GARE: RIDUZIONE DEI TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE OFFERTE



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ORDINANZA "GESTIONALE": FIRMA SOLO IL DIRIGENTE



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                  N. 3679/05  REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 6959 REG.RIC.   Il Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, Quinta  Sezione           ANNO  2004 ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello n. 6959 del 2004 proposto dal CONSORZIO PER LA ZONA INDUSTRIALE DI MACOMER, in persona del Presidente p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Filippo Lubrano, presso il cui studio elettivamente domicilia in Roma, alla via Flaminia, n. 79; contro la SECIT S.P.A., in persona del l.r. p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti Tiziano Ugoccioni, Gustavo Romanelli e Guido Francesco Romanelli, elettivamente domiciliata presso lo studio del secondo difensore in Roma, alla via Cosseria, n. 5; e nei confronti della ECOLOGIA S.P.A., non costituitasi in giudizio; per la riforma della sentenza n. 406 del 18.02.2004 - 23.3.2004, pronunciata tra le parti dal Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, sez. I; visto il ricorso con i relativi allegati; visto l'atto di costituzione in giudizio della società Secit; viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; visti gli atti tutti della causa; designato relatore il cons. Gabriele Carlotti; uditi alla pubblica udienza dell’8.2.2005 l’avv. F.Lubrano per l’appellante e l’avv. G.Pafundi, su delega dell’avv. G.F.Romanelli, per la società resistente; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue. FATTO E DIRITTO 1. Viene in decisione l’appello interposto dal Consorzio per la Zona Industriale di Macomer (d’ora innanzi, “Consorzio”) avverso la sentenza, specificata in epigrafe, di accoglimento del ricorso proposto dalla Secit S.p.a. (in prosieguo, “Secit”) contro gli atti relativi alla gara per l’affidamento dei lavori inerenti l’ampliamento dell’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani del bacino della costa nord-occidentale della Sardegna. 2. Nel giudizio così promosso si è costituita la Secit, contestando tutte le difese avversarie e concludendo per l’integrale reiezione del gravame. 3. All’udienza pubblica dell’8.2.2004 parti e causa sono state assegnate in decisione. 4. L’appello è infondato. 5. Per una compiuta esposizione delle ragioni del decidere occorre ripercorrere brevemente la vicenda sulla quale s’innesta la presente controversia, siccome riferita nella narrativa della decisione appellata.          Al riguardo giova precisare che: -          la Secit, insieme ad altre imprese, venne invitata alla licitazione privata bandita dal Consorzio per l’affidamento dei lavori inerenti l’ampliamento dell’infrastruttura sunnominata; -          nella lettera d’invito, ricevuta dalla società appellata il 16.12.1994, era previsto che le offerte dovessero giungere alla stazione appaltante entro il giorno 29 dello stesso mese e che le imprese interessate avrebbero dovuto presentare tutta la documentazione indicata nel foglio recante “modalità di partecipazione alla gara”; -          detto foglio pervenne alla Secit solamente il 19.12.1994; -          ritenendo incongruo il termine assegnato per presentare l’offerta, la Secit chiese inutilmente al Consorzio una proroga del detto termine e, quindi, insorse avanti al T.a.r. isolano, lamentando di non aver potuto partecipare alla selezione pubblica (poi aggiudicata alla società Ecologia), a cagione del breve tempo concesso dall’amministrazione per l’effettuazione dei complessi adempimenti preliminari, imposti dall’entità economica dei lavori banditi nonché della complessità delle opere da eseguire (è pertinente osservare in via incidentale che soltanto due delle quattordici imprese invitate dal Consorzio riuscirono a presentare un’offerta tempestiva); -          in particolare, la Secit contestò che, nella fattispecie, sussistessero le condizioni per il ricorso alla procedura accelerata, prevista e disciplinata dall’art. 15 del D. Lgs. 19.12.1991, n. 406; -          il primo giudice, una volta respinta l’eccezione d’improcedibilità dell’impugnativa sollevata dalle parti intimate (motivata con riferimento alla sopravvenuta ultimazione dei lavori in questione), accolse il ricorso promosso dall’odierna appellata, sotto il profilo dell’eccessiva brevità del termine stabilito dall’amministrazione per la ricezione dell’offerta; -          in dettaglio, il Collegio cagliaritano stigmatizzò la mancanza nella specie delle «ragioni di urgenza» legittimanti il ricorso alla procedura accelerata.  6. L’appello del Consorzio è affidato ai seguenti motivi di censura: I)                   violazione delle norme e dei principi in tema di interesse ad agire; II)                violazione dell’art. 15 del D.lgs. 19.12.1991, n. 406. 7. Entrambe le censure sono destituite di fondamento. 8. Correttamente, invero, il T.a.r. della Sardegna ha disatteso l’ulteriore eccezione relativa al preteso difetto d’interesse della S......