IL LEGITTIMA DELIBERAZIONE CHE AUTORIZZA UNA SPESA EX-POST



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Trattamento fiscale preparazione pasti per latri enti pubblici



































































































REPUBBLICA    ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Sezione Prima ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 982 del 1991 proposto dal Comune di Putignano, in persona del Sindaco pro tempore,  rappresentato e difeso dall’Avv. Mario Cardinale, ed elettivamente domiciliato in Bari, alla Piazza Luigi di Savoia n. 37 (studio Avv. Scattarelli);   CONTRO Regione Puglia – Sezione Provinciale di controllo sugli atti degli enti locali, in persona del Presidente pro tempore,  rappresentata e difesa dall’Avv. Giuseppe Iannone, presso il quale è elettivamente domiciliata in Bari, alla Piazza Garibaldi n. 27;   per l’annullamento della decisione negativa di controllo prot. n. 919, resa nella seduta del 5/2/1991, sulla deliberazione n. 164 adottata dal Consiglio comunale di Putignano in data 22/12/90, recante ad oggetto “liquidazione fatture a sanatoria”. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio della Regione Puglia – Sezione Provinciale di controllo sugli atti degli enti locali; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla pubblica udienza del 15.5.2002, il Ref. Stefano Fantini; Udito l’Avv. Cardinale per il Comune ricorrente e l’Avv. Langiulli, in sostituzione dell’Avv. Iannone, per l’Amministrazione resistente. Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. F A T T O Con atto notificato in data 11/4/1991 e depositato il successivo 3/5 il Comune di Putignano ha impugnato la decisione negativa di controllo prot. n. 919 del 5/2/91 adottata dal CO.RE.CO. in ordine alla deliberazione n. 164 in data 22/12/90 del Consiglio comunale, avente ad oggetto “liquidazione fatture a sanatoria”. Premette il Comune esponente che con la delibera consiliare annullata dall’organo tutorio aveva inteso fornire un supporto provvedimentale anche alle piccole spese economali, trovanti copertura nei singoli capitoli di bilancio, accorpandole in un unico atto deliberativo adottato in occasione della chiusura dei conti alla fine dell’anno, nell’incertezza derivante dalla nuova disciplina di contabilità introdotta dalla legge 24/4/1989, n. 144, nonché dalla legge 8/6/1990, n. 142. La deliberazione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, con l’espressa attestazione di copertura finanziaria della spesa assunta, e con parere di regolarità tecnica e contabile ai sensi dell’art. 53 della legge n. 142/90. Lamenta parte ricorrente che la decisione negativa di controllo viene a determinare un’anomala situazione di “debiti fuori bilancio”, impedendo il regolare pagamento con i fondi presenti in bilancio. Deduce a fondamento del ricorso i seguenti motivi di diritto : 1) Eccesso di potere (errata e falsa individuazione dei presupposti di fatto e di diritto). L’organo di controllo non ha compreso che le spese indicate nella delibera consiliare annullata non possono ritenersi fuori bilancio, trovando le medesime integrale copertura finanziaria nei corrispondenti capitoli del bilancio di competenza del 1990, tanto che non vi è stata la necessità di provvedere ad alcuna variazione. Tale erronea presupposizione può verosimilmente discendere dal fatto che all’atto controllato è stata attribuita la qualificazione di “sanatoria”, con tale termine intendendosi peraltro solamente evidenziare l’urgenza dell’iscrizione in bilancio della spesa, stante l’imminente chiusura dell’esercizio finanziario in corso. 2) Violazione di legge (errata applicazione ed interpretazione dell’art. 23, III comma, del D.L. 2/3/1989, n. 66). Violazione di legge (mancata applicazione dell’art. 29, lett. d) della L.R. n. 25/1985). Eccesso di potere (difetto di istruttoria). L’art. 23 del D.L. n. 66/1989 non è applicabile alla presente fattispecie, caratterizzata da un provvedimento di autorizzazione della spesa nei limiti della capienza di bilancio, e non già di pagamento di debiti fuori bilancio. Va inoltre considerato che le spese indicate nell’allegato alla deliberazione consiliare sono chiaramente assimilabili alle spese economali, pur in mancanza di espressa specificazione da parte del Comune. Si è costituita in giudizio la Regione Puglia – Sezione Provinciale di controllo di Bari chiedendo la reiezione del ricorso. All’udienza del 15/5/2002 la causa è stata trattenuta per la decisione.  D I R I T T O I due motivi di ricorso possono essere trattati congiuntamente in quanto intimamente connessi, ed in rapporto di derivazione logica, deducendosi con il primo il vizio di eccesso di potere per falsa presupposizione, e con il secondo la violazione di legge (in particolare dell’art. 23, III comma, del D.L. 2/3/1989, n. 66, convertito, con modificazioni, nella legge 24/4/1989, n. 144), nella considerazione che l’erronea qualificazione della deliberazione consiliare, avente ad oggetto “liquidazione fatture a sanatoria”, abbia comportato l’applicazione di un regime normativo inconferente, con conseguente annullamento in sede di controllo. Le censure non sono suscettibili di positiva valutazione, e vanno pertanto disattese. Con la delibera in data 22/12/90 il Consiglio comunale di Putignano ha inteso autorizzare il pagamento di plurime fatture relative a servizi e forniture di merci, per un importo totale di lire 159.802.700, imputando la spesa agli indicati capitoli di bilancio dell’anno 1990. Nega il Comune ricorrente che tale adempimento fosse necessario, trattandosi di spese economali, per le quali non risulterebbe necessaria l’autorizzazione ai sensi del già citato art. 23 del D.L. n. 66/89; ad ogni modo il provvedimento annullato non concernerebbe il pagamento di debiti fuori bilancio, fattispecie cui si riferisce la norma da ultimo indicata. A parere del Collegio, l’assunto non è condivisibile. Principiando dalla seconda allegazione, che ha portata assorbente, giova precisare che l’art. 23, III comma, del D.L. n. 66/1989 prescriveva che “a tutte le amministrazioni provinciali, ai comuni ed alle comunità montane l’effettuazione di qualsiasi spesa è consentita esclusivamente se sussistano la deliberazione autorizzativa nelle forme previste dalla legge e divenuta o dichiarata esecutiva, nonché l’impegno contabile registrato dal ragioniere o dal segretario … sul competente capitolo di bilancio di previsione, da comunicare ai terzi interessati. Per quanto concerne le spese previste dai regolamenti economali l’ordinazione fatta a terzi deve contenere il riferimento agli stessi regolamenti, al capitolo di bilancio ed all’impegno. Per i lavori di somma urgenza l’ordinazione fatta a terzi deve essere regolarizzata improrogabilmente entro trenta giorni e comunque entro la fine dell’esercizio, a pena di decadenza”. E’ agevole inferire dal contenuto precettivo della norma che nessuna spesa può essere assunta a carico del bilancio degli enti locali se non preventivamente autorizzata, ed in presenza di un regolare impegno contabile, da comunicare ai terzi interessati. Va conseguentemente ritenuto, in difformità con quanto dedotto da parte ......