IN QUOTA B L'INDENNITA' DI DIRETTORE AL SEGRETARIO



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ANTICIPO DEGLI STRAORDINARI PER CONSULTAZIONI ELETTORALI



































































































REPUBBLICA ITALIANA N REPUBBLICA ITALIANA             N. 2/2009/QM IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONI RIUNITE IN SEDE GIURISDIZIONALE composta dai magistrati dott. Lucio Todaro Marescotti                                Presidente dott. Rocco Di Passio                                             Consigliere dott. Luigi Di Murro                                                Consigliere dott. Stefano Imperiali                                          Consigliere relatore dott.ssa Rita Loreto                                              Consigliere dott. Piergiorgio Della Ventura                              Consigliere dott. Luigi Cirillo                                                    Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sulla questione di massima n. 252/SR/QM del registro di segreteria, proposta dalla Procura Generale presso la Corte dei conti nei giudizi di appello: ▫ n. 27591 del registro di segreteria, proposto dall’INPDAP contro il dott. Gennaro CORTAZZO e avverso la sentenza della Sezione Giurisdizionale per la Toscana n. 309 del 15.6.2006, pendente presso la Seconda Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello; ▫ n. 29507 del registro di segreteria, proposto dall’INPDAP contro il dott. Renzo REBECCHI e avverso la sentenza della Sezione Giurisdizionale per la Lombardia n. 116 del 20.2.2007, pendente presso la Terza Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello; Visti gli atti e i documenti del giudizio; Uditi nella pubblica udienza dell’8.4.2009, con l’assistenza del segretario sig.ra Adele Mei: il consigliere relatore dott. Stefano Imperiali; il vice procuratore generale dott. Fiorenzo Santoro per la Procura Generale; l’avv. Dario Marinuzzi per l’INPDAP; l’avv. Giuseppe Franco Ferrari per la Di.C.C.A.P. (Snalcc - Fenal - Sulpm) - CONFSAL e per l’Associazione Professionale Nazionale della Categoria dei Segretari Comunali e Provinciali “Giovan Battista Vighenzi”; l’avv. Giovanni Sciacca per l’Associazione Nazionale Segretari Autonomie Locali; l’avv. Carmine Pascucci per il dott. Renzo Rebecchi; l’avv. Domenico Iaria per il dott. Gennaro Cortazzo e anche, su delega dell’avv. Vittorio Chierrone, per l’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali; l’avv. Antonello Langiu per l’Agenzia Autonoma per la Gestione dell’Albo dei Segretari Comunali e Provinciali; Ritenuto in FATTO 1. Con sentenza n. 309 del 2006, la Sezione Giurisdizionale per la Toscana ha riconosciuto al dott. Gennaro Cortazzo, già segretario generale del Comune di Siena, il diritto al computo dell’indennità di direzione generale nella quota di pensione prevista dall’art. 13 comma 1 lettera A) del d.lgs. n. 503 del 1992. La sentenza è stata impugnata dall’INPDAP con appello iscritto al n. 27591 e assegnato alla Seconda Sezione Centrale d’Appello. Con sentenza n. 116 del 2007, la Sezione Giurisdizionale per la Lombardia ha riconosciuto lo stesso diritto al dott. Renzo Rebecchi, già segretario generale del Comune di Cremona. La sentenza è stata impugnata dall’INPDAP con appello n. 29507, assegnato alla Prima Sezione Centrale d’Appello. Con ricorso depositato il 28.1.2009, la Procura Generale presso questa Corte ha chiesto, con riferimento ad ambedue i giudizi appena ricordati, che le Sezioni Riunite in sede giurisdizionale si pronuncino sulla seguente questione di massima: “Se l’indennità di direzione generale dei segretari comunali e provinciali sia computabile o meno nella quota di pensione prevista dall’art. 13, co. 1, lett. a, del decreto legislativo 30.12.1992 n. 503 (c.d. quota A)”. 