GARE: ILLEGITTIMO SUDDIVIDERE GLI ELEMENTI DELL’OFFERTA



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VOTO CITTADINI STRANIERI ALLE ELEZIONI CIRCOSCRIZIONALI



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                              N. 4798/04 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 9015 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione      ANNO 2003 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 9015 del 2003, proposto da TEAM PROMOTION s.r.l., con sede in Roma, in proprio e quale capogruppo della ATI costituita con ADR ENGINEERING S.p.a., , ing. Reginaldo Condò, Ing.Francesco Mauro, ing. Domenico Gallozzi, geol. Domenico Albanese e ing. Domenico Sorbara – in persona del Presidente ing. Reginaldo Condò, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Matteo Mazzone e Cesare Loria, con domicilio eletto in Roma, via Giovanni Antonelli, n. 45, presso lo studio del primo; contro l’ing. Bruno Polifroni e l’Arch. Santo Fedele, in proprio e nella qualità di componenti del raggruppamento temporaneo di professionisti composto anche dallo Studio Idrotecnico dell’Ing. Roberto Colosimo, dallo Studio tecnico Associato Brando Tripodi, dal Geol. Alberto Colaci , dall’Ing. Massimo Fazari e dalla S.T.I. S.r.l., rappresentati e difesi dall’Avv.  Demetrio Battaglia, con domicilio eletto in Roma, Viale Angelico n. 12 presso lo studio dell’Avv. Cesare Battaglia; e nei confronti del Comune di S. Giorgio Morgeto (RC), in persona del Sindaco in carica, n.c. per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria, n. 1004 in data 18 giugno 2003, depositata il 7 agosto 2003, non notificata;          Visto il ricorso con i relativi allegati;             Viste le memoria prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;          Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla pubblica udienza del 16 marzo 2004, il Consigliere Chiarenza Millemaggi Cogliani; uditi!Fine dell'espressione imprevista, altresì, gli avvocati  Matteo Mazzone e  Demetrio Battaglia;!Fine dell'espressione imprevista             Visti tutti gli atti di causa;          Pubblicato il dispositivo n. 197/2004, in data 18 marzo 2004 Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O 1. L’impugnazione ha ad oggetto gli atti relativi alla licitazione privata indetta dal Comune di San Giorgio Morgeto (RC), con bando e successiva lettera di invito scadente il 22 maggio 2002, per il conferimento dell’incarico di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, sicurezza in fase di progettazione, relazione e indagini geologiche dei lavori per l’adeguamento della rete idrica (imp. Euro 1.065.827,60).          Alla gara partecipavano i raggruppamenti in lite, classificandosi, gli attuali appellati, al 1° posto nella prequalifica, ed al penultimo posto nella graduatoria finale predisposta dalla Commissione di valutazione. Al primo posto si collocava l’attuale appellante.          2. Il raggruppamento professionale costituito, fra gli altri, dagli attuali appellati, ha impugnato gli atti anzidetti davanti alla Sezione di Reggio Calabria del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, con ricorso consegnato per la notificazione a mezzo posta all’Ufficiale giudiziario in data 23 ottobre 2003, dopo che l’esito definitivo della gara è stato comunicato allo studio Varapodio, dell’ing. Bruno Polifroni in data 22 luglio 2002 a mezzo fax, con nota in pari data pro. n. 5092, a firma dell’Ing. Sandro Guerrisi, dirigente dell’Area tecnica del Comune appaltante, responsabile del procedimento.          Assumendo di essere stai ostacolati dalla stazione appaltante nell’accesso ai documenti di gara ed in particolare di avere avuto tardiva conoscenza dell’esito definitivo della procedura, i ricorrenti hanno dedotto l’illegittimità degli atti impugnati per eccesso di potere (difetto e contraddittorietà della motivazione e violazione della par condicio), oltre che per violazione del D.P.R. n. 554 del 1999 e del D.P.R. n. 116 del 1997, n. 4).          3. Il giudice adito, con sentenza n. 1004 del 7 agosto 2003 – respinta l’eccezione di irricevibilità del ricorso per tardività, opposta dall’attuale appellante- ha accolto il ricorso rinvenendo l’illegittimità del procedimento e del relativo provvedimento conclusivo della gara, con efficacia assorbente, nella scomposizione del elementi di valutazione in precedenza fissati, in sub elementi, contenenti distribuzioni di peso differente delle percentuali di punteggio attribuibili nell’abito di ciascuna delle sub categorie, nonché nella predisposizione di un’unica scheda condivisa da tutti i commissari per il confronto a coppia, piuttosto che distinte schede per ciascun commissario.          4. Avverso l’anzidetta sentenza propone appello il raggruppamento in epigrafe, innanzitutto dolendosi del mancato accoglimento della eccezione di irricevibilità e, nel merito sostenendo, da un lato, l’irrilevanza della scomposizione operata dalla Commissione, per mere ragioni di comodità, degli elementi di valutazione, in sub categorie. Si tratterebbe della introduzione di un metodo del tutto indifferente sull’esito della valutazione complessiva, anche perché le componenti derivanti dalla scomposizione corrisponderebbero agli elementi che dovevano essere presi in considerazione nella categoria, sulla base della lettera di invito.          Sotto differente profilo, la Commissione sarebbe stata titolare del potere di introdurre elementi di specificazione della valutazione e di integrare i criteri indicati nella lettera di invito o nel bando,          La sentenza sarebbe erronea anche nel punto in cui rinviene l’ulteriore profilo di illegittimità nella mancata redazione delle schede di valutazione individuali e nella mancanza del confronto a coppie, in quanto i verbali nn. 3 e 6 renderebbero ragione delle valutazioni individuali e del confronto attuato in ordine agli elementi discrezionali di valutazione (A2 e B2); valutazione individuale e confronto a coppie sarebbero stati invece superflui ed ininfluenti per quanto concerne agli altri elementi (A1 e B1) comportanti apprezzamenti meno significati sotto il profilo della valutazione tecnica soggettiva.          In definitiva è chiesta la riforma della sentenza di primo grado nel senso della reiezione del ricorso degli attuali appellati e la condanna degli stessi al pagamento delle spese dei due gradi del giudizio.            5. Costituitisi gli appellati, la causa è stata chiamata alla pubblica udienza del 16 marzo 2004 e trattenuta in decisione.    DIRITTO 1. L’appello è infondato. 2. Prescindendo da ogni considerazione ulteriore circa il giorno dal quale fare decorrere la conoscenza effettiva della aggiudicazione definitiva, e muovendo proprio dalla data, indicata dagli appellanti, in cui, da parte del responsabile del procedimento è stato trasmesso il fax con la notizia della definizione della procedura, presso lo studio professionale dell’appellato Ing. Bruno Polifroni (22 luglio 2003), deve essere ritenuta tempestiva la notificazione dell’atto consegnato all’ufficiale giudiziario per la notificazione il 23 ottobre successivo, come da copia di relata in atti, e del tutto irrilevante che la consegna effettiva sia stata effettuata in ipotesi oltre il termine di 60 giorni. Infatti, deve essere condivisa l’obiezione dei resistenti, secondo cui dal computo dei termini deve essere escluso il periodo di sospensione estiva, mentre la tempestività della notificazione, in......