GIURISDIZIONE PER SCIOGLIMENTO SOCIETÀ MISTA



(continua a leggere)


Pronuncia sull'indennità di esproprio



































































































N N. 05391/2011REG.PROV.COLL. N. 01699/2011 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente   SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1699 del 2011, proposto da: Bernardina Pistoia, Rodolfo Ficini, Carlo Ficini, Giovanni Pricipessa, Elio D'Agostino, Diana Balestrazzi, rappresentati e difesi dagli avv. Arturo Cancrini, Roberto Santucci e Roberto Fiori, con domicilio eletto presso Roberto Santucci in Roma, via M. Dionigi 17;   contro Comune di Roma, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Rodolfo Murra, Andrea Camarda, domiciliata per legge in Roma, via del Tempio di Giove 21; Regione Lazio;   nei confronti di Enrico Bucciero, rappresentato e difeso dall'avv. Ruggero Frascaroli, con domicilio eletto presso Ruggero Frascaroli in Roma, viale Regina Margherita, 46; Francescopaolo Lorito; e con l'intervento di ad opponendum: Lucot S.r.l., rappresentato e difeso dagli avv. Luisa Fonti, Giovanni Valeri, con domicilio eletto presso Giovanni Valeri in Roma, viale Mazzini,11 Palazzina H Int.3; per la riforma della sentenza del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. V n. 01351/1995 nonché per l’annullamento del permesso di costruire rilasciato in data 16 giugno 2010;   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Roma e di Enrico Bucciero; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 giugno 2011 il Cons. Francesco Caringella e uditi per le parti gli avvocati Santucci, Fiori, Rocchi, Frascaroli e Fonti; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   'FATTOeDIRITTO' 1.Con la decisione 26 settembre 1995, n. 1351 questo Consiglio di Stato, in riforma della sentenza pronunciata dal Giudice di prime cure, annullava l’Ordinanza n. 7360 dell’8 febbraio del 1977 con la quale il Comune di Roma aveva rigettato l’istanza presentata in data 12 febbraio 1976 dalla sig.ra Anna Cammarano ai fin del conseguimento di una licenza edilizia finalizzata alla realizzazione di una casa unifamiliare. Il Consiglio poneva a fondamento del decisum il principio giurisprudenziale secondo cui è illegittimo il diniego di concessione edilizia motivato con esclusivo riguardo alla violazione delle norme di attuazione del p.r.g., che prescrivano la preventiva approvazione di piani particolareggiati quante volte, pur in difetto dell’entrata in vigore di siffatti strumenti urbanistici, l’area sulla quale si intende edificare sia interamente circondata da aree edificate ed insista in zona già dotata di adeguate infrastrutture. In punto di fatto la Sezione ha desunto dal silenzio serbato dall’amministrazione comunale a fronte di apposita richiesta istruttoria, la dimostrazione della fondatezza delle circostanze su cui era imperniato l’appello, ossia che i 21 lotti limitrofi a quello interessato dal giudizio erano tutti legittimamente edificati e che la zona era dotata delle necessarie opere di urbanizzazione. La Sezione ha quindi concluso nel senso che l’edificazione del lotto della signora Cammarano, qualificabile alla stregua di mero intervento di completamento di una zona interamente edificata ed urbanizzata, sarebbe stata possibile pur in assenza di un paiano di attuazione. Di qui la declaratoria di illegittimità del diniego opposto dal Comune proprio in relazione al difetto di detto strumento di pianificazione. Con determinazione dirigenziale n. 771 del 29 aprile 2004 il Comune adottava un nuovo atto di diniego a fronte di una nuova istanza di concessione edilizia presentata dal signor Enrico Bucciero nella qualità di erede della signora Cammarano. Il diniego era motivato in funzione del contrasto dell’iniziativa edificatoria con le norme tecniche di attuazione vigenti all’epoca di presentazione della domanda (per eccesso di volume e per la destinazione d’uso dell’immobile) e con quelle in vigore all’atto del provvedimento negativo (per mancanza del lotto minimo). Con decisione n. 6052 del 16 settembre 2004 /2004 il Consiglio riteneva l’atto da ultimo menzionato elusivo del giudicato formatosi sula decisione n. 1351/2005, osservando, per un verso, che l’amministrazione comunale non avrebbe potuto prescindere dalla qualificazione della zona come di completamento, qualificazione sancita proprio dalla precedente decisione da eseguire; e, per altro verso, che non erano opponibili, alla stregua di un collaudato canone giurisprudenziale, le normative di piano sopravvenute alla notificazione della stessa decisione n. 1351/1995. Con Ordinanza 7 ottobre 2005, n. 1269 il Comune respingeva, ancora una volta, l’istanza di concessione edilizia. Con le decisioni n. 2777 del 13 gennaio 2006 e n. 6293 del 27 ottobre 2006 il Consiglio di Stato accoglieva i ricorsi proposti dal sig, Bucciero e ordinava al Commissario ad acta nelle more nominato l’adozione della concessione edilizia richiesta dal ricorrente secondo i parametri previsti per le zone D di completamento di cui all’art. 9 del p.r.g. vigente alla data del 26 settembre 1995. Con provvedimento del 18 giugno 2010 il Commissario ad acta rilasciava un permesso di costruire in accoglimento di una richiesta presentata dal sig. Bucciero finalizzata alla costruzione di 74 unità abitative a schiera di due coprpi di fabbrica uniti tra loro per una cubatura complessiva pari a 19.836,38 mc.. 2.Con il ricorso in epigrafe specificato i ricorrenti, nella qualità di soggetti residenti nella zona interessata dall’interevento edilizio in esame propongono, al tempo stesso, opposizione di terzo avverso la decisione n. 1351/2005 di questo Consiglio e domanda di annullamento del permesso di costruire adottato dal Commissario ad acta. Si sono costituiti i in giudizio il Comune di Roma, il sig. Bucciero e la Lucot s.r.l. Le parti hanno affidato al deposito di apposite memorie l’ulteriore illustrazione delle rispettive tesi difensive.