e l'avv. Lucilla Ciccarello per delega dell'avv. Antonio De Matteis, difensore di Siracusa Felice.             Ritenuto in FATTO             Con atto di citazione depositato in segreteria in data 05.09.2005 e ritualmente notificato, la Procura Regionale presso questa Corte ha convenuto in giudizio l'ing. Dragotta Francesco e l'ing. Siracusa Felice per essere condannati al pagamento, rispettivamente, della somma di € 24.000,00 e € 16.000,00, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese di giudizio, quale danno erariale patito dal Consorzio per le Autostrade Siciliane.             Con delibera n. 188/Com del 30.09.2003, Dragotta Benedetto, Commissario straordinario del Consorzio, approvava il capitolato d'oneri e lo schema di disciplinare d'incarico per la progettazione degli svincoli di Capo d'Orlando, Monforte San Giorgio ed Alì Terme, autorizzando l'esperimento di un pubblico incanto, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, e nominando, con atto del 14.02.2004, la Commissione per l'espletamento della gara.             I componenti, ultimati i lavori, con nota prot. n. 325/DA del 05.08.2004, facevano presente al Commissario che l'incarico svolto aveva comportato un particolare impegno, superiore a quello richiesto per le normali attività di istituto, e chiedevano, ai sensi dell'art. 55 co. 2° del d.p.r. n. 554/1999 e dell'art. 18 co. 2° bis della legge n. 109/1994, il riconoscimento di un compenso per l'attività svolta in misura dell'1,5% dell'importo del servizio messo a base d'asta, pari ad € 2.765.610,34, con attribuzione a ciascuno di un corrispettivo di € 8.296,83.             Il Commissario, dopo avere acquisito il parere favorevole, giusta nota prot. n. 1272 del 29.09.2004, del dirigente dell'Area Tecnica, Siracusa Felice, che, pur non ravvisando criteri normativi specifici in merito al richiesto compenso, riteneva corretto “l'avere mediato tra quello previsto dall'art. 55 co. 2° del d.p.r. n. 554/1999 e quello assessoriale 06.03.1989”, adottava in pari data la delibera n. 162/Com, liquidando a ciascun competente la Commissione la somma di € 8.000,00, con un esborso complessivo di € 40.000,00.             La Pubblica Accusa ha ritenuto il citato esborso danno erariale in quanto le disposizioni normative vigenti in materia di appalti di pubblici servizi e le clausole dei contratti di lavoro collettivi del settore non prevedono alcuna specifica retribuzione per l'attività lavorativa espletata dai partecipanti alle procedure concorsuali per il conferimento dei servizi da parte di Pubbliche Amministrazioni, tanto che il compenso è stato determinato nell'atto deliberativo in via equitativa, non potendo trovare, del resto, applicazione analogica l'art. 55 co. 2° del d.p.r. n. 554/1999, riguardante esclusivamente i compensi e i rimborsi spettanti alle commissioni aggiudicatici di appalti-concorsi.             Il Pubblico Ministero, inoltre, ha evidenziato che la richiesta di liquidazione è stata accolta dal Commissario esclusivamente sulla base di un generico richiamo alla gravosità dei compiti svolti dai componenti la Commissione e fondandosi esclusivamente sulle loro dichiarazioni, senza alcuna possibilità di effettuare valutazioni di merito sul lavoro svolto, come riconosciuto anche dallo stesso Siracusa, nella memoria difensiva (pag. 3) del 19 maggio 2005.             La ripartizione dell'intero danno erariale è stata effettuata tra il commissario straordinario che ha adottato l'atto deliberativo e il dirigente dell'area tecnica che ha formulato il relativo parere, quest'ultimo non solo sul quantum ma anche in merito alla spettanza dei citati compensi, nella misura, rispettivamente, del 60% e del 40%.             