IL TAR LAZIO SUL CATASTO AI COMUNI



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N N. 04312/2010 REG.SEN. N. 08138/2007 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso n. 8138/2007 RG, proposto dalla Confederazione italiana della proprietà edilizia – CONFEDILIZIA, con sede in Roma, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Vittorio ANGIOLINI e Paolo PANARITI, con domicilio eletto in Roma, via Celimontana n. 38, contro - la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del sig. Presidente pro tempore, il MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, il MINISTERO DELL'INTERNO, il DIPARTIMENTO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE ed il DIPARTIMENTO PER I RAPPORTI CON LE REGIONI, in persona dei rispettivi sigg. Ministri pro tempore e l’AGENZIA DEL TERRITORIO, in persona del Direttore pro tempore, tutti rappresentati e difesi ope legis dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici si domiciliano in Roma, via dei Portoghesi n. 12 e - il COMUNE DI NIBBIANO (PC), in persona del sig. Sindaco pro tempore, non costituito nel presente giudizio e nei confronti di Associazione nazionale dei Comuni italiani – ANCI, con sede in Roma, in persona del legale rappresentante pro tempore, controinteressato, rappresentata e difesa dal prof. Vincenzo CERULLI IRELLI e dagli avvocati Harald BONURA ed Andrea MALTONI, con domicilio eletto in Roma, via Dora n. 1 e con l'intervento di ad adiuvandum: - della Federazione italiana Agenti immobiliari professionali – FIAIP, con sede in Roma e della Associazione nazionale tra le società di promozione e sviluppo immobiliare – ASPESI, con sede in Milano, in persona dei rispettivi rappresentanti pro tempore, rappresentate e difese dall'avv. Francesco TALLARICO, con domicilio eletto in Roma, piazza Istria n. 2, - dell’Associazione nazionale degli utenti dei Servizi pubblici – ASSOUTENTI, con sede in Roma, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Benito PANARITI, con domicilio eletto in Roma, via Celimontana n. 38, - della Libera associazione degli amministratori immobiliari – GESTICOND, con sede in Roma, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Sofia PASQUINO, con domicilio eletto in Roma, via dell'Acqua Bulicante n. 435 e - dell’Istituto italiano di valutazione immobiliare – ISIVI, con sede in Milano, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Raffaele Mario VAVALÀ e Maria Ida OREFICE, con domicilio in Roma, Circ.ne Clodia n. 36, per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, A) – del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 14 giugno 2007, recante il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni di cui all'art. 1, c. 197 della l. 27 dicembre 2006 n. 296; B) – ove occorra, del protocollo d’intesa tra l’Agenzia del territorio e l’ANCI in data 4 giugno 2007; C) – nonché d’ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio delle Amministrazioni statali intimate e della controinteressata ANCI, nonché degli interventori ad adiuvandum Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del 27 gennaio 2010 il Pres. (f.f.) dott. Silvestro Maria RUSSO e uditi altresì, per le parti, il prof. CERULLI IRELLI, gli avvocati ANGIOLINI, PANARITI (anche per delega dell’avv. Benito PANARITI), BONURA e MALTONI; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:   FATTO La Confederazione italiana della proprietà edilizia – CONFEDILIZIA, con sede in Roma, rende noto che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 giugno 2007, s’è attuato il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni, in applicazione dell’art. 1, c. 197, della l. 27 dicembre 2006 n. 296. La CONFEDILIZIA si grava allora avverso detto decreto innanzi a questo Giudice, con il ricorso in epigrafe, deducendo vari profili di censura. Lamenta anzitutto la ricorrente che il citato DPCM avrebbe illegittimamente realizzato il decentramento delle funzioni catastali trasferendole dallo Stato ai Comuni, per come a suo tempo già previsto dagli artt. 65 e 66 del Dlg 31 marzo 1998 n. 112 (poi novellato appunto dalla l. 296/2006), manifestando un’evidente difformità rispetto alla fonte primaria. Tanto nella considerazione che l’impugnato DPCM, ponendosi anche in contrasto con la novella recata dalla l. 296/2006 al Dlg 112/1998, ha finito con l’attribuire ai Comuni la decisione e la responsabilità (intesa nel senso di competenza) definitiva per l’adozione degli atti inerenti all’estimo degli immobili. Dal che, come s’evincerebbe, a detta della ricorrente, pure dal protocollo d’intesa intervenuto tra l’Agenzia del territorio e l’ANCI in data 4 giugno 2007 (gravato anch’esso in questa sede), l’arretramento