GIURISDIZIONE IN MATERIA DI CONCORSI INTERNI



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MENSILIZZAZIONE DEI FLUSSI RETRIBUTIVI



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale   Registro Decisioni:7107/2004                                                                                      Registro Generale:8035/2004   Sezione Quarta   composto dai Signori: Pres. Stenio Riccio Cons. Filippo Patroni Griffi Cons. Dedi Rulli Cons. Aldo Scola Est.  Cons. Vito Poli  ha pronunciato la presente DECISIONE BREVE ai sensi degli artt. 21 e 26, legge n. 1034/1971, come modificati dagli artt. 3 e 9, legge n. 205/2000   nella Camera di Consiglio del 07 Ottobre 2004   Visto l'art. 33, commi terzo e quarto, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificato dalla legge 21 luglio 2000, n. 205;   Visto l'appello proposto da:   MICHELI PIERO rappresentato e difeso dagli  Avv.ti  NULLO PALAZZETTI e  WALTER MASSUCCI con domicilio  eletto in Roma  VIA LUCREZIO CARO, 62   presso FIORAVANTE CARLETTI   contro   MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA GEN. STATO con domicilio  in Roma  VIA DEI PORTOGHESI 12   DANIELE ANTONIO  non costituitosi;  VALLINI GIANFRANCO  non costituitosi;   per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della sentenza del TAR LAZIO - ROMA: Sezione II  9696/2003, resa tra le parti, concernente CONCORSO INTERNO PER DIPENDENTI   DEL  MIN.  FINANZE. Visti gli atti e documenti depositati con l'appello;   Vista la domanda di sospensione dell’efficacia della sentenza di rigetto, presentata in via incidentale dalla parte appellante. Visto l'atto di costituzione in giudizio di:   MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE   Udito il relatore Cons. Aldo Scola  e uditi, altresì, per le parti l’avv. Nullo Palazzetti e l’Avvocato dello Stato Marina Russo;   Ritenuto di pronunciare sentenza in forma semplificata, di ciò avvertendo le parti presenti in camera di consiglio; Considerato in fatto e diritto quanto segue: l’ordinanza n. 10183/04 delle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione, pronunciata sul ricorso proposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per regolamento preventivo di giurisdizione, in relazione al giudizio instaurato da altra persona interessata allo stesso concorso impugnato dall’odierno appellante, delinea “… il seguente quadro complessivo: a) indubbia giurisdizione del giudice amministrativo sulle controversie relative a concorsi per soli esterni; b) identica giurisdizione su controversie relative a concorsi misti (restando irrilevante che il posto da coprire sia compreso o meno nell’ambito della medesima area funzionale alla quale sia riconducibile la posizione di lavoro di interni ammessi alla procedura selettiva, perché, in tal caso, la circostanza che non si tratti di passaggio ad area diversa viene vanificata dalla presenza di possibili vincitori esterni, secondo il criterio di riparto originario); c) ancora giurisdizione amministrativa quando si tratti di concorsi per soli interni che comportino passaggio da un’area ad un’altra, spettando, poi, al giudice del merito la verifica di legittimità delle norme che escludono l’apertura all’esterno; d) residuale giurisdizione del giudice ordinario sulle controversie attinenti a concorsi per soli interni, che comportino passaggio da una qualifica ad altra, ma nell’ambito della medesima area”. La Suprema Corte, valutando alla stregua del quadro complessivo delineato, la fattispecie in esame (accesso alla categoria <dirigenziale> con concorso al quale sono legittimati i dipendenti che abbiano una determinata anzianità di servizio nella diversa categoria <direttiva>), rileva “…che essa è riconducibile all’ipotesi sub c) della superiore elencazione, trattandosi, come riferito in narrativa, di procedura selettiva attivata per attribuzione di una superiore posizione di lavoro, assegnata ad area contrattuale diversa da quella nella ......