In ultimo, l'Attore pubblico ha confutato l'argomentazione difensiva del Siracusa secondo la quale, ai sensi dell'art. 28 del regolamento del Consorzio per le Autostrade, non era tenuto a svolgere attività di consulenza, in quanto il parere reso avrebbe, comunque, contribuito all'adozione dell'atto deliberativo in questione.             Dragotta Francesco, costituitosi in giudizio a mezzo del proprio difensore, nel chiedere l'assoluzione ha rappresentato: - la fattispecie, contrariamente a quanto sostenuto dalla Procura, è regolamentata dall'art. 55 del d.p.r. n. 554/1999, incluso nel titolo IV^ relativo “all'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria”, che trova applicazione anche con riferimento alle Commissioni giudicatrici per gli “appalti di servizi”, nel cui ambito rientra la fattispecie de qua, trattandosi “di affidamento appalti di servizi attinenti alla progettazione”: la citata disposizione prevede “compensi” e “rimborsi” per i componenti delle Commissioni, indicando anche i mezzi per farvi fronte (utilizzo somme di cui all'art. 18 co. 2° della legge n. 109/1994); - in ogni caso la suddetta disposizione normativa potrebbe trovare applicazione anche in via analogica, considerato che, per costante giurisprudenza, il “criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa”, utilizzato per la gara, è equiparato alla procedura di aggiudicazione mediante appalto-concorso, stante le medesime difficoltà: il d.p.c.m. 13.03.1997 n. 116, del resto, ha previsto una serie di adempimenti particolarmente gravosi per l'aggiudicazione della gara che giustificherebbero la complessità del lavoro svolto; - la gravosità del lavoro risulterebbe, in ogni caso, dalla nota prot. n. 325/DA del 05.05.2004, nella quale i componenti della Commissione hanno dato atto del numero delle sedute svolte (quattro pubbliche e sei riservate), con esame dei voluminosi plichi prodotti dai partecipanti e relativa protrazione delle operazioni oltre il normale orario di lavoro (fino a tarda notte): tali difficoltà operative sono state attentamente valutate al momento dell'approvazione delle operazioni di gara e dei relativi verbali; - il compenso per i componenti, tra cui possono rientrare anche i dipendenti pubblici, delle Commissioni giudicatrici per gli “appalti di servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria” è previsto espressamente dall'art. 55 del d.p.r. n. 554/1994 che, però, non ne fissa i criteri di quantificazione; - nessun addebito a titolo di colpa grave può essere mosso, stante l'assenza di qualsiasi contestazione sul punto da parte della Procura, alla luce anche del parere reso dal dirigente dell'Area Tecnica.             Siracusa Felice, costituito con il patrocinio del proprio difensore, ha chiesto, in via principale, l'assoluzione e, in via subordinata l'esercizio del potere riduttivo, soffermando l'attenzione sulle seguenti circostanze: - per giurisprudenza costante, la procedura di aggiudicazione a mezzo offerta economicamente più vantaggiosa è equiparata all'aggiudicazione mediante appalto-concorso, considerato che anche la stessa legge n. 109/1994 nel disciplinare il pubblico incanto o la licitazione privata con il suddetto criterio si limita a richiamare la disciplina per l'appalto concorso: ne consegue che la normativa relativa alla commissione di gara debba essere la medesima (art. 55 d.p.r. n. 554/1999); - il termine “in via equitativa” utilizzato nella delibera contestata è stata adoperato in senso atecnico in quanto si è solo voluto significare di liquidare i compensi ai componenti della Commissione “previo arrotondamento (peraltro … a favore dell'Amministrazione)” della somma di € 8.296,63, così come risultante dall'applicazione dei criteri previsti in materia di appalto-concorso; - il parere reso non era, comunque, vincolante e nello stesso l'attenzione è stata posta solo sulla correttezza dei conteggi ma non sulla correttezza dell'applicazione dei relativi criteri; - mancherebbe il requisito soggettivo del dolo e della colpa grave;