GIUIDIZIO DI RESPONSABILITA': AMMISSIBILE L'INTERVENTO ADESIVO DEI CONSIGLIERI



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GIUDICE AMMINISTRATIVO PER CONTROVERSIE SU CONVENZIONI URBANISTICHE



































































































Sent Sent. 165/09 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA così composta: Giuseppe Nicoletti Presidente Piergiorgio Della Ventura Consigliere Francesco Lombardo Primo Referendario relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA PARZIALE n. 165/09 nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 24775 del registro di segreteria, promosso ad istanza della Procura Regionale nei confronti dei signori: L. B. A. in M., O. C., M. C., S. P., M. O., M. M., C. M., A. M., G. V., G. T., B. S., rappresentati e difesi dagli Avv.ti Prof. R. Villata e Prof. Angelo Clarizia ed elettivamente domiciliati presso lo studio del primo in Milano, Via San Barnaba n.30; L. R. B. rappresentato e difeso dall'Avv. Prof. Cesare Ribolzi, unitamente all'Avv. Ettore Ribolzi, presso il cui studio in Milano, Via L. Ariosto n.30 è elettivamente domiciliato; E. C. rappresentato e difeso dall'Avv. Prof. Cesare Ribolzi, unitamente agli Avv.ti Ettore e Paola Ribolzi, presso il cui studio in Milano, Via L. Ariosto n.30 è elettivamente domiciliato; C. D.A. rappresentata e difesa dagli Avv.ti Mariagrazia Monegat e Vincenzo Timpano, presso il cui studio in Milano, Via Larga n.15 è elettivamente domiciliata; R. D.C. rappresentato e difeso dall'Avv. Prof. Aldo Travi di Busto Arsizio (VA), Via G. Ferraris n.7 ed elettivamente domiciliato in Milano, Piazza Cinque Giornate n.5, presso lo studio dell'Avv. Enzo Barilà; T. M. rappresentata e difesa dall'Avv. Maura Carta, presso il cui studio in Milano, Via Camperio n. 9 è elettivamente domiciliata; G. B. rappresentato e difeso dall'Avv. Francesco Perli, presso il cui studio in Milano, Galleria San Babila 4/a è elettivamente domiciliato; A. B. B. rappresentato e difeso dall'Avv. Giancarlo Tanzarella, presso il cui studio in Milano, Piazza Velasca n.5 è elettivamente domiciliato; C. B. rappresentato e difeso dall'Avv. Aurora Visentin, presso il cui studio in Milano, Piazza Belgioioso n.2 è elettivamente domiciliato; L. D. rappresentato e difeso dagli Avv.ti Guido Bardelli e M. A. B., presso il cui studio in milano, Via Turati n.26 è elettivamente domiciliato; F. B. rappresentato e difeso dagli Avv.ti Gianbattista Pini, Marina Massironi e Alessandro Passamani ed elettivamente domiciliato in Milano Piazza San Babila n.4/a; V. S. rappresentato e difeso dagli Avv.ti Giampaolo Cicconi e Claudio Baleani ed elettivamente domiciliato in Milano, Via Freguglia n.8, presso lo studio dell'Avv. Fiorenza Betti; Uditi nella pubblica udienza del 14 gennaio 2009 il Magistrato relatore dr. Francesco Lombardo, il Pubblico Ministero, nella persona del Vice Procuratore Generale dr. Claudio Chiarenza e, per i convenuti ut supra rispettivamente rappresentati e difesi, gli Avv.ti Travi, Villata, Ettore e Paola Ribolzi, Timpano, Perli, Tanzarella, Bardelli, Passamani, Visentin e Carta, quest'ultima anche per il convenuto S. su delega dell'Avv. Cicconi versata in atti; Ritenuto in FATTO Con atto di citazione depositato in data 8 maggio 2008, la Procura Regionale conveniva in giudizio i sunnominati, a seguito di un esposto circostanziato, seguito da altri che ne hanno integrato i contenuti, con i quali un gruppo di componenti del Consiglio comunale milanese aveva denunciato irregolarità ed abusi nel conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato ad un consistente numero di soggetti esterni all'amministrazione comunale. I prolegomeni della vicenda, come descritti dalla Procura, vengono fatti risalire alla delibera di Giunta n.1954 del 1° settembre 2006, con la quale sono state apportate una serie di modifiche al previgente Regolamento sull'Ordinamento degli Uffici e dei Servizi: in particolare, è stato pressocchè raddoppiato il numero delle Direzioni Centrali, portate da 13 a 23 e modificato, tra i tanti, l'art. 28 regolante gli incarichi dirigenziali e quelli di alta specializzazione a soggetti esterni, con l'introduzione al punto 1), tra i requisiti per l'attribuzione dei suddetti incarichi di “concrete e qualificate esperienze di lavoro che possano sopperire alla mancanza di formazione universitaria”, requisito non previsto nell'omologo art.22 del precedente Regolamento. Dopo tre giorni, ed esattamente il 4, il 5 ed il 6 settembre successivi, con le delibere di Giunta indicate alle pp. 2 e ss. dell'atto di citazione per ciascun nominativo ivi contemplato, venivano individuati dal Sindaco i soggetti esterni conferitari degli incarichi in argomento con contratto a tempo determinato, assieme ad altri, conferiti dopo il 5 settembre 2006, sino ad arrivare alla data del 27 agosto 2007 (signora M. E. O.). In precedenza, con delibere del giugno-luglio 2006 erano stati affidati al dott. B. l'incarico di D.G., alla dott.ssa A. l'incarico di Vice D.G. e al dott. D. B. quello di coordinatore della comunicazione del Sindaco, unitamente ad altri incarichi (M., S.) presso l'Ufficio Stampa i cui estremi sono indicati a pag. 7 dell'atto di citazione. L'ammontare complessivo del costo di siffatta operazione, dal suo inizio sino al 30 aprile 2008, è stato, per quanto esposto dalla Procura, di euro 17.673.123,00. Contestualmente 11 dirigenti di ruolo del Comune venivano convocati dal Direttore centrale delle Risorse Umane ed invitati (con le modalità riportate alle pp. 7 e 8 dell'atto di citazione) ad interrompere, anticipatamente ed in modo consensuale, il rapporto di lavoro, ai sensi dell'art. 17 del CCNL di categoria per il quadriennio normativo 1998/2001 - economico 1998/1999 e dell'art.12 del Contratto integrativo area dirigenza del 31.7.2000, previa corresponsione degli incentivi economici dalla norma previsti. Ne è seguito l'invito a dedurre dell'8 ottobre 2007 nei confronti del Sindaco, del Capo di Gabinetto, del D.G., dei componenti della Giunta e di 3 Dirigenti del Comune, ai quali è stata contestata una serie fattispecie dannose poi confluite nel presente giudizio innanzi a questa Corte. L'atto è stato notificato nelle forme di rito in date diverse, l'ultima delle quali è avvenuta il 21 novembre 2007, e nei termini gli intimati hanno prodotto deduzioni scritte a difesa. In data 17 aprile 2008 la Procura ha depositato istanza di proroga dei termini per l'emissione dell'atto di citazione ed all'udienza fissata per il 14 maggio 2008, la Procura medesima - avendo nel frattempo superato i motivi addotti a sostegno della richiesta di proroga - vi ha rinunciato. Di detta rinuncia la Sezione ha preso atto, con ordinanza n.5/08/PRO depositata in data 15 maggio 2008. Nell'atto di citazione vengono contestate le seguenti voci di danno. - Voce di danno A (Illegittimi conferimenti). Il Procuratore postula l'illegittimità del conferimento degli incarichi dirigenziali da cui muove il danno erariale azionato nei confronti dei convenuti, per gli emolumenti corrisposti a persone non aventi titolo al conferimento degli incarichi predetti. Di detto danno erariale sono chiamati a rispondere i seguenti soggetti che, con comportamento gravemente colposo - ai limiti del dolo per avere artatamente modificato la norma regolamentare regolante detti conferimenti (art.28) 3 giorni prima dei conferimenti stessi - concorsero a vario titolo nel complesso procedimento posto in essere per il conferimento degli incarichi suddetti: Sindaco, Assessori componenti la Giunta deliberante, Direttore Generale e Dirigenti di settore proponenti. Dei suddetti incarichi, quelli causativi di danno erariale sono esposti nelle pp. 27 e ss. dell'atto