IMPRESE: POSSESSO DEI REQUISITI DI CAPACITA' MORALE



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Solo le modifiche edilizie cambiano la destinazione d'uso



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N. 3380/03 REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                      N. 8855   REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)         ANNO 2002 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 8855 del 2002  proposto dalla Gimini Costruzioni S.a.s. di Nicola Ciccarelli & C., rappresentato e difeso dagli avv. Carlo Sarro, Emanuele D’Alterio e Gianluca Lemmo, con domicilio eletto  in Roma, piazza di Spagna 35 ; CONTRO il Comune di Poggibonsi, in persona del sindaco pro tempore, non costituito in  giudizio; per l’annullamento della sentenza del TAR della Toscana, sezione seconda, 28 giugno 2002 n. 1980; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Vista la memoria dell’appellante; Visti tutti gli atti di causa; Relatore alla pubblica udienza del 28 marzo 2003  il Consigliere Aldo Fera; Nessuno è comparso per le parti; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue: FATTO il Comune di Poggibonsi, dopo aver aggiudicato alla Gimini Costruzioni due appalti, relativi ai lavori di adeguamento di edifici scolastici alle norme in materia di prevenzione incendi, di sicurezza e di salute nei luoghi di lavoro, con atto in data 1 ottobre 2001 (seguito dalla determinazione n. 1524 del 19 ottobre 2001), ha deciso di revocare le aggiudicazioni e di procedere all’escussione delle cauzioni provvisorie presentate a garanzia delle offerte. Il motivo della revoca è stato indicato nella considerazione che ,"in sede di verifica del possesso dei requisiti di ordine generale di cui all'articolo 17 del d.p.r. n. 34/ 2000 e l'articolo 75 del d.p.r. n. 554/ 1999 dichiarati in sede di gara dall'impresa risultata aggiudicataria, è emersa la presenza di una causa di esclusione dalle gare d'appalto per l'esecuzione di lavori pubblici e divieto dalla stipulazione dei relativi contratti. " La causa di esclusione, come è stato acclarato nel corso del giudizio di primo grado, è stata individuata nel fatto che il rappresentante legale della società, signor di Nicola Ciccarelli, era stato condannato alla pena complessiva di un anno e tre mesi di reclusione, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e di corruzione per un atto contrario i doveri d'ufficio, commessi nel 1991. Con il medesimo atto l'amministrazione comunale ha aggiudicato uno dei due appalti all'impresa RITEC. Il Tar della Toscana, con la sentenza specificata in rubrica, ha respinto il ricorso presentato dalla società Gimini Costruzioni, che con il presente appello contesta le conclusioni cui è giunto il primo giudice e chiede l'annullamento degli atti impugnati. L'appellante ribadisce i motivi del ricorso incentrati sulla: 1)                            violazione degli articoli 7 e 10 della legge 241 del 1990, sotto il profilo che l'amministrazione non avrebbe esternato le ragioni per le quali ha disatteso le osservazioni formulate dall’impresa a seguito della comunicazione dell’avvio del procedimento. 2)                            L'amministrazione non ha valutato l'incidenza della condanna penale sulla natura fiduciaria del rapporto e quindi non ha considerato che il reato era stato commesso nel 1992, sanzionato solo nel 1997, per fatti e circostanze riguardanti altra società. E inoltre che i sensi dell'articolo 445 del codice di procedura penale il reato era estinto. 3)                            L'autocertificazione richiesta ai candidati faceva riferimento ad una norma (articolo 17 del d.p.r. n. 34/ 2000), che alla data di pubblicazione del bando aveva cessato la proprie vigenza (essendo entrato in vigore l'articolo 75 del d.p.r. n. 554/ 1999, integrato con il d.p.r. n. 412 del 30 agosto 2000). 4)                            Il Tar della Toscana ha pronunciato la condanna del ricorrente alle spese senza decidere sull'eccezione di irregolarità della costituzione in giudizio dell'amministrazione comunale intimata. Le controparti non sono costituite nei giudizi di appello. DIRITTO L’appello è infondato. La società Gimini Costruzioni ripropone, in questa sede, i motivi che, a suo avviso, inficerebbero la legittimità del provvedimento con il quale il Comune di Poggibonsi aveva revocato l'aggiudicazione nei suoi confronti di due appalti di lavori pubblici, avendo riscontrato "in sede di verifica del possesso dei requisiti di ordine generale di cui all'articolo 17 del d.p.r. n. 34/ 2000 e l'articolo 75 del d.p.r. n. 554/ 1999 dichiarati in sede di gara dall'impresa risultata aggiudicataria, … la presenza di una causa di esclusione dalle gare d'appalto per l'esecuzione di lavori pubblici e divieto dalla stipulazione dei relativi contratti. " Causa di esclusione individuata nel fatto che il rappresentante legale della società, signor di Nicola Ciccarelli, era stato condannato alla pena complessiva di un anno e tre mesi di reclusione, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e di corruzione per un atto contrario i doveri d'ufficio, commessi nel 1991. Con il primo motivo l'appellante deduce la violazione degli articoli 7 e 10 della legge 241 del 1990, sotto il profilo che l'amministrazione non avrebbe esternato le ragioni per le quali ha disatteso le osservazioni da lei formulate a seguito della comunicazione dell’avvio del procedimento. L'assunto non può essere condiviso, in quanto il principio secondo il quale " le  norme di  cui  all'art. 7