IL VINCOLO NEGOZIALE SCATTA CON LA FIRMA DEL CONTRATTO



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Project financing: il piano economico deve essere attendibile



































































































N N. 04864/2010 REG.DEC. N. 02872/2007 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 2872 del 2007, proposto: dalla soc. Costruzioni Ruggiero S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Saverio Profeta, con domicilio eletto presso Alfredo Placidi in Roma, via Cosseria, n. 2; contro I.P.A.B. Opera Pia "Maria SS. di Costantinopoli", n.c.; nei confronti di Coce Giuseppe e Colapinto Ing. Francesco S.n.c., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Pasquale Medina, con domicilio eletto presso Franco Gaetano Scoca in Roma, via Giovanni Paisiello, n. 55; per la riforma della sentenza del T.A.R. PUGLIA - BARI: SEZIONE I, n. 305/2007, resa tra le parti, concernente ASSEGNAZIONE IMMOBILIARE A SEGUITO GARA - DECADENZA E RIAGGIUDICAZIONE.   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio di Coce Giuseppe e Colapinto Ing. Francesco S.n.c.; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 maggio 2010 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti gli avvocati Profeta e Medina; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO La soc. Costruzioni Ruggiero s.r.l. riferisce che nel corso del 2001 l’I..P.A.B. Opera Pia ‘Maria SS. di Costantinopoli’ ebbe ad indire un bando pubblico per la stipula di un contratto di vendita/permuta di un suolo di proprietà dell’Ente ubicato nel Comune di Bitritto (Ba). Il bando di selezione prevedeva: - che il suolo in questione (per il quale era stato presentato apposito piano di lottizzazione) sarebbe stato ceduto a fronte di un corrispettivo a base d’asta di 500 milioni di lire e della cessione in permuta di unità immobiliari ad uso residenziale per una superficie complessiva calpestabile non inferiore a 500 mq.; - che, nei 30 giorni successivi all’aggiudicazione, sarebbe stata data all’aggiudicataria comunicazione del giorno entro cui procedere alla stipulazione del contratto; - che, solo una volta avvenuto il pagamento, sarebbe stato redatto l’atto notarile di trasferimento della proprietà (il quale avrebbe dovuto essere stipulato entro 40 giorni dall’aggiudicazione). All’esito delle operazioni di gara, l’odierna appellante si classificava al primo posto (e diveniva quindi aggiudicataria provvisoria), mentre la soc. Coce Giuseppe e Colapinto Ing. Francesco s.n.c. (d’ora in poi: ‘la soc. Coce – Colapinto’) si classificava in seconda posizione. L’offerta proposta dalla società appellante (e che la Commissione di gara aveva ritenuto essere quella economicamente più vantaggiosa) contemplava: - un corrispettivo in denaro pari a lire 550milioni; - l’offerta in permuta di n. 4 appartamenti ad uso abitazione di nuova costruzione, ubicati nel Comune di Bitritto; - l’offerta di 2 locali ad uso commerciale ubicati al piano terreno dell’immobile sito in via Kennedy, n. 24 (della superficie complessiva di mq. 270), da destinare in seguito a superficie residenziale. Risulta agli atti che la delibera con cui il CdA dell’I.P.A.B. procedeva all’aggiudicazione definitiva in favore dell’odierna appellante (del. 26 novembre 2001, n. 49/01), prevedeva, altresì, che “questo Ente potrà (…) disporre entro 20 giorni dalla presente deliberazione, la rinuncia all’acquisizione del locale commerciale sito in via Kennedy 24, obbligando l’impresa offerente all’immediato riconoscimento di uguale superficie di tipo residenziale che rientrano nella piena gradibilità dell’Ente medesimo in relazione agli indirizzi assunti e secondo quanto stabilito nel verbale di consegna”. In pari data (26 novembre 2001) l’I.P.A.B. e l’odierna appellante procedevano a stilare il verbale di consegna in contraddittorio degli immobili offerti in permuta. Dall’esame del verbale in questione emerge che l’I.P.A.B., all’atto dell’immissione in possesso dei locali terranei ad uso commerciale siti in via Kennedy, 24, si riservasse di optare (con il consenso della società aggiudicataria): a) per la rinuncia all’acquisizione dei locali in questione dietro il riconoscimento di unità immobiliari di tipo residenziale per complessivi mq. 270, ovvero b) per la pretesa ad ottenere una somma di denaro pari al valore dei locali commerciali da trasformarsi in unità residenziali. Il successivo 28 novembre 2001 le parti sottoscrivevano un atto denominato ‘atto compromissorio precontrattuale’ in virtù del quale l’I.P.A.B. rinunciava ai locali commerciali di Bitritto, Via Kennedy, 24, in cambio di 300 mq. di superficie residenziale da individuarsi nell’immobile che la soc. Ruggiero avrebbe dovuto realizzare in altra area (proprietà Siciliani). In un momento successivo la società appellante comunicava, tuttavia, all’I.P.A.B. di non avere più la disponibilità del suolo in ‘proprietà Siciliani’. Con delibera in data 12 febbraio 2002, n. 8/2002, l’Istituto appellato dichiarava la decadenza della società appellata dall’assegnazione del terreno per cui è causa (già disposta attraverso la delibera n. 49/01), rilevando –inter alia – “il mancato riconoscimento di unità residenziali pari a mq. 270, in sostituzione della irregolare offerta di locali commerciali in violazione alle norme regolamentari del bando di gara”. Il provvedimento in questione veniva impugnato innanzi al TAR della Puglia dalla soc. Ruggiero, che ne deduceva l’illegittimità e ne chiedeva l’annullamento ......