di citazione (D. N., B., C., V., C., P., L. I., F., C., C. C.). Il complessivo importo dell'intero emolumento corrisposto a ciascuno di tali soggetti, ammontante ad euro 1.889.488,00 viene postulato quale danno erariale azionato dalla Procura sub A. - Voce di danno B (Vicenda Madaffari). La vicenda in epigrafe concerne l'incarico dirigenziale conferito alla dott.ssa M. (delibera di Giunta 1991/2006 emolumento euro 217.130,00 annui) che è per la Procura palesemente illegittimo con riguardo all'indimostrabile ricorrenza del requisito della peculiare qualificazione professionale, stanti - per contro - gli “infortuni professionali” rilevati a carico della medesima nella pregressa veste di manager aziendale della sanità Omissis di cui a pag.34 dell'atto di citazione. Prive di pregio alla Procura appaiono, al riguardo, le giustificazioni fornite dal Sindaco in occasione di una interrogazione di un gruppo di consiglieri comunali, facenti leva sulla pendenza di giudizi relativi alla vicenda de qua dinanzi al TAR ed al Giudice del lavoro. Per conseguenza, tutti gli emolumenti alla sunnominata corrisposti dal momento della nomina al 30 settembre 2007 (periodo considerato in sede di invito) nella misura di euro 235.224,00, ai quali vanno aggiunti gli emolumenti corrisposti successivamente, ammontanti ad euro 126.658,00 dal settembre 2007 all'aprile 2008, costituiscono, secondo la Procura, la seconda voce di danno al Comune di Omissis azionata (voce di danno B), della quale sono chiamati a rispondere a titolo di colpa grave, ciascuno per la parte che vi ha preso (rimessa alla valutazione di questo Giudice), il Sindaco, il Direttore Generale, D.G., il Direttore Centrale proponente e gli Assessori componenti la Giunta deliberante. - Voce di danno C (Posizioni B.B.e B.). I suddetti, al momento degli incarichi loro conferiti, rispettivamente di Capo Gabinetto e di Direttore Generale, rivestivano la qualifica di consiglieri regionali. Ciò nonostante, hanno continuato a percepire gli emolumenti spettanti in virtù della elezione politica, unitamente a quelli loro attribuiti per gli incarichi suddetti, così svolgendo - come sostiene la Procura - entrambi i munera e gli incarichi loro affidati presso il Comune in evidente situazione di insanabile incompatibilità per ogni funzionario pubblico. In sostanza, secondo la Procura, stante la qualità di dipendente pubblico del D.G. B., deve ritenersi l'illegittimità del contestuale espletamento dell'incarico dirigenziale e del mandato elettivo, ai sensi dell'art.68 del T.U. n.165/2001 e dell'art.274 del TUEL che pongono con chiarezza il principio dell'incompatibilità. In tal senso, il B. non poteva beneficiare contemporaneamente degli emolumenti percepiti nella doppia qualità suddetta, potendo al più optare per uno dei due trattamenti. In conclusione, la Procura chiede la condanna del B. al risarcimento del danno (voce C) causato al Comune di Omissis costituito in via principale dall'intero importo percepito dalla nomina al 31.12.2007 (euro 468.180,00), ovvero, in via subordinata, nella misura ridotta del 50% (euro 234.090,00). Contestazione analoga la Procura rivolge anche nei confronti del Geom. B.B. perché, anche se la sua posizione di Capo di Gabinetto non configura necessariamente quella del dipendente pubblico, tuttavia, attesa la rilevanza e la natura apicale della funzione esercitata, in disparte le ipotesi di incompatibilità con il mandato elettivo, i rilevantissimi e complessi compiti a lui attribuiti gli imponevano l'integrale dedizione di tutte le energie lavorative al Comune di Omissis. Viceversa, svolgeva anch'egli, come il dott. B., contemporaneamente anche le funzioni di componente del Consiglio regionale. Pertanto, anch'egli è chiamato a rifondere il Comune di Omissis del danno arrecato, equitativamente commisurato nel 50% del trattamento economico corri......