ICI: TERRENO AGRICOLO "SVANTAGGIATO"



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PARTECIPAZIONE DELLE FONDAZIONI ALLE GARE



































































































Corte di cassazione - Sezione Tributaria civile - Sentenza 10 febbraio-20 marzo 2009 n Corte di cassazione - Sezione Tributaria civile - Sentenza 10 febbraio-20 marzo 2009 n. 6808   Presidente Merone - Relatore Sotgiu   SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La Commissione Tributaria Regionale della Lucania, con sentenza 20 febbraio 2006, ha accolto l’appello del Comune di Bernalda avverso la sentenza di primo grado, che aveva riconosciuto dovuto il rimorso dell’ICI pagata da Du. Fr. in relazione a terreni che seppur non ricompresi nelle zone montani e collinari di cui alla Legge 27/12/1977 n. 984, erano qualificabili come ≪zone svantaggiate ≫ in base alla normativa comunitaria. La Commissione Regionale ha invece escluso che possa riconoscersi l’esenzione ICI, ai sensi della Legge n. 504 del 1992, articolo 7, lettera H) a terreni non ricadenti in area montana o di collina, come delimitati dalla Legge n. 984 del 1977, articolo 15. Du. Fr. chiede la cassazione di tale sentenza sulla base di due motivi illustrati da memoria. Il Comune di Bernalda resiste con controricorso e memoria. MOTIVI DELLA DECISIONE Col primo motivo di ricorso il Du. deduce la violazione degli articoli 11 (come modificato, dal Decreto Legge n. 44 del 2005, articolo 3-bis) e del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 12, sostenendo il difetto di rappresentanza del Comune in giudizio, avendo il Sindaco delegato tali poteri ad un funzionario, sebbene la delibera di Giunta autorizzasse il Sindaco, e non altri, a stare in giudizio. Il motivo non e fondato e va rigettato, con conseguente risposta affermativa al quesito posto dal ricorrente e cosi formulato: ≪nel contenzioso tributario il potere di rappresentare e difendere l’Ente locale puo, in assenza di espressa delibera di Giunta, essere conferito dal Sindaco a funzionario non titolare della posizione organizzativa in cui e inserito l’ufficio tributi?≫. Nella formula relativa alla rappresentanza del Comune in giudizio, contenuta nell’epigrafe dell’atto di appello e riportata nel ricorso, si legge infatti che il Comune si costituisce in persona del Sindaco, ing. Re. Fr., in virtu di autorizzazione alla costituzione in giudizio resa con Delib. G.C. 30 giugno 2005, n. 122, rappresentato e difeso, nella presente procedura, dalla D.ssa Za. Lu., delegata con provvedimento ad hoc. Da tale formula si evince chiaramente che resta immutata la rappresentanza  del Comune in capo al Sindaco ai sensi del Decreto Legislativo n. 267 del 2000, articolo 50, mentre la difesa tecnica viene dallo stesso Sindaco delegata alla funzionaria responsabile degli Affari Legali del Comune. Il Decreto Legislativo n. 44 del 2005, articolo 3-bis, convertito nella Legge n. 88 del 2005, impropriamente richiamato dal ricorrente, si riferisce ad altra ipotesi, e cioe alla rappresentanza legale del Comune interamente affidata, in deroga al cit. articolo 50, al Dirigente dell’ufficio tributi, o ad altri dirigenti, ipotesi estranea alla fattispecie in esame. Col secondo motivo, adducendo violazione del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 7 lettera H), Legge n. 984 del 1977, articolo 15, Decreto Legislativo n. 146 del 1997, articolo 2; articolo 3 Direttiva UE 75/268/CEE; articolo 53 Cost., nonche vizio di motivazione della sentenza impugnata, il ricorrente sostiene che tutto il comprensorio del Comune di (OMESSO) va considerato zona svantaggiata ai sensi dell’articolo 3 della Direttiva UE 75/268/CEE, e delle