ICI NUOVE TARIFFE D'ESTIMO: NESSUN RECUPERO SUL PREGRESSO?



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Appalto concorso: lecite le richieste al vincitore di modifiche al progetto



































































































Circolare del 19/09/2002 n Circolare del 19/09/2002 n. 7 Dipartimento delle Politiche Fiscali - Federalismo Fiscale   Oggetto:Modificazioni delle   tariffe  d'estimo  delle  unita'  immobiliari  urbane  a destinazione ordinaria  stabilite  con  decreto ministeriale 6 giugno 2002, n. 159, adottato  ai  sensi  dell'art. 9, comma 11, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.  Efficacia  delle tariffe d'estimo ai fini dell'ICI. Art. 74, comma 6, della legge 21 novembre 2000, n. 342.(Documento in fase di trattamento redazionale.)Testo:          Nel supplemento  ordinario  n.  153/L alla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29  luglio  2002,  e'  stato  pubblicato  il decreto ministeriale 6 giugno 2002, n.   159,   con   cui   e'   stato  approvato  il  "Regolamento  recante determinazione delle  tariffe  d'estimo  e delimitazione delle zone censuarie, in attuazione  dell'articolo  9,  comma  11  della  legge 28 dicembre 2001, n. 448."                             Quest'ultima norma   ha   previsto   che  con  decreto  ministeriale venissero stabilite  le  nuove  tariffe  d'estimo  conseguenti  all'attuazione delle decisioni  delle  commissioni  censuarie provinciali e della commissione censuaria centrale.                                                                     Le disposizioni  del  decreto  ministeriale in esame interessano 268 comuni che  hanno  presentato  ricorso, con esito favorevole, alle commissioni censuarie a  norma  dell'art.  49,  comma 13, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Questa  norma  aveva  concesso  agli enti locali che non lo avevano fatto in precedenza,  la  possibilita'  di  presentare  ricorso  avverso  le tariffe d'estimo e  le  rendite vigenti, in relazione ad una o piu' categorie o classi e all'intero  territorio  comunale  o a porzioni del medesimo, nonche' avverso la delimitazione  delle  zone  censuarie.  Il ricorso doveva essere presentato entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge in esame.                       Al fine  di  fornire  chiarimenti  in  ordine  ai  problemi connessi all'applicazione delle  nuove  tariffe d'estimo, sembra opportuno ripercorrere preliminarmente l'evoluzione normativa che ha interessato la materia.                                                                                       1. L'evoluzione normativa.                                                              L'art. 2,  del  d.l.  23 gennaio 1993, n. 16, convertito dalla legge 24 marzo  1993,  n.  75, nel dettare i criteri per la revisione generale delle zone censuarie,   delle   tariffe   d'estimo,   delle   rendite  delle  unita' immobiliari urbane  e  dei criteri di classamento, ha stabilito che fino al 31 dicembre 1993  restavano  in  vigore  e  continuavano ad applicarsi le tariffe d'estimo e   le  rendite  gia'  determinate  in  esecuzione  del  decreto  del Ministro delle  finanze  del  20  gennaio  1990.  E'  bene  rammentare  che la validita' di  dette  tariffe  e'  stata ulteriormente prorogata con il d.l. 28 maggio 1995,  n.  250,  convertito  dalla  legge  8 agosto 1995, n. 349, al 31 dicembre 1996,  mentre  l'art.  3,  comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ha  espressamente  stabilito  che  "Fino  alla  data di entrata in vigore delle nuove   tariffe  d'estimo  le  vigenti  rendite  catastali  urbane  sono rivalutate del  5  per  cento  ai fini dell'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili e di ogni altra imposta."                                                Occorre sottolineare  che  i  comuni,  ai  sensi  del citato art. 2, comma 1-bis  del  d.l.  n.  16  del 1993 erano legittimati a proporre ricorso, entro quarantacinque  giorni  dalla  data  di entrata in vigore della legge di conversione n.  75  del  1993,  presso  le  commissioni censuarie provinciali, avverso le  tariffe  d'estimo e le rendite vigenti, in relazione ad una o piu' categorie o   classi  e  all'intero  territorio  comunale  o  a  porzioni  del medesimo, nonche'   avverso   la   delimitazione   delle  zone   censuarie.  Il successivo comma  1-ter,   consentiva  inoltre  di proporre ricorso avverso la decisione di   detti  organi,  entro  trenta  giorni,  presso  la  commissione censuaria centrale,  mentre  il  comma  1-quater,  stabiliva  che  in  caso di mancata decisione  i  suddetti  ricorsi  dovevano  considerarsi accolti. Vi e' poi da  aggiungere  che  le  tariffe e le rendite determinate in esito a detti ricorsi, a  norma  del  comma 1 dell'art. 2 in esame, "si applicano per l'anno 1994; tuttavia  ai  soli  fini  delle  imposte  dirette...si  applicano  dal 1 gennaio 1992  nei  casi  in  cui  risultino di importo inferiore rispetto alle tariffe d'estimo  "