GIORNATE DEL MUNICIPIO



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Scioglimento C.C. per riduzione di oltre la metà dei consiglieri



































































































PROBLEMI DA SOLLEVARE SU DPEF E FINANZIARIA 2003           GIORNATE DEL MUNICIPIO : TRACCIA INDICATIVA PER LE INIZIATIVE DA PARTE DEI COMUNI   Premesse   In ogni località coinvolgere le Associazioni ed i media più significativi.   Invitare i Parlamentari o i Consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione.   Concludere le iniziative con sintetiche richieste da trasmettere ai media, ai Parlamentari e Consiglieri regionali eletti nella zona.                                                  Impostazione generale   Presentazione delle iniziative assunte dall’Amministrazione, in coerenza con gli impegni presi con gli elettori, e quanto resta da fare.   Difficoltà che gli Enti locali hanno avuto e quelle che paventano. Inserire qui: -  il rischio di una diffusa riduzione di servizi, non solo “ micro “ , che in molti casi interessano gli anziani.  - il rischio che il MENO TASSE del Governo imponga, a Comuni e Province, PIU’       ADDIZIONALI E IMPOSTE,  nonché MAGGIORI TARIFFE, che colpirebbero soprattutto i redditi medi e medio bassi  -  la riduzione dei finanziamenti regionali ai Comuni per i servizi sociali, sostituiti da un rapporto diretto Regione – utenti.   Confermare l’impegno per ogni sforzo ad  unirsi e coordinarsi con altri Comuni. Tentare qui di delineare una sorta di NUOVO MUNICIPIO, non più “ campanile “, ma impegnato, ad esempio, ad evitare, coordinandosi con altri Comuni, che il CATASTO torni in capo alla “ ministeriale “ Agenzia del Territorio, ed a chiedere, l’unificazione nell’ICI di tutte le imposte e tasse che gravano sugli immobili. Gestione dei servizi pubblici locali e/o la Polizia Locale potrebbero essere altri settori di attività sui quali esemplificare.     Problemi specifici tra i quali individuare quelli prioritari   Non sono giustificati “ tetti “ e vincoli oltre a quello del pareggio di Bilancio, per il quale ci sentiamo impegnati. Inserire qui tutte le considerazioni sulle conseguenze locali del vincolo del 6% previsto dal patto di stabilità per il 2002.   Poiché l’inflazione reale supererà il 1,4%, se si vuole almeno avviare l’applicazione del nuovo Art.119 della Costituzione, deve essere cancellata la previsione di una ulteriore riduzione dell’1% all’anno dei trasferimenti per il 2003 e 2004, e garantite le risorse per i nuovi compiti.   Chiedere , oltre a tempi certi per la definizione dei LEA, l’incremento del Fondo nazionale per le politiche sociali previsto dalla Legge 328/2000.“ Turco “, nonché poteri alle Conferenze dei Sindaci, adeguate alle responsabilità che si assumono di fronte ai cittadini. Decisivo rimane, comunque, il livello di autonomia nella gestione dei fondi previsti nei Piani di zona, evitando che una rilevante quota di essi sia già vincolata dalla Regione.     Necessario sostenere, incentivare e garantire nel tempo risorse alle Unioni dei Comuni, soprattutto i piccoli, quando producono gestioni associate di funzioni e servizi, nonché maggiore efficienza ed economicità complessiva.   Neutralizzare l’IVA per gli Enti locali   Le economie del Fondo per lo sviluppo degli investimenti vanno destinate ai Comuni che hanno trasferimenti al di sotto della media pro – capite. Inoltre è necessaria l’istituzione di un Fondo perequativo, senza vincoli di destinazione,  utilizzabile anche  dai Comuni del nord  Italia  con minore capacità fiscale per abitante.   L’ipotizzata anticipazione dell’età per l’iscrizione alla scuola materna ed alle elementari, a prescindere dal giudizio sulla validità pedagogica,  deve accompagnarsi all’attribuzione delle risorse per farvi fronte. Sono inoltre da evitare assolutamente tagli che, applicando burocraticamente il parametro alunni – insegnanti, priverebbero alcune Province di Istituti scolastici indispensabili nella gamma di offerta formativa.   La ipotizzata riduzione delle imposte, come la già verificata diminuzione delle entrate dello Stato di quest’anno, non dovrà avere ripercussioni sulle compartecipazioni IRPEF e quindi sull’entità dei trasferimenti per gli Enti locali. Va sottolineato che la riduzione dei trasferimenti erariali potrebbe costringere i Comuni, per pareggiare i propri Bilanci e non ridurre sevizi essenziali, ad aumentare tasse, tributi e tariffe di propria competenza.   E’ inaccettabile che l’utilizzazione delle convenzioni CONSIP da parte degli Enti Locali possa avere la conseguenza di ridurre le attribuzioni – trasferimenti dell’equivalente dei risparmi ottenuti.