GLI INCARICHI ESTERNI SECONDO LA MAGISTRATURA CONTABILE



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AFFIDAMENTO INCARICHI A UN RAGGRUPPAMENTO DI PROFESSIONISTI



































































































Regolamenti consulenze Deliberazione n. 37/2008   REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                                      Presidente (relatore) dott. Antonio Caruso                                      Consigliere dott. Giorgio Cancellieri                                           Consigliere dott. Giancarlo Penco                                       Consigliere dott. Giancarlo Astegiano                                                I° Referendario dott. Gianluca Braghò                                                  Referendario dott.ssa Alessandra Olessina                                      Referendario dott. Massimo Valero                                                      Referendario   nell’adunanza del 4 marzo 2008   Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, commi da 54 a 57 Premesso in fatto   La legge finanziaria per il 2008 (l. 24 dicembre 2007, n. 244) nel dettare regole alle quali gli enti locali debbono conformarsi per il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio e di ricerca nonché di consulenze a soggetti estranei all’amministrazione, ha previsto la necessaria emanazione da parte di ciascun ente locale di norme regolamentari in materia, il cui testo deve essere trasmesso alla competente Sezione regionale della Corte dei conti entro trenta giorni dall’adozione, anche nell’ipotesi di modifiche future a testi già approvati. Molti Comuni, in adempimento dell’obbligo previsto dall’art. 3 comma 57 della l. n. 244/2007, hanno trasmesso e continuano a trasmettere le norme regolamentari di che trattasi. Il sommario esame dei testi pervenuti ha fatto emergere numerosi problemi interpretativi, in gran parte coincidenti o sovrapponibili e la cui soluzione necessariamente darebbe luogo a fasi interlocutorie di riesame da parte dell’ente. In tale situazione questa Sezione ritiene che risponda a criteri di più proficua collaborazione con gli enti interessati individuare ed esternare in un unico documento complessivo tutti i problemi interpretativi che a suo avviso emergono dalle disposizioni recate in materia della legge finanziaria 2008 e che incidono sull’esercizio delle funzioni della Corte. La Sezione ritiene che lo strumento della delibera di principi, come tale generale ed astratta e non rapportata a casi concreti, sia consentita quale forma di collaborazione efficace prevista dell’art. 7, comma 8 della legge 131/2003. La Sezione ritiene inoltre opportuno restituire a ciascun ente il testo regolamentare trasmesso in modo da consentire il riesame delle disposizioni adottate alla luce dei principi fissati con la presente deliberazione e provvedere al necessario inoltro a questa Sezione. La presente deliberazione va indirizzata, pertanto, sia al Consiglio comunale/provinciale, naturale interlocutore della Sezione, sia al Sindaco del Comune od al Presidente della Provincia, in relazione all’esercizio dei poteri regolamentari conferiti alla Giunta in materia di uffici e servizi.   Considerato in diritto   1. L’art. 3, commi da 54 a 57, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha fissato regole di carattere procedimentale e sostanziale alle quali gli enti locali debbono conformarsi per il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio e di ricerca nonché di consulenze a soggetti estranei all’amministrazione. Le disposizioni vanno inserite ed integrate nel preesistente complesso normativo che disciplina la materia per delineare un quadro degli adempimenti a carico degli enti conferenti. 2. Il dato di maggiore rilievo della disciplina dettata dalla legge finanziaria 2008 è, da una parte, l’obbligo di normazione regolamentare dei limiti, criteri e modalità di affidamento degli incarichi di cui sopra nonché del tetto di spesa annua, dall’altro la subordinazione del conferimento dell’incarico e delle consulenze ad un documento programmatico approvato dal Consiglio. Le disposizioni operano su piani diversi. Le norme regolamentari dettano una disciplina generale ed astratta per l’affidamento dell’incarico, disciplina alla quale deve uniformarsi ciascun provvedimento in concreto adottato dall’amministrazione. Il primo contenuto precettivo del comma 56 dell’art. 3 della legge finanziaria per il 2008 è l’obbligo, posto in capo all’ente locale, di dettare norme regolamentari compiute in materia (debbono essere infatti fissati limiti, modalità e criteri per l’affidamento dell’incarico o della consulenza). Prima della emanazione del citato comma 56 art. 3 legge 244/2007 non necessariamente l’ente locale era munito di una disciplina regolamentare degli incarichi. E’ sufficiente ricordare in proposito il quarto comma dell’art. 89 del T.U.E.L. L’adozione delle norme regolamentari deve avvenire nel rispetto delle competenze e delle procedure previste dal T.U.E.L. Va allora posta in evidenza l’autonomia statutaria degli enti locali, con la conseguenza che lo statuto è il punto di riferimento primario nell’adozione dei regolamenti, sia per quanto riguarda la dislocazione delle competenze per la loro emanazione, sia per quanto riguarda i principi ai quali deve conformarsi il testo normativo. In mancanza di norme statutarie derogatorie la competenza ad adottare regolamenti degli uffici e dei servizi appartiene alla Giunta, nel rispetto però dei criteri generali stabiliti dal consiglio (art. 48, terzo comma, ed art. 42, secondo comma, lett. a del T.U.E.L.) Altro punto di riferimento relativamente al contenuto delle nor......