GESTIONE SERVIZI PUBBLICI E SERVIZI STRUMENTALI



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Trasferimenti 2011 Unioni e Comunità montane



































































































Lombardia/517/2011/PAR Lombardia/517/2011/PAR     REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                               Presidente dott. Antonio Caruso                                      Consigliere dott. Angelo Ferraro                                       Consigliere dott. Giancarlo Astegiano                                Primo Referendario (relatore) dott. Gianluca Braghò                                     Referendario dott. Massimo Valero                                      Referendario dott. Alessandro Napoli                                   Referendario dott. Laura De Rentiis                                     Referendario   ******* Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la deliberazione n. 1/pareri/2004 del 3 novembre 2004 con la quale la Sezione ha stabilito i criteri sul procedimento e sulla formulazione dei pareri previsti dall’articolo 7, comma 8, della legge n. 131/2003; Vista la nota del 9 novembre 2010 con la quale il Sindaco del Comune di Rosate (MI) ha chiesto un parere in materia di contabilità pubblica; Vista l’ordinanza con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per la Camera di consiglio del 9 dicembre 2010 per deliberare sulla richiesta proveniente dal Sindaco del Comune di Rosate; Udito il relatore, Giancarlo Astegiano;   PREMESSO CHE Il Sindaco del Comune di Rosate, con nota in data 9 novembre 2010, dopo aver indicato l’oggetto sociale e le attività svolte dalla società SASOM s.r.l., società a capitale interamente pubblico partecipata da 11 Comuni, ha chiesto alla Sezione un parere in relazione alle modalità di proseguimento delle attività svolte dall’organismo partecipato ed all’applicazione agli amministratori dello stesso delle incompatibilità previste dall’art. 8 del D.p.r. n. 168 del 2010.  Nella richiesta di parere, il Sindaco ha chiarito che il Comune partecipa, unitamente ad altri 10 Comuni limitrofi, ad una società a capitale interamente pubblico (SASOM srl) alla quale ha affidato direttamente, “secondo il modello dell’in house providing, ricorrendo i requisiti di cui alla lett. c del c. 5 dell’art. 113 del D. Lgs. 267/2000, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti urbani ed altri servizi locali, i quali, sulla base dei pareri dell’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, hanno natura strumentale”. L’ente locale ha messo in luce che “la distribuzione delle quote tra i comuni soci è proporzionale al numero degli abitanti ed il bacino complessivo superiore ai 30.000 abitanti; la società appare quindi in linea con le disposizioni previste dal c. 32 dell’art. 14 del D.L. 78/2010 convertito con L. 122/2010 per consentire agli stessi comuni soci (tutti con popolazione inferiore ai 30.000 ab.) di derogare ai limiti quantitativi in merito al numero di partecipate, posti dallo stesso c. 32”. In vista della scadenza del 31 dicembre 2011, il Sindaco del Comune di Rosate ha messo in rilievo che è intenzione dei Comuni soci applicare le disposizioni di cui all’art. 23 bis del D.L. 112/2008, convertito dalla legge 133/2008 e modificato con L. 166/2009, ai servizi pubblici locali a rilevanza economica affidata direttamente alla società (ad esempio, raccolta e smaltimento rifiuti urbani). Al riguardo, considerata positiva “l’esperienza in termini di qualità, economicità e controllo dei servizi resi attraverso l’attuale società partecipata (SASOM srl), i comuni soci vogliono mantenere una propria partecipazione di capitale nella futura società “mista”, introducendo il socio privato secondo i criteri stabiliti dal citato art. 23 bis del D.L. 112/2008”. Anche per gli altri servizi, di natura strumentale, gli enti locali interessati starebbero valutando “diverse ipotesi che, nel rispetto della normativa vigente, consentano comunque agli enti di mantenere un controllo diretto sulla gestione” e, al riguardo, il Sindaco del Comune di Rosate prospetta due ipotesi chiedendo quale sia l’avviso della Sezione alla possibilità che: la società che attualmente gestisce i servizi locali venga scissa “in due società distinte a capitale pubblico, entrambe partecipate direttamente dai comuni in proporzione al numero degli abitanti e con un bacino complessivo superiore a 30.000 ab., alle quali poter affidare in maniera distinta lo svolgimento dei servizi locali dei comuni soci: o        alla prima società verrebbero affidati i servizi di natura strumentale ai sensi e nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 13 del D.L. 223/2006 convertito con L. 248/2006 o        alla seconda, partecipata per il 60% dai comuni in proporzione al numero degli abitanti e per il restante 40% dal socio privato scelto con gara, la gestione di servizi pubblici locali a rilevanza economica ai sensi dell’art. 23 bis del D.L. 112/2008 e s.m.i”. ovvero venga mantenuta “la partecipazione diretta nell’unica società esistente (SASOM srl di seguito indicata come capofila, a capitale interamente pubblico e partecipata dai comuni in proporzione al numero degli abitanti con bacino superiore a 30.000 ab.), che su indirizzo specifico dei soci procederebbe alla: o        Costituzione di una nuova società cui conferire il ramo d’azienda relativo al servizio pubblico locale a rilevanza economica di raccolta rifiuti; o        Cessione tramite gara della quota del 40% di tale società ad un socio privato, seguendo le modalità di affidamento di cui alla lett. b c. 2 dell’art. 23 bis del D.L. 112/2008 e s.m.i., tenuto conto degli specifici requisiti del socio e delle modalità di espletamento del servizio che i comuni (soci indiretti) si impegneranno ad affidare a seguito della procedura competitiva; o        Potenziale costituzione di altre società (miste o meno), per la gestione omogenea di servizi locali per conto dei comuni soci, utilizzando le risorse acquisite dalla cessione del 40% della società di cui al punto precedente”.   Da ultimo, il Sindaco ha domandato l’avviso della Sezione in relazione all’”eventuale estensione delle incompatibilità previste dall’art. 8 del DPR 168/2010 “Regolamento di attuazione dell’articolo 23-bis del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”, anche alle società partecipate dagli enti locali, che svolgano esclusivamente servizi strumentali ai sensi e nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 13 del D.L. 223/2006 convertito con L. 248/2006”.