GIUDIZIO DI MERITO SU SCELTE DISCREZIONALI



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TAGLIO AI TRASFERIMENTI: NO DEL CONSIGLIO DI STATO



































































































SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE PRIMA APPELLO Sentenza 154 2008 Responsabilità 07-04-2008   REPUBBLICA  ITALIANA 154/2008/A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE Composta dai seguenti magistrati: Dott. Vito MINERVA                                                                                                Presidente Dott. Davide MORGANTE                                                                   Consigliere Dott. Rocco DI PASSIO                                                           Consigliere Dott. Maria FRATOCCHI                                            Consigliere Dott. Rita LORETO                                                                                           Consigliere relatore ha pronunziato la seguente SENTENZA nei giudizi di appello iscritti ai nn. 23453, 23574 e 23590 del Registro di Segreteria, proposti rispettivamente da Roberto FIORINA, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Alessio Petretti e Paolo Bonomi, elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma,Via degli Scipioni n. 268/A; Bruno COLLE, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Giovanni Bambrilla Pisoni e Nino Longobardi, elettivamente domiciliato presso lo studio di quest'ultimo in Roma, Piazzale Belle Arti n. 8; Adriano ALESSANDRINI, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Francesco Mancini e Pierluigi Varischi, elettivamente domiciliato presso lo studio dell'Avv. Antonella Giglio in Roma, Via A. Gramsci 14; avverso la sentenza n. 185/05 in data 25.11.2004 - 11.03.2005 della Sezione Giurisdizionale per la Regione Lombardia; Visti gli atti e documenti della causa; Uditi, nella pubblica udienza del 13 novembre 2007, il Consigliere relatore dott.ssa Rita Loreto, l'Avv. Prof. Nino Longobardi per l'appellante Bruno COLLE, l'Avv. Alessio Petretti per Roberto FIORINA e l'Avv. Antonella Giglio per Adriano ALESSANDRINI, nonché il Pubblico Ministero nella persona del Vice Procuratore Generale dott. Tommaso Cottone; Ritenuto in FATTO                         Con atto depositato in data 19 marzo 2004 il Procuratore Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Lombardia ha convenuto in giudizio il signor Bruno COLLE, Sindaco pro-tempore del Comune di Segrate, il Segretario Generale dell'ente, signor Roberto FIORINA e i Consiglieri comunali in carica al momento dei fatti, fra cui il signor Adriano ALESSANDRINI (nonchè Antonio Andreino Remo Barbieri, Carmelita Adele Giovanna Bonfiglio, Andrea Borruso, Domenico Bottari, Giuseppe Del Giudice, Angelo Fabrizi, Antonio Florio, Domenico Fulgheri, Giovanni Giuseppe Emilio Furlan, Mara Gandola, Mario Grioni, Guido Pedroni, Raffello Giuseppe Maria Pieri, Anna Carla Luisa Pozzi, Carlo Raimondi, Luigi Giovanni Romeo, Laura Travaglia, Claudio Mario Francesco Zardus, Alberto Fumi) per avere deliberato, in assenza dei presupposti di legge, il raddoppio dell'indennità di carica in favore del sindaco, relativamente agli anni 1997, 1998, 1999 e ai primi cinque mesi del 2000.             L'ammontare del danno di cui la Procura Regionale chiedeva la condanna era determinato in Euro 55.077,57, che per l'80%  addebitava al Sindaco COLLE e per il restante 20% ripartiva fra il Segretario Generale FIORINA, responsabile di non aver fatto rilevare l'illegittimità della suddetta corresponsione e i consiglieri comunali i quali, alternativamente, avevano preso parte alle due delibere, n. 82 del 9 dicembre 1997 e n. 18 del 14 marzo 1998, con cui veniva approvato il raddoppio dell'indennità di carica spettante al Sindaco, rideterminata così nella misura di Lire 5.270.760 mensili. Quanto al Sindaco, lo si rimproverava di aver affermato, con appositi atti notori, di svolgere, benché pensionato, attività di libero professionista in materia di consulenza aziendale e bancaria dal 1 gennaio 1997, per conto dell' Istituto di Ricerca della Lombardia (I.R.E.R.) e dell'Istituto bancario di Credito Fondiario, e pertanto di trovarsi nelle condizioni per godere di tale beneficio ai sensi dell'art. 3 della legge n. 816/1985; la qual cosa, in realtà, non corrispondeva al vero.             Il Collegio di primo grado, con sentenza 185/05 in data 25.11.2004 - 11.03.2005 emessa dalla Sezione Giurisdizionale per la Regione Lombardia, nel condannare i convenuti riduceva di un terzo il danno posto a carico del Segretario Comunale e dei Consiglieri, in considerazione dell'apporto causale imputabile al dirigente del Settore AA.GG., non evocato in giudizio dal P.M., mentre non apportava alcuna attenuante nei confronti del Sindaco, in considerazione dell'influenza dominante da questi esercitata nella vicenda per cui è causa. La ripartizione del danno veniva pertanto rideterminata dai primi giudici commisurando al 70% (pari ad euro 16.641,23) il danno stimato riconducibile all'attività del Sindaco COLLE, al 10% (pari ad euro 3.671,84) quello attribuibile al Segretario Generale FIORINA e il residuo 20% da ripartire fra i venti Consiglieri comunali citati in giudizio, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali.             Avverso la sentenza di primo grado hanno proposto appello il Sindaco Bruno COLLE, il Segretario Comunale Roberto FIORINA ed il Consigliere Comunale Adriano ALESSANDRINI. Il signor Bruno COLLE, con il patrocinio dell'Avv. Giovanni Brambilla Pisoni e del Prof. Avv. Nino Longobardi, ha formulato i seguenti motivi di appello: - Prescrizione della azione di responsabilità - Trattandosi di fattispecie di retribuzioni liquidate in eccesso rispetto al dovuto, la prescrizione decorre, secondo l'appellante, dall'adozione delle delibere del dicembre 1997 e del marzo 1998, mentre il primo atto interruttivo risale al novembre 2003; pertanto l'azione di responsabilità sarebbe intempestiva. - Violazione e falsa applicazione dell'art. 3 della legge n. 816/1985, nonché carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione - Adduce l'appellante che nel periodo in contestazione avrebbe svolto attività lavorativa non dipendente, come comprovato dalle allegate dichiarazioni dei redditi, e che tale circostanza costituisce presupposto sufficiente, unitamente alla popolazione del Comune superiore a 10.000 abitanti, a legittimare il raddoppio dell'indennità in questione ai sensi dell'art. 3 della legge n. 816/1985. Sarebbero state travisate, a detta dell'appellante, le dichiarazioni sostitutive allegate dall'interessato, nelle quali, si dava conto di svolgere attività di Consigliere di amministrazione dell'Istituto di Credito Fondiario e dell'IRER, attività che senz'altro può qualificarsi co\ me “libero professionale in materia di consulenza aziendale e bancaria” e quindi attività lavorativa autonoma e retribuita, non svolta a titolo di servizio onorario. L'assunto risulterebbe provato, secondo il COLLE, dalle dichiarazioni dei redditi relative agli anni dal 1997 al 2000, nelle quali è stata evidenziata una diminuzione dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, e ciò sarebbe da imputarsi alla limitazione dell'attività stessa per effetto della carica di Sindaco. - Insussistenza dell'elemento soggettivo della colpa grave - Poichè la norma in questione parla di “attività lavorativa non dipendente” e mai restringe la predetta attività a quella “libero professionale” come affermato invece dalla Sezione di primo grado, manca del tutto la prova che il COLLE versava in una situazione di colpa cosciente e meno che mai di una macchinazione o di un raggiro sulla base delle dichiarazioni s......