IMPOSSIBILITÀ DI COSTRUIRE PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE



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Congedo parentale per genitori soli



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                 N. 453/03REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                         N. 996        REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)         ANNO 2000 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 996 del 2000 proposto dalla signora Carla Luciana De Sisto, rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Tarantini, con domicilio eletto in Roma, via G.B. Morgagni 2/A (studio Segarelli); CONTRO il Comune di Perugia, in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’ avv. Marco Cartasegna, con domicilio eletto presso lo studio Gobbi in Roma, via Maria Cristina 8; per l’annullamento della sentenza del TAR dell’Umbria n. 842 del 29 ottobre 1999; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio della parte appellata; Esaminate le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti tutti gli atti di causa; Relatore alla pubblica udienza del 29 ottobre 2002 il Consigliere Aldo Fera; Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale d’udienza; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue: FATTO La signora Carla Luciana De Sisto, titolare di concessione edilizia rilasciata il 25 maggio 1995, ha impugnato davanti al Tar del Umbria, con separati ricorsi: a) l'ordinanza n. 96 del 4 novembre 1998, con cui è stata dichiarata la decadenza della concessione edilizia n. 1006 del 25 maggio 1995 e le è stato ordinato il ripristino dello stato dei luoghi con rimozione degli interventi edilizi; b) l'ordinanza n. 16 del 21 gennaio 1999, con cui è stata annullata l'ordinanza n. 96/98, per vizi di forma, confermandone il contenuto sostanziale. Le ordinanze adducono, a sostegno della decadenza della concessione, il mancato inizio dei lavori nel termine perentorio di un anno e comunque il loro mancato completamento entro il triennio successivo. Il Tar ha dichiarato l'improcedibilità nel primo ricorso ed ha respinto il secondo, ritenendo tra l'altro che le prove fornite dall'interessata, circa l'esistenza di una causa di forza maggiore ostativa all'esecuzione dei lavori (molestie recate dal proprietario di un fondo di limitrofo), si riferissero ad un periodo di tempo successivo all'intervenuta decadenza. L’appellante ripropone le censure prospettate in primo grado, che riguardano  la mancata dichiarazione di soccombenza virtuale del comune nel primo ricorso, l'omessa comunicazione dell’avvio del procedimento di riesame,  il valore probante della documentazione fotografica effettuata nel sopralluogo nel 12 agosto 1998,  l'omessa considerazione dell'inizio (marzo 1996) delle molestie in data anteriore alla scadenza del termine decadenziale, l'errata qualificazione delle relazioni intercorrenti fra la concessione principale è quella concernente l'annesso edilizio (710 del 1996), ed, infine, l'eccesso di potere sotto vari profili. L'appellante ripropone, inoltre, l'azione di risarcimento del danno. L'amministrazione resistente controbatte le difese avversarie, insistendo tra l'altro sul fatto che "in ogni caso l'addotta impossibilità materiale di procedere all'esecuzione dei lavori si sarebbe protratta al massimo per qualche mese, risultando, di converso per tabulas, che per l'ulteriore periodo di almeno due anni la signora De Sisto non ha dato corso per sua inerzia ai lavori in oggetto." L'amministrazione, quindi, conclude per il rigetto dell’appello. DIRITTO 1. L’appello proposto dalla signora Carla Luciana De Sisto è fondato. 2. Con i provvedimenti impugnati in primo grado, l'amministrazione comunale di Perugia aveva dichiarato la decadenza della concessione rilasciata il 2 giugno 1995, avendo accertato il mancato inizio dei lavori nel termine perentorio di un anno e comunque il loro mancato completamento entro il triennio successivo. Il Tar, allorché è entrato nel merito della questione, ha ritenuto, tra l'altro, che le prove fornite dall'interessata, circa l'esistenza di una causa di forza maggiore ostativa all'esecuzione dei lavori (molestie recate dal proprietario di un fondo di limitrofo), si riferissero ad un periodo di tempo successivo all'intervenuta decadenza. Su tale impostazione è allineata anche la difesa dall'amministrazione comunale, la quale per di più aggiunge che, comunque, l’impossibilità materiale di procedere all'esecuzione dei lavori si sarebbe protratta al massimo per qualche mese, risultando così privo di giustificazione l'ulteriore periodo di almeno due anni durante il quale l’inerzia è proseguita. La questione ha carattere assorbente in quanto attiene all'esistenza del presupposto per l'esercizio del potere. Dalla documentazione versata agli atti del giudizio, risulta, in particolare, che in data 27 marzo 1996 l'avvocato Luciano Dini, per conto della signora De Sisto, si lamentò con il signor Orlando Montagnoli, proprietario del fondo confinante, perché impediva "l'uso dell'unica strada esistente, usata da decenni, per accedere a fondo con conseguenti notevoli ritardi per la costruzione e danni", avvertendolo che, in difetto, "avrebbe agito giudizialmente per il riconoscimento del proprio diritto e relativi danni”. All'invito il signor Montagnoli, con l'assistenza dell'avvocato Stefano Guerrieri, rispose in data 24 aprile 1996 contestando alla signora De Sisto il diritto di passaggio. Questi atti chiaramente dimostrano che il fatto, addotto dalla ricorrente quale causa di forza maggiore che le ha impedito di eseguire i lavori previsti nella concessione edilizia, si riferisce ad un comportamento di un terzo iniziato ben prima della scadenza (3 giugno 1996) del termine annuale di cui all'articolo 4 della legge n. 10 del 1977. Ha errato, quindi, il primo giudice nell’affermare che "i problemi con il confinante signor Montagnoli sono iniziati solo in data 14 novembre 1996" basandosi su di una affermazione contenuta nella memoria resa dalla ricorrente in data 19 ottobre 19......