IL DIRETTORE GENERALE NON PUO' ESSERE ESTERNO



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SEGRETARI: DURATA DELLA PERMANENZA NELLA PRIMA SEDE DI DESTINAZIONE



































































































Delibera n Delibera n. 24/2006/par Deliberazione n. 24/pareri/2006   REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA     composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                                       Presidente dott. Antonio Caruso                                        Consigliere dott. Giorgio Cancellieri                                    Consigliere dott. Giuliano Sala                                           Consigliere dott. Giancarlo Penco                                       Consigliere (Relatore) dott. Giancarlo Astegiano                                  Referendario dott. Alessandra Sanguigni                                Referendario nell’adunanza del 17 novembre 2006 Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la deliberazione n. 1/pareri/2004 del 3 novembre 2004 con la quale la Sezione ha stabilito i criteri sul procedimento e sulla formulazione dei pareri previsti dall’articolo 7, comma 8, della legge n. 131/2003; Vista l’ordinanza n. 12/Pareri/2006 del 14 novembre ’06 con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’adunanza odierna per deliberare sulla richiesta del Sindaco del Comune di Varese (Va); Udito il relatore, Cons. Giancarlo Penco; Premesso   Con nota n. 48130 del 26 ottobre 2006, pervenuta a questa Sezione Regionale di Controllo in data 30 ottobre 2006 il Sindaco del Comune di Varese ha chiesto un parere in ordine alla possibilità da parte del Comune di conferire l’incarico di direttore generale ad un soggetto esterno, regolando il relativo rapporto mediante contratto di lavoro autonomo e se il relativo compenso debba rientrare tra gli atti di spesa soggetti alla disciplina di cui all’art. 1, comma 173 della legge 266/2005.   Considerato   La richiesta di parere formulata dal Sindaco di Varese è intesa ad avvalersi della facoltà prevista dall’art. 7, comma 8 della legge 131/03 la quale dispone che gli Enti Locali possano chiedere alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti “pareri in materia di contabilità pubblica”. La Sezione è chiamata, preliminarmente, a pronunciarsi sull’ammissibilità della richiesta con riferimento  alla verifica dell’esistenza  dei presupposti previsti dalla sopracitata normativa, secondo i parametri definiti dalla deliberazione n.1 del 4 novembre 2004, di questa Sezione. Sotto tali profili la richiesta del Comune di Varese, sottoscritta dal Sindaco, presenta i requisiti per essere ritenuta ammissibile.   Così come si può ritenere accoglibile la richiesta, avuto riguardo alla materia contabile, in quanto volta ad acquisire una interpretazione della Sezione su norme del TUEL che attengono alla natura del rapporto di lavoro  da attribuire agli  incarichi dirigenziali che ha indubbi riflessi su vincoli introdotti dalla legge finanziaria 2006 sulle varie categorie di spesa degli enti locali.  Ritenuto   L’art. 110 del TUEL, riprende la portata dell’art. 19, comma 6° del D.Lgs.vo 165/2001 e disciplina, per gli Enti Locali, le modalità per il conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente, di diritto privato. Salvo il caso di collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità previste nel sesto comma dello stesso articolo, gli incarichi sono riferiti alla copertura di posti  di responsabilità  dei servizi o degli uffici, e quindi da ricondurre nell’ambito  del rapporto di lavoro dipendente. Va peraltro osservato che il contratto d’opera di cui all’art. 2222 del codice civile proprio perché esclude il vincolo di subordinazione non è compatibile con l’inquadramento nella struttura organizzativa dell’Ente locale. Ed in tale ottica va collocata la figura del Direttore Generale, sia che provenga dall’interno che dall’esterno, che deve essere incardinata nello schema organizzativo del Comune. Infatti, secondo quanto dispone l’art. 108 del TUEL, il direttore generale sovrintende alla gestione dell’Ente, deve dare attuazione agli indirizzi ed obiettivi degli organi di governo, predispone il piano dettagliato degli obiettivi e la proposta di piano esecutivo di gestione. A tali fini i dirigenti del Comune rispondono al Direttore Generale. Trattandosi di attività tipiche della funzione dirigenziale del massimo vertice dell’Ente, si ritiene pertanto che il Comune non possa conferire un incarico di direttore generale mediante rapporto di lavoro autonomo. Infine, per quanto attiene al computo della retribuzione attribuita al direttore generale si ritiene che non vi sia alcun dubbio sull’inserimento di detta voce tra le componenti che concorrono a determinare il costo del personale ai sensi dell’art.. 1, comma 198 e seguenti della legge 266/2005 e quindi che la stessa voce sia da escludere dai provvedimenti di spesa di cui all’art. 1 comma 173 della legge 266/05, per i quali questa Sezione ha avuto modo di pronunciarsi con deliberazione n. 11/2006.