GARE: LIMITI PER L’INTEGRAZIONE DOCUMENTALE



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AUMENTANO GLI IMPORTI DELLE SANZIONI STRADALI



































































































REPUBBLICA ITALIANA N             REPUBBLICA ITALIANA          N.7758/04REG.DEC.           IN NOME DEL POPOLO ITALIANO         N. 11303    REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale - Quinta  Sezione       ANNO  1999 ha pronunciato la seguente                                             DECISIONE sul ricorso in appello n. 11303/1999  del  30/12/1999, proposto da S.r.l. COSTRAM capogruppo mandataria  del RTI costituito con la S.r.l. NAPOLI CONTROL e la S.a.s. OM COSTRUZIONI DEL DOTT. OLIVIERO MACRI' & C., rappresentata e difesa dall’Avv. Eugenio D'Esposito, con domicilio eletto in Roma, Via Degli Avignonesi n. 5,  presso l’Avv. Andrea Abbamonte, contro il Comune di Anacapri, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’Avv. Lucio de Luca di Melpignano, con domicilio  eletto in Roma, Viale Angelico 38, presso l’Avv. Luigi Napolitano, e nei confronti di - società IMPRESA COSTRUZIONI ING. ALFONSO MONTELLA & FIGLIO S.p.a.. e società ING. FRANCO AIELLO & C. S.r.l., non costituiti;   per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Prima, n. 2903/1999 del 10 novembre 1999, resa tra le parti, concernente appalto lavori sistemazione igienico-sanitaria sistema fognario ;      Visto l’atto di appello con i relativi allegati;      Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Anacapri;      Viste le memorie difensive;      Visti gli atti tutti della causa;      Alla pubblica udienza del 4 maggio 2004, relatore il Consigliere . Chiarenza Millemaggi Cogliani  ed uditi, altresì, gli avvocati A. Abbamonte in sostituzione dell’Avvocato E. D’Esposito per la parte appellante e l’Avvocato Marone in sostituzione dell’Avvocato de Luca di Melpignano per il Comune resistente;      Pubblicato il dispositivo n. 193/2004;       Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F  A  T  T  O       1. Il raggruppamento temporaneo in epigrafe (capogruppo la S.r.l. Costram) partecipo’, conseguendo l’aggiudicazione provvisoria, alla licitazione privata indetta dal Comune di Anacapri per l’appalto dei lavori di sistemazione igienicio-sanitaria mediante ampliamento del sistema fognario e la realizzazione di nuove opere, con il criterio dell’esclusione automatica delle offerte anomale, a norma dell’art. 21, comma 1 bis, L. n. 109 del 1994.       La società Costram invitata a presentare la prescritta documentazione, unitamente alla seconda classificata (l’appellata Impresa di Costruzioni Ing. Alfonso Montella e figlio S.p.a.), omise di integrare quella relativa al possesso dei requisiti economico finanziari della associata Napoli Control con i bilanci della Soc. CO.GE.DA. S.r.l. di cui la prima era acquirente per atto in data 12 maggio 1997, allegato alla prescritta dichiarazione relativa al volume di affari ed al costo del personale nell’ultimo quinquennio nonché al regolare assolvimento degli oneri fiscali e contributivi, e quant’altro richiesto dal bando.       Nella seduta dell’8 settembre 1999 la Commissione, constatato che la documentazione presentata dalla associata Napoli Control non confermava “la dichiarazione resa in sede di gara in ordine al volume di affari ed al costo del personale dipendente nell’ultimo quinquennio”, escluse dalla gara l’aggiudicataria provvisoria e procedette alla determinazione della nuova soglia di anomalia, ed alla nuova aggiudicazione provvisoria in capo alla impresa contrassegnata con il n. 7 (l’appellata. Ing. Franco Aiello & C. S.r.l.).       Immediatamente dopo le operazioni in questione, ma nel corso della medesima seduta dell’8 settembre 1999, e prima della sua chiusura,  alle ore 14, 30 si presentò il Sig. Davide D’Aniello rappresentante della Napoli Control, precisando che ad integrazione della documentazione già trasmessa erano stati presentati, seduta stante, i bilanci della Soc. CO.GE.DA., ma che non erano stati accettati dalla Commissione giudicatrice; la dichiarazione era opportunamente verbalizzata e la Commissione, a sua volta fece verbalizzare la decisione di non accettare  la documentazione integrativa, confermò le decisioni precedentemente assunte (fra cui l’aggiudicazione provvisoria alla concorrente n. 7 e la richiesta di documentazione alle partecipanti classificatasi successivamente al primo ed al secondo posto sulla base della nuova soglia di anomalia).      La seduta fu chiusa alle ore 15,30, con la sola precisazione che, alle ore 13,25 non era pervenuto il fax della capogruppo (di cui il suddetto rappresentante aveva dato comunicazione verbalizzata), con la quale era stato chiesto di soprassedere alla disposta esclusione e alle ulteriori operazioni, in attesa, quanto meno, di un parere legale sulla questione.       2. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania - cui si è rivolta l’attuale appellante con ricorso (r. r. n. 7922/99) notificato in data 24 settembre alla Commissione ed ai controinteressati,  impugnando, con il provvedimento di esclusione e l’aggiudicazione provvisoria ad altra concorrente, anche, per quanto di ragione, la lettera di invito e lo stesso bando di gara, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali - ha respinto l’impugnazione, con sentenza n. 2903 del 10 novembre 1999 della Sezione Prima del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, resa in forma immediata e semplificata, nella camera di consiglio del 20 ottobre 1999, sulla base delle considerazioni di seguito riassunte:      - legittimamente la commissione ha negato la possibilità di integrare la documentazione (e non ha accettato la documentazione spontaneamente recapitata) dopo l’intervenuta esclusione dell’aggiudicataria provvisoria e l’individuazione, al suo posto, di altra aggiudicataria, in quanto l’istanza è stata formulata allorché il procedimento si era concluso;      - la Commissione non soltanto non aveva l’obbligo, ma neppure aveva il potere di accertare l’affidabilità dell’aggiudicataria provvisoria indipendentemente dalla documentazione prodotta;       - la fissazione del termine entro cui depositare la documentazione era stato assegnato dalla stessa commissione e non dal responsabile del procedimento che si era limitato a comunicare l’invito ad effettuare il deposito.      3. Avverso l’anzidetta sentenza ha proposto appello il raggruppamento interessato tramite la capogruppo, denunciando i vizi del procedimento logico giuridico attraverso cui il giudice di primo grado è pervenuto alle sue conclusioni.      In sintesi, la sentenza sarebbe viziata da:      - travisamento dei fatti in ordine al momento in cui è stata rivolta alla commissione la richiesta integrativa ed incongrua valutazione del momento conclusivo della procedura;      - omessa ed erronea valutazione dell’obbligo della Commissione di richiedere (e quindi di consentire) i necessari chiarimenti, prima di procedere alla esclusione della aggiudicataria provvisoria;      - erronee conclusioni in ordine alla perentorietà del termine imposto per la presentazione della documentazione da parte dell’aggiudicatario provvisoria ed alla possibilità per la Commissione di assegnare un termine ulteriore per l’integrazione della documentazione.      L’appellante, che ripropone i motivi del ricorso di primo grado unitamente alle censure avverso la sentenza appellata, conclude dunque per la riforma della sentenza medesima nel senso dell’accoglimento del ricorso originario e la consequenziale caducazione degli atti impugnati  con le ulteriori conseguenze di legge.      4. Costituitasi in giudizio l’Amministrazione per resistere all’impugnazione, la causa è stata chiamata alla pubblica udienza di discussione del 4 maggio 2004 e trattenuta in decisione.    D  I  R  I  T  T  O       1. In parte modificando l’esame delle censure, deve darsi atto che il termine per la presentazione della documentazione venne fissato dalla stessa commissione a conclusione della seduta del 28 luglio 1999, in cui l’appalto venne provvisoriamente aggiudicato alla attuale appellante.       L’invito a presentare la documentazione, da parte del responsabile del procedimento (nel caso, anche segretario verbalizzante della seduta del 28 luglio) non è, dunque, che un atto meramente esecutivo della determinazione dalla Commissione, effettuato nei termini prescritti dalla norma (la nota è protocollata in partenza in data 29 luglio 1999 e cioè appena un giorno dopo la seduta in cui le operazioni si sono concluse, con l’aggiudicazione provvisoria al raggruppamento appellante, come correttamente eccepito dal Comune resistente).      Peraltro, dalla circostanza che sia stato assegnato un termine di quaranta giorni (e non quello inferiori di dieci giorni fissato dallo stesso legislatore per il caso di accertamento a campione) non può trarsi alcuna conclusione in ordine alla natura (perentoria o meno) del termine assegnato.      E’ pacifico, in giurisprudenza (coerentemente, del resto, alla formula normativa), che il termine fissato nella prima parte dell’art. 10, comma 1 quater, L. 11 febbraio 1994 n. 109, è applicabile solo per gli offerenti che nella percentuale del 10% del loro complesso sono chiamati a comprovare il possesso dei requisiti di capacità economico finanziaria e tecnico organizzativa richiesti dal bando, prima che si proceda all' apertura delle buste delle offerte presentate, e non anche per la presentazione dei documenti da parte dell' aggiudicatario, spettando in tale ultima ipotesi all' Amministrazione indicare il termine per l' adempimento. in quanto, il limite in questione concerne l’accertamento a campione e non anche quello che deve essere compiuto in seguito alla intervenuta aggiudicazione provvisoria (Sez. V, n. 3358 del 16 giugno 2003; Sez. VI, n. 4133 del 10 luglio 2003).         2. Ciò premesso appare anche opportuno precisare, prima di entrare nel merito della questione, che è fuori discussione che l’associata Napoli Control abbia tempestivamente depositato, con la dichiarazione relativa al volume di affare ed al costo del lavoro nell’ultimo quinquennio (e quant’altro stabilito dalla lettera di invito), l’atto in data 16 giugno 1997, avente ad oggetto la cessione della Soc. CO.GE.DA..      Lo stesso Comune resistente ha del resto depositato in giudizio la dichiarazione di cui si è detto, nella quale, oltre alla notizia dell’acquisto in parola, si fa menzione dell’allegazione, alla dichiarazione, dell’atto 12 giugno 1997 ......