I COMUNI DIFENDONO LE LORO PREROGATIVE COSTITUZIONALI



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Possibile ordinare la chiusura anticipata anche per un singolo esercizio



































































































I COMUNI DIFENDANO LE LORO PREROGATIVE COSTITUZIONALI I COMUNI DIFENDANO LE LORO PREROGATIVE COSTITUZIONALI       Ancora una volta il Governo vara un provvedimento che esautora gli Enti locali sulla questione nodale del controllo urbanistico del territorio. Il D.lgs. 4-9-2002, n. 198 detta “Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell’art. 1, comma 2, della legge n. 443/2001” (G.U. n. 215 del 13-9-2002, pag. 4). Titolo innocente, che nasconde – però – norme gravemente lesive per l’autonomia degli Enti locali: l’art. 3, al comma 2 toglie loro, d’un sol colpo, ogni possibilità di controllo del territorio in materia di collocazione di torri e tralicci relativi alle reti di televisione digitale terrestre ed alle antenne per telefonia mobile. Oltre il danno, anche la beffa: il comma 3 afferma che le infrastrutture di telecomunicazione “sono assimilate, ad ogni effetto, alle opere di urbanizzazione primaria”! Molti Comuni, di fronte alle frequenti richieste degli operatori di telecomunicazioni, si erano dotati di appositi regolamenti, così da avere uno strumento urbanistico che definisse le localizzazioni entro le quali collocare le infrastrutture a supporto delle antenne. Si badi bene, il regolamento fissava limiti e ubicazioni, non riferendosi tanto a possibili danni alla salute dei cittadini da eventuali radiazioni, quanto a valutazioni urbanistiche e di impatto ambientale. Il Governo, invece di affrontare il problema con i Comuni e le loro associazioni, trovando soluzioni che evitassero dinieghi immotivati o lungaggini nel rilascio delle autorizzazioni, ha preferito tener conto solo degli interessi degli operatori di telecomunicazione, dimenticando tutta la legislazione urbanistica e, cosa più grave, la stessa Costituzione. Paradossalmente potrà accaderci di vedere antenne issate sugli edifici attorno alla piazza del Campo a Siena, o sulla punta della Dogana a Venezia. Contro il disprezzo che lo Stato mostra nei confronti degli Enti locali è auspicabile che i Comuni reagiscano con decisione, altrimenti si instaurerà impunemente un costume che ridurrà le Autonomie a istituzioni residuali nel quadro costituzionale. Siamo certi che i Sindaci, consultando i loro legali, sapranno reagire con determinazione a queste “invasioni di campo” per evitare di essere, a poco a poco, totalmente esautorati. ......