dell’Agenzia stessa alle sole competenze di mero controllo e di stima dell’efficienza dell’attività dei Comuni in materia, competenti adesso sugli atti incidenti sulla stima dei singoli immobili come il classamento <<… comprese le attività di irrogazione di sanzioni e di gestione del contenzioso…>> (cfr. pagg. 8/9 del ricorso introduttivo). La ricorrente si duole altresì di vari altri profili sul procedimento di formazione dell’impugnato DPCM. Resistono in giudizio le Amministrazioni statali intimate, che eccepiscono in primo luogo il difetto di legittimazione a ricorrere in capo alla CONFEDILIZIA e, nel merito, l’infondatezza della pretesa attorea. Intervengono nel presente giudizio, ad adiuvandum, altre associazioni ed enti esponenziali, in varia guisa sostenendo l’ ineluttabile “smembramento” della funzione catastale a causa del DPCM impugnato che determinerebbe un esercizio con modalità differenziate da Comune a Comune, con irragionevoli e costituzionalmente dubbie (disparità di trattamento) ripercussioni sui criteri di computo della base imponibile ai fini ICI. Con sentenza n. 4259 del 15 maggio 2008, la Sezione ha accolto la domanda attorea, annullando gli atti impugnati. Tuttavia, l’ANCI, non intimata nel giudizio di prime cure, s’è appellata nei confronti della sentenza n. 4259/2008, sicché il Consiglio di Stato (sez. IV), con decisione n. 2174 del 7 aprile 2009, l’ha annullata con rinvio <<… affinché –previa integrazione del contraddittorio da parte dell’ originaria ricorrente– il ricorso sia deciso dal TAR in composizione diversa…>>. In data 25 settembre 2009 la ricorrente ha notificato il gravame introduttivo a tutte le parti, compresa l’ANCI, riassumendo la causa con atto depositato il 2 ottobre 2009. Con memoria del 6 ottobre successivo, la controinteressata ANCI s’è costituita nel presente giudizio, deducendo sia l’inammissibilità del ricorso in epigrafe per difetto d’interesse e di legittimazione ad agire, sia, nel merito, l’infondatezza della pretesa attorea. Con sentenza n. 10550 del 30 ottobre 2009, la Sezione ha ordinato alle Amministrazioni incombenti istruttori, intesi a conoscere, anche per verificare l’attualità dell’interesse qui azionato, motivati e documentati chiarimenti in ordine all’attuazione del protocollo d’intesa ANCI – Agenzia del territorio ed ai lavori preparatori dell’ impugnato DPCM. Alla pubblica udienza del 27 gennaio 2010, su conforme richiesta delle parti, il ricorso in epigrafe è assunto in decisione dal Collegio. DIRITTO 1. – Torna all’esame del Collegio l’impugnazione proposta dalla CONFEDILIZIA, sorretta da interventi ad adiuvandum di vari associazioni ed enti esponenziali del settore della proprietà immobiliare, avverso il DPCM 14 giugno 2007 –recante il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni a’sensi dell’art. 1, c. 197, della l. 27 dicembre 2006, n. 296–, dopo l’annullamento con rinvio, da parte del Supremo Consesso, della precedente pronuncia della Sezione sulla questione. 2. – Per una miglior comprensione delle vicende di causa, giova rammentare che oggidì l’art. 65, c. 1 del Dlg 31 marzo 1998 n. 112, recante il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli ee.ll., ha mantenuto allo Stato <<… le funzioni relative: a) - allo studio e allo sviluppo di metodologie inerenti alla classificazione censuaria dei terreni e delle unità immobiliari urbane; b) - alla predisposizione di procedure innovative per la determinazione dei redditi dei terreni e degli immobili urbani ai fini delle revisioni generali degli estimi e del classamento; c) - alla disciplina dei libri fondiari; d) - alla tenuta dei registri immobiliari, con esecuzione delle formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione, nonché di visure e certificati ipotecari; … g) - al controllo di qualità delle informazioni e dei processi di aggiornamento degli atti; h) - alla gestione unitaria e certificata della base dei dati catastali e dei flussi di aggiornamento delle informazioni di cui alla lettera g), assicurando il coordinamento operativo per la loro utilizzazione a fini istituzionali attraverso il sistema pubblico di connettività e garantendo l’accesso ai dati a tutti i soggetti interessati…>>. Tanto a differenza di quanto stabilito nel testo originario dell’art. 65, c. 1, lett. d), g) e h) del Dlg 112/1998. Questo, a suo tempo –prima, cioè, della novella all’uopo recata recata dall’art. 1, c. 197 della l. 296/2006–, aveva deciso di mantenere allo Stato la tenuta dei registri immobiliari, con esecuzione delle formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione di visure ipotecarie (lett. d), il controllo di qualità delle informazioni ed il moni......