INCOMPATIBILITA' PRESIDENTE COLLEGIO REVISORI



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RIMOZIONE DEI RIFIUTI NOCIVI



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA                                N.  6407/05 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                    N. 726 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,  Sezione Quinta          ANNO  2005  ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n.726/2005, proposto da De Crescenzo Maurizio, rappresentato e difeso dagli avv.ti Stefano Filippini I. Cacciavillani e L. Manzi, elettivamente domiciliato presso quest’ultimo in Roma, via F. Confalonieri n. 5; CONTRO la Provincia di Verona, rappresentata e difesa dagli avv.ti G. Biamcardi e S. Gattamelata, elettivamente domiciliata   presso il secondo in Roma, via di Monte Fiore n. 22; e nei confronti di Franceschini Franco, rappresentato e difeso dagli avv.ti G. Sala, A. Leoni e N. Paoletti elettivamente domiciliato presso quest’ultimo in Roma, Via Tortolini n. 34. per la riforma del sentenza TAR Veneto, sez. 2°, n. 358 del 20.2.2004, con la quale è stato respinto il ricorso proposto da De Crescenzo Maurizio; Visto il ricorso in appello e relativi allegati; Visto gli atti di costituzione in giudizio della Provincia di Verona e del sig. Franceschini; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 27.5.2005, relatore il consigliere Aniello Cerreto ed uditi altresì per le parti gli avv.ti L. Manzi, C. Cacciavillani per delega di I. Cacciavillani, S. Gattamelata e G. Cosentino per