2. Con memoria depositata il 20.3.2009, il dott. Gennaro Cortazzo, rappresentato e difeso dall’avv. Domenico Iaria, ha preliminarmente evidenziato che il direttore generale di un Comune o di una Provincia, “pur essendo investito di compiti e funzioni che valgono a conferirgli una posizione differenziata rispetto a quella degli altri dirigenti, è esso stesso un dirigente”. Ciò posto, ha affermato che l’indennità riconosciuta ai segretari comunali e provinciali cui è stato affidato l’incarico di direttore generale ha “una chiara ed inequivoca natura corrispettiva”; “accede e, per così dire, partecipa della stessa natura e funzione della retribuzione di posizione di cui, giusta la previsione dell’art. 44 del CCNL, costituisce una componente aggiuntiva”; nonostante la “temporaneità o revocabilità dell’incarico di direzione generale”, carattere ormai comune agli incarichi dell’“intera dirigenza pubblica privatizzata”, è un’indennità “fissa (ovvero predeterminata nel suo ammontare mensile al momento del conferimento dell’incarico) e continuativa (ovvero corrisposta con cadenza mensile per tutta la durata di tale aggiuntiva funzione dirigenziale”; la sua “piena quiescibilità” non è esclusa dal fatto che “l’esatta quantificazione” dell’indennità è rimessa, come peraltro avviene anche per la retribuzione di posizione, “all’autonomia dei singoli enti”; non spetta al segretario in disponibilità perché è un’indennità “direttamente e strettamente correlata” a una funzione aggiuntiva, ma ciò non ha alcuna conseguenza ai fini della sua “quiescibilità in fascia A”; è soggetta allo stesso “trattamento contributivo delle altre voci stipendiali costituenti il trattamento fondamentale” e richiede pertanto “analogo trattamento in sede di erogazione pensionistica”. Ha pertanto concluso per il computo dell’indennità anche nella quota A del trattamento pensionistico. 3. Con memoria depositata il 27.3.2009, il dott. Renzo Rebecchi, rappresentato e difeso dagli avvocati Carmine Pascucci, Antonio Pascucci e Antonio Di Silvestro, ha sostenuto che “il compenso de quo è corrisposto annualmente, è predeterminato da ciascun ente (se si avvale della facoltà di conferire l’incarico) secondo la complessità organizzativa e le risorse di bilancio, è la controprestazione di una funzione, quella di Direttore Generale, prevista dall’Ordinamento dell’Ente (Statuto e Reg. Org.vo) e trae origine da fonte normativa generale applicabile su tutto il territorio nazionale (CCNL dei Segretari Comunali)”. Inoltre, in applicazione della tesi restrittiva, “dal confronto tra le uguali posizioni giuridiche del Direttore Generale assunto ad hoc e del Direttore Generale ex Segretario comunale emerge una ingiustificata disuguaglianza e discriminazione, in quanto per il primo, a parità di prestazioni e di prelievo contributivo, si assicura un trattamento pensionistico integrale (tutto in quota ordinaria altrimenti detta in quota A); per il secondo, il deteriore trattamento della c.d. quota B”. Ha concluso per la pensionabilità dell’indennità anche in quota A, prospettando altresì, in via subordinata, un’illegittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3, 36, 38 e 97 della Costituzione. 4. Hanno proposto interventi ad adiuvandum: l’Associazione Nazionale Segretari Autonomie Locali - ANSAL, rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Sciacca; l’Agenzia Autonoma per la Gestione dell’Albo dei Segretari Comunali e Provinciali, rappresentata e difesa dall’avv. Antonello Langiu; l’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali, rappresentata e difesa dall’avv. Vittorio Chierrone; la Di.C.C.A.P. - CONFSAL, rappresentata e difesa dall’avv. Giuseppe Franco Ferrari; l’Associazione Professionale Nazionale della Categoria dei Segretari Comunali e Provinciali “Giovan Battista Vighenzi”, rappresentata e difesa dall’avv. Giuseppe Franco Ferrari. In tutti gli atti di intervento, è stato chiesto il riconoscimento della pensionabilità dell’indennità di direzione in quota A, in ragione della sua natura retributiva, fissa e continuativa. L’ANSAL e l’Agenzia Autonoma hanno anche affermato che una diversa interpretazione si porrebbe in contrasto con gli artt. 3, 36, 38 e 97 della Costituzione. 5. Con memoria depositata il 27.3.2009, l’INPDAP ha in primo luogo eccepito l’inammissibilità degli interventi ad adiuvandum, proposti da soggetti che “non erano parti nel giudizio di appello rispetto ai quali è stata sollevata la questione di massima” in esame. “Nel merito”, ha affermato che “la disciplina all’esame”, desumibile dagli artt. 15 e 16 della legge n. 1077 del 1959, modificati e integrati dall’art. 30 del d.l. n. 55 del 1983 convertito con modificazioni nella legge n. 131 del 1983, è “congegnata in forma tale da non consentire l’aggravio della spesa pensionistica sulla base di scelte discrezionali dell’Ente locale datore di lavoro, che ben può legittimamente attrib......