INCARICHI DIRIGENZIALI: SE IDONEI, PRIMA GLI INTERNI



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DIVIETO DI DISTRIBUZIONE VOLANTINI: ILLEGITTIMO



































































































                                              Deliberazione n. 2/2007/P     REPUBBLICA ITALIANA La Corte dei conti Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato Nell’adunanza congiunta del I° e II° Collegio Del 1° marzo 2007 * * * * * Visto il D.P.C.M. in data 29 novembre 2006 di conferimento di incarico di studio alla dott.ssa Daniela Primicerio nell’ambito del Ministero dello Sviluppo Economico; visto il rilievo istruttorio dell’Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri Istituzionali n. 31 del 25 gennaio 2007 e la risposta dell’Amministrazione, pervenuta in data 7 febbraio 2007; viste le relazioni del Consigliere istruttore e del Consigliere delegato al controllo sugli atti dei Ministeri Istituzionali, rispettivamente in data 15 febbraio e 16 febbraio 2007; vista l’ordinanza dell’21 febbraio 2007, con la quale il Presidente della Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato ha convocato per il giorno 1 marzo 2007 in adunanza congiunta il 1° e 2° Collegio della Sezione; vista la nota della Segreteria della Sezione centrale di controllo in data 21 febbraio 2007 con la quale copia della predetta ordinanza è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Segretariato generale e Dipartimento della Funzione pubblica, al Ministero dello Sviluppo economico e al Ministero dell’economia e delle finanze – Gabinetto e Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato; visto il testo unico delle leggi sull’ordinamento della Corte dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214; vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; vista la deliberazione n. 14/2000 delle Sezioni riunite della Corte dei conti, adottata nell’adunanza del 16 giugno 2000; visto l’art. 27 della legge 24 novembre 2000, n. 340; udito il relatore Consigliere Giancarlo Castiglione; sentiti la dott.ssa Simonetta Pasqua, Dirigente della Presidenza del Consiglio, Funzione pubblica ed il dott. Gianfranco Vecchio, Dirigente generale per i servizi interni del Ministero dello Sviluppo economico; Ritenuto in F A T T O E’ pervenuto in data 20 dicembre 2006 all’Ufficio per il prescritto controllo preventivo di legittimità il D.P.C.M. del 29 novembre 2006, con il quale viene conferito nell’ambito del Ministero dello Sviluppo economico un incarico di studio ex art. 19, comma 5 bis e comma 10 del decreto legislativo n. 165 del 2001 alla dott.ssa Daniela Primicerio, dirigente proveniente da altro comparto della pubblica amministrazione. In sede istruttoria, l’Ufficio per acquisire i necessari chiarimenti con rilievo n. 31 del 25 gennaio 2007 ha rappresentato all’Amministrazione che la Corte dei Conti con deliberazione n. 13 del 14 luglio 2005 della Sezione del controllo aveva già ricusato il visto ad una fattispecie analoga a quella in esame. Nella risposta pervenuta all’Ufficio in data 6 febbraio 2007 l’Amministrazione ha sostenuto che la delibera citata “trova il suo limite nello specifico caso in esame e che tale fattispecie era riferita ad un incarico dirigenziale di consulenza, studio e ricerca conferito ad un estraneo all’Amministrazione ai sensi dell’art. 19, comma 6, del d.lgs. n. 165/2001”. Nel provvedimento sottoposto al controllo, sostiene sempre l’Amministrazione ci si trova in presenza del conferimento di un incarico dirigenziale generale di studio e ricerca ai sensi dell’articolo19, comma 5 bis del medesimo decreto legislativo citato (165/2001) e, quindi, non ad una estraneo all’Amministrazione ma ad un funzionario di qualifica corrispondente a quella dirigenziale proveniente da un diverso comparto della P.A. Sostiene pertanto l’Amministrazione che la fattispecie di che trattasi non può essere ricondotta, neppure analogicamente, al caso di specie oggetto della delibera