GARE: IL CONCORDATO PREVIDENZIALE DIMOSTRA IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI



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OBBLIGAZIONI EE.LL.: CODICE PER IMPOSTA SOSTITUTIVA



































































































SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 9 febbraio 2006 (*) «Appalti pubblici di servizi – Direttiva 92/50/CEE – Art. 29, primo comma, lett. e) e f) – Obblighi dei prestatori di servizi – Pagamento dei contributi di sicurezza sociale nonché delle imposte e tasse» Nei procedimenti riuniti C‑226/04 e C‑228/04, aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Italia) con decisioni 22 aprile 2004, pervenute in cancelleria il 2 giugno 2004, nelle cause La Cascina Soc. coop. a rl, Zilch Srl (C‑226/04) contro Ministero della Difesa, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pedus Service, Cooperativa Italiana di Ristorazione Soc. coop. a rl (CIR), Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e Consorzio G. f. M. (C‑228/04) contro Ministero della Difesa, La Cascina Soc. coop. a rl, LA CORTE (Prima Sezione), composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dal sig. K. Schiemann, dalla sig.ra N. Colneric, dai sigg. K. Lenaerts e E. Juhász (relatore), giudici, avvocato generale: sig. M. Poiares Maduro cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale, vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 30 giugno 2005, considerate le osservazioni presentate: –       per La Cascina Soc. coop. a rl e la Zilch Srl, dagli avv.ti D. Grossi, G. Romano‑Cesareo e D. Cusmano; –       per il governo italiano, dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dal sig. D. Del Gaizo, avvocato dello Stato; –       per il governo austriaco, dal sig. M. Fruhmann, in qualità di agente; –       per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. A. Aresu e K. Wiedner, in qualità di agenti, sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza dell’8 settembre 2005, ha pronunciato la seguente Sentenza 1       Le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione dell’art. 29, primo comma, lett. e) e f), della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (GU L 209, pag. 1; in prosieguo: la «direttiva»). 2       Tali domande sono state presentate nell’ambito di controversie che oppongono le società La Cascina Soc. coop. a rl (in prosieguo: La «Cascina») e Zilch Srl (in prosieguo: la «Zilch») nonché il consorzio G. f. M. (in prosieguo: il «G. f. M.»), al Ministero della Difesa e al Ministero dell’Economia e delle Finanze italiani, nella loro qualità di amministrazione aggiudicatrice, relativamente, da un lato, all’esclusione di queste imprese dalla partecipazione ad una procedura di appalto pubblico di servizi e, dall’altro, alla conformità con l’art. 29 della direttiva della disposizione corrispondente della normativa italiana che assicura il recepimento di questa direttiva nel diritto nazionale.  Ambito normativo  La normativa comunitaria 3       Dal secondo e terzo ‘considerando’ della direttiva risulta che questa è stata adottata nell’ambito di misure «destinate all’instaurazione progressiva del mercato interno» e che, a tale titolo, essa mira al «coordinamento delle procedure per l’aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi». 4       Il ventesimo ‘considerando’ della direttiva enuncia che «(…) per eliminare pratiche che restringono la concorrenza in generale e limitano, in particolare, la partecipazione di cittadini di altri Stati membri agli appalti, occorre migliorare l’accesso dei fornitori di servizi alle procedure di aggiudicazione». 5       Nello spirito di un’apertura degli appalti pubblici ad una concorrenza più ampia possibile, l’art. 13, n. 5, della direttiva prevede, in materia di organizzazione di concorsi, che, «comunque, per quanto riguarda il numero di candidati invitati a partecipare ai concorsi di progettazione, si deve tener conto della necessità di garantire un’effettiva concorrenza». Inoltre, per quanto riguarda le procedure ristrette, l’art. 27, n. 2, secondo comma, di questa direttiva stabilisce che, «in ogni caso, il numero di candidati invitati a presentare offerte dev’essere sufficiente a garantire una concorrenza effettiva». 6       L’art. 29, inserito nel capitolo 2 del titolo VI della direttiva, intitolato «Criteri di selezione qualitativa», prevede: