IL CONCESSIONARIO E' AGENTE CONTABILE



(continua a leggere)


FIRMA A STAMPA: ACCERTAMENTO TARSU VALIDO



































































































REPUBBLICA ITALIANA 434/2008 A       REPUBBLICA ITALIANA  434/2008 A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI Sezione Prima Giurisdizionale Centrale - composta dai Magistrati: Dott.           GIUSEPPE DAVID                             Presidente Dott.          DAVIDE MORGANTE                       Consigliere Rel. Dott.  ROCCO DI PASSIO                            Consigliere Dott.  CRISTINA ZUCCHERETTI               Consigliere Dott.  RITA LORETO                                    Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio d’appello in materia di responsabilità contabile, iscritto al n. 26817 del Registro di Segreteria, proposto dal Procuratore Generale avverso la sent. n.897/05 in data 2 marzo –1 luglio 2005 della Sezione Giurisdizionale Regionale per l’Emilia Romagna, resa nel giudizio per resa di conto attivato dal Procuratore Regionale nei confronti della “Xxxxxxx S.p.a.” quale contabile del Comune di xxxxx.           Visti l’atto d’appello, la comparsa di costituzione e risposta, nonché gli altri atti e documenti della causa;            Uditi, alla pubblica udienza del 13 maggio 2008, il consigliere relatore Dott. Davide Morgante, l’Avv. Piero Paolo Lettieri, su delega dell’Avv. Maurizio Cimetti per la parte appellata, nonchè  il Pubblico Ministero nella persona del Vice Procuratore Generale Dott.ssa Maria Letizia De Lieto  Vollaro;           Ritenuto in FATTO           Con sentenza n.897/2005 la Sezione Giurisdizionale Regionale della Corte dei conti per l’Emilia- Romagna nel giudizio per resa di conto, n.l34870 R.G., istaurato dal Procuratore Regionale nei confronti della “Xxxxxxx S.p.a.” quale contabile del Comune di xxxxxxx , (M.), in relazione alla gestione delle entrate tributarie e delle altre entrate del Comune per l’esercizio finanziario 2002, ha respinto le domande del Requirente Contabile volte a sentirsi disporre la compilazione d’ufficio del conto (in ragione del non intervenuto adempimento) e la condanna della Concessionaria al pagamento, in favore del Comune, della prevista pena pecuniaria, nella misura ritenuta di ragione, oltre alle spese di giudizio.           La sentenza di rigetto è stata argomentata dalla Sezione Territoriale nel rilievo che il concessionario della riscossione delle entrate degli enti locali non sarebbe assoggettato all’obbligo di rendere il conto giudiziale della gestione di cui all’art.74 del R.D. n.2440/1923 in quanto l’at.25 del D.l.vo  13 aprile 1999, n.112 dispone che il Concessionario per le entrate statali, rende il conto giudiziale ai sensi del menzionato art.74 del R.D. n.2440/1923, mentre per le altre entrate rende un conto della gestione compilato, anche con l’utilizzo di sistemi informatici, con le modalità individuate con un decreto ministeriale (ancora non emanato).           Tale disposizione, secondo il Primo Giudice, conterebbe una deroga al principio di resa del conto giudiziale, da parte del Tesoriere e di ogni altro agente contabile, introdotto dall’art.58, co.2, della L.8 giugno 1980, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali), confermato dal D.L.vo 18 agosto 2000, n.267 (testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali).           Né tale deroga potrebbe ritenersi superata dalla disposizione dell’art.93 del citato D.L.vo n.267/2000 (recante quel generale obbligo di resa del conto giudiziale), dappoichè nella specie non potrebbe configurarsi un fenomeno di abrogazione implicita ex art.15 delle preleggi in quanto la legge posteriore, di carattere generale, non deroga, secondo i fondamentali canoni interpretativi, la legge speciale anteriore (a meno che non risulti una diversa volontà del legislatore nella specie non sussistente).           Ciò, tenuto, altresì conto che l’art. 128 della Cost. è stato espressamente abrogato dall’art.9, co.2, della Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3 (modifiche al titolo V della Parte Seconda della Costituzione) e della non incidenza di quanto disposto dall’art.1, co.3, della L.n.142/1990, ribadito dall’art.1, co.4, del D.Lgs. n.267/2000 ove prevede, ai sensi del citato art.128 Cost., il divieto delle leggi della Repubblica di introdurre deroghe al T.U. se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.           Avverso tale sentenza ha interposto appello il Procuratore Regionale, ritenendone l’illegittimità ed erroneità per i seguenti motivi: -      -         erronea interpretazione dell’art.25 del D.L.gs. n.112/1999, in quanto non sembra corretto ritenere che tra l’ordinamento delle autonomie locali e la disciplina della riscossione dei tributi intercorra il rapporto di specialità enunciato nella sentenza  impugnata (entrambe le leggi, secondo il Procuratore Regionale, debbono considerarsi speciali ed una di esse è rafforzata dalla clausola di abrogazione o deroga espressa).     Ne segue che l’art.25 del D.Lgs. n.112/1999 deve essere interpretato nel senso che il Concessionario della riscossione è tenuto a rendere il conto giudiziale anche per le entrate degli enti locali, ai sensi dell’art.58, co.2, della L.n.142/1990 e dell’art.93 del D.Lgs. n.267/2000 ed è soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti, in quanto tali disposizioni non sono derogate dallo stesso art. 25; -in subordine, ove si ritenesse di poter accedere all’interpretazione dell’art.25 data dalla sentenza appellata, si prospetta l’illegittimità costituzionale di tale norma per eccesso di delega in violazione dell’art. 76 della Cost., dappoichè  la L.28 settembre 1998, n.337 contenente delega al Governo per il riordino della disciplina relativa alla riscossione (in forza della quale è stato adottato il D.Lgs. n.112/1999, non contiene alcun criterio in ordine alle modalità di rendicontazione delle entrate riscosse dal concessionario ed alla giurisdizione della Corte dei conti.     Non può ritenersi che l’esonero del Concessionario dalla presentazione del conto giudiziale per le entrate degli enti locali costituisca un coerente sviluppo e completamento delle scelte espresse dal legislatore delegante e delle ragioni ad esse sottese (Corte Cost. sent.n.141 del 1993).     Chiede, pertanto, il Procuratore Regionale che, in accoglimento dell’appello, venga dichiarato l’obbligo del Concessionario alla resa del conto giudiziale delle entrate degli enti locali e la sua soggezione alla giurisdizione  della Corte dei conti e che, in riforma della sentenza impugnata, tale agente contabile venga condannato al pagamento della pena pecuniaria ritenuta di ragione, oltre alle spese del giudizio, nonché disposta la compilazione del conto d’ufficio ed a spese del contabile ex art.46 del R.D. n.1214/1934.     In subordine, il Procuratore Regionale chiede che alla Corte Costituzionale venga rimesso il giudizio di costituzionalità sull’art.25 del D.Lgs. n.112/1999 per i motivi sopra esposti.     A seguito dell’appello la Concessionaria Xxxxxxx S.p.a. si è costituita in giudizio con apposita comparsa, rappresentata e difesa dagli Avvocati Maurizio Cimetti e Giuseppe Pare......