IMPUGNATIVA DI UNA DELIBERA DI GIUNTA DA PARTE DI UN ASSESSORE



(continua a leggere)


LIMITI ALL'OBBLIGO DI COMUNICARE L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO



































































































REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA LECCE TERZA SEZIONE   Registro Dec.: 767/08                                                                          Registro Generale:  222/2008     Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Terza Sezione di Lecce, nelle persone dei signori Magistrati: ANTONIO CAVALLARI                       Presidente  TOMMASO CAPITANIO         Primo Referendario, relatore SILVIA CATTANEO                Referendario ha pronunciato la seguente   SENTENZA   sul ricorso n. 222/2008, proposto da PIETRO NESTOLA, rappresentato e difeso dall’avvocato SILVESTRO LAZZARI, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo, in Lecce, Via Taranto, 92,   contro   COMUNE DI COPERTINO   in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Ernesto Pantaleo Bacile, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo, in Lecce, Via Braccio Martello, 19,   e nei confronti di   FRANCESCO CARTOLARO, FRANCESCO LONGO, MARIA PALAZZO e SANDRINA SCHITO, non costituiti,   per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, della deliberazione della G.C. di Copertino n. 273 del 31.12.2007, avente ad oggetto “art. 1, comma 558, legge n. 296 del 27.12.2006: stabilizzazione di personale in servizio a tempo determinato” nonché del decreto sindacale n. 3 del 17.1.2008 ed infine di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.   Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso; Vista la domanda di sospensione della esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dal ricorrente; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune intimato; Uditi nella camera di consiglio del 27 febbraio 2008 il relatore, Primo Ref. Tommaso Capitanio, e, per le parti costituite, gli avv. Lazzari e Bacile.   Considerato che nel ricorso sono dedotti i seguenti motivi: 1)      Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267. Violazione e falsa applicazione dell’art. 18 dello Statuto del Comune di Copertino. Violazione dei principi generali sul funzionamento degli organi comunali. Violazione del giusto procedimento. Eccesso di potere per sviamento. 2)      Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267. Violazione e falsa applicazione dell’art. 16 dello Statuto del Comune di Copertino. 3)      Eccesso di potere per contraddittorietà, perplessità ed illogicità dell’azione amministrativa. Eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione. Falsa applicazione dell’art. 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007 n. 244.   Il ricorso è manifestamente infondato, onde può essere deciso con sentenza resa in forma semplificata, ai sensi degli artt. 3 e 9 della L. 21.7.2000, n. 205. Il ricorrente, ex assessore del Comune di Copertino (ha rassegnato le dimissioni dalla carica in data 11.1.2008, in un momento successivo alla data di adozione del provvedimento impugnato, di talché, sotto questo profilo e nei limiti di cui si dirà infra, sussiste l’interesse alla proposizione del ricorso, contrariamente a quanto eccepito dal Comune resistente), impugna la deliberazione di Giunta n. 273/2007, con cui l’Esecutivo comunale ha deciso di avviare la procedura di stabilizzazione dell’arch. Cartolaro e della dott.ssa Palazzo (da tempo in servizio a tempo determinato presso il Comune), ai sensi della legge finanziaria 2007, nonché il decreto sindacale con cui l’arch. Longo è stato nominato responsabile ad interim del Settore Urbanistica (quest’ultimo atto viene censurato al solo scopo di far emergere la contraddittorietà dell’operato della Giunta e del Sindaco, che prima hanno deciso di stabilizzare l’arch. Cartolaro, ritenendolo evidentemente un valido funzionario, e subito dopo hanno collocato un altro soggetto a capo del Settore di cui era responsabile lo stesso arch. Cartolaro). Il sig. Nestola evidenzia in particolare di non essere stato informato tempestivamente della data e dell’ordine del giorno della seduta di Giunta in cui è stata adottata la deliberazione n. 273/2007, per cui è stato leso il suo munus di assessore. Inoltre sottolinea il fatto che l’organo era in ogni caso irregolarmente composto, in quanto un altro assessore - sig. Rosafio - dimissionario fin dal mese di novembre 2007, non era stato mai rimpiazzato dal Sindaco, il quale non aveva comunicato al Consiglio Comunale tale accadimento. Poiché l’art. 16 dello Statuto prevede che la Giunta si compone del Sindaco e di sette assessori, in caso di dimissioni di uno o più assessori la compagine deve essere ricostituita al più presto, cosa che non è accaduta nel caso di specie, con l’aggravante che il Sindaco non ha nemmeno comunicato al Consiglio Comunale, nella prima seduta utile, le dimissioni dell’assessore Rosafio. Ciò premesso, il Collegio ritiene che il ricorso non meriti accoglimento, per le ragioni che si vanno ad esporre. ......