successive decisioni della Commissione Europea del 13 e 20 dicembre 1988 che hanno incluso nel perimetro svantaggiato tutto il territorio comunale e non soltanto ai fini contributivi, ma anche con riferimento ai tributi, essendo analoghi i presupposti dell’imposizione. Peraltro anche la Corte Costituzionale aveva riconosciuto, con la sentenza 370/85 che l’esenzione ICI non poteva essere limitata ai terreni montani sopra una certa altitudine. Sono quindi intervenute sia la Legge n. 67 del 1988, che ha esteso territorialmente l’esenzione, sia una Delib. CIPE 28 giugno 1990, che ha tuttavia riconosciuto lo svantaggio per una parte del territorio considerato dalle Delibere CEE, mentre soltanto con la Delib. CIPE 25 maggio 2000 - che ha fatto seguito alla riclassificazione delle zone svantaggiate di cui al Decreto Legislativo n. 146 del 1997, l’assimilazione delle aree di montagna e delle zone svantaggiate e divenuta totale. Il richiamo operato dall’articolo 7, lettera H, della normativa ICI alla Legge n. 984 del 1977, dovrebbe ritenersi pertanto soltanto formale, perche l’evoluzione normativa equipara zone di montagna e zone agricole svantaggiate, eliminando il riferimento alle colline, tant’e che la Delib. CIPE del 1990 ricomprende nel territorio svantaggiato zone di pianura attigue a quelle del ricorrente, con sperequazione evidente fra i vari proprietari. Anche il Comune di Bernalda avrebbe peraltro riconosciuto la illegittimità della Delibera CIPE applicativa soltanto parzialmente della Direttiva CEE n. 268 del 1975. Il Du. formula dunque, ai sensi dell’articolo 366-bis c.p.c., i seguenti quesiti di diritto: 1) se l’esenzione dall’imposta ICI Decreto Legislativo n. 504 del 1992, ex articolo 7 lettera H, operata con riferimento alla delimitazione ai sensi della Legge n. 984 del 1977, articolo 15, includa terreni ricadenti in zone svantaggiate, normativamente individuate con riguardo ai medesimi criteri di cui alla Legge n. 984 del 1977; 2) se sia viziata la sentenza impugnata che non ha tenuto conto che i terreni del ricorrente ricadevano nella zona svantaggiata rappresentata dal territorio del Comune di (OMESSO), e siano dunque esenti da ICI, ai sensi della delimitazione operata dal Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 7, lettera H). Anche tale motivo e infondato, dovendosi dare risposta negativa al quesito sopra riportato. Premesso che in materia di agevolazioni fiscali non sono consentite analogie (Cass. 597l/02), l’esenzione dal tributo ICI prevista per le aree montane e collinari, normativamente delimitate secondo quanto previsto dalla Legge n. 984 del 1977, secondo l’individuazione che di tali terreni compiono le commissioni censuarie centrali (Cass. 10471/2002), non puo essere estesa a zone agricole dichiarate svantaggiate ad altri fini, quali quello riferibili ad una riduzione (e non alla totale esenzione) del pagamento dei contributi unificati in agricoltura, rispetto ai quali si sono susseguite vari interventi agevolativi, la cui autonomia e stata posta in luce dalla Corte Costituzionale (sent. 254/1989), senza che peraltro possa incidere sulla problematica dedotta col presente ricorso la sentenza n. 370 del 1985 della Corte Costituzionale, che si e limitata a risolvere la questione di legittimita di un regime contributivo differenziato sulla base del mero livello altimetrico dei territori, senza esaminare alcun altro profilo relativo alle zone agricole svantaggiate (Cass. 10471/2002 cit.) di cui alla Direttiva Comunitaria 75/268, alla Delib. CIPE 28 giugno 1990, come successivamente integrata e alla Decreto Legislativo 146 del 1997, norme tutte volte a ridefinire il reddito agrario in funzione soggettiva, ai fini del calcolo ......