più volte citata. Ha sottolineato ancora l’Amministrazione le caratteristiche peculiari del caso della dott.ssa Primicerio, che già per oltre quattro anni ha svolto, sia pure a diverso titolo, funzioni dirigenziali generali presso la medesima Amministrazione e nel medesimo settore di competenza e, quindi, opportunamente, verrebbe ora utilizzata in tale nuova funzione per non disperdere inutilmente la specifica professionalità maturata. Da ultimo, l’Amministrazione ha sostenuto che, essendo tutti i dirigenti generali del Ministero investiti di un adeguato incarico di livello dirigenziale generale, il rilievo della Corte impedirebbe “di fatto” ogni possibile copertura di un posto di funzione in presenza di vacanza di organico “pur nella consapevolezza che la relativa attività, corrispondendo alla previsione di un modello organizzativo voluto dall’ordinamento, dovrebbe ritenersi di per sè, funzione necessaria”. Le argomentazioni dell’Amministrazione non sono apparse idonee, ad avviso dell’Ufficio, a far ritenere superati i dubbi sollevati in sede istruttoria, in ordine alla legittimità del decreto de quo. Pertanto il Magistrato istruttore con relazione in data 15 febbraio 2007 ha rimesso gli atti al Consigliere delegato per un possibile deferimento della questione alla Sezione del controllo. Atteso il permanere delle perplessità in ordine alla legittimità del provvedimento all’esame, il Consigliere delegato, convenendo con la proposta del magistrato istruttore e ritenendo altresì, la questione di rilevante interesse nella materia di conferimento degli incarichi dirigenziali, ha trasmesso con relazione del 16 febbraio 2007, gli atti al Sig. Presidente della Sezione del controllo per la sottoposizione dell’affare all’esame del Collegio. Il Presidente della Sezione con ordinanza in data 21 febbraio 2007 ha convocato in adunanza congiunta il 1° ed il 2° Collegio della Sezione per la data odierna. Alla stessa sono intervenuti in rappresentanza della Funzione pubblica la dott.ssa Simonetta Pasqua e del Ministero dello Sviluppo economico il dott. Gianfranco Vecchio. I predetti dirigenti nell’intervento orale hanno ribadito in buona sostanza le argomentazioni già rappresentate in sede di risposta scritta al rilievo. D I R I T T O La questione portata all’esame del Collegio è stata già oggetto di approfondimento in sede di deliberazione n. 13 del 2005 nella quale la Sezione ha negato il visto ad una fattispecie che presentava elementi di analogia. La norma in discussione è il comma 10 dell’art. 19 del decreto legislativo n. 165/2001 e successive modificazioni la cui previsione recita che “i dirigenti ai quali non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali svolgono, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse, funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti dall’ordinamento ...”. L’Ufficio, richiamandosi alla delibera n. 13 sopracitata con la quale si negava la possibilità di affidare tali “funzioni ispettive di consulenza, studio ...” ad estranei all’Amministrazione, ha mosso rilievo all’Amministrazione medesima ritenendo che, simmetricamente a quanto stabilito per gli estranei alla stessa, debba escludersi anche per i soggetti di cui al comma 5 bis – i dirigenti provenienti da altro comparto della pubblica Amministrazione – la possibilità di vedersi attribuire gli incarichi di cui al comma 10 del succitato art. 19. Infatti, ad avviso dell’Ufficio di controllo, tale esclusione doveva ricavarsi dalla sede di allocazione del comma 5 bis e dalla successiva ricognizione della tipologia di incarichi dirigenziali di cui ai commi da 1 a 5. Non prevedendosi, pertanto, nella tipologia citata gli incarichi di consulenza, studio etc. questi ultimi dovevano quindi ritenersi riservati ai dirigenti dell’Amministrazione conferente. D’altronde ad avviso dell’Ufficio il complesso normativo previsto sembra riguardare sia gli estranei che i dirigenti provenienti da altro comparto – accomunati a certi fini da una medesima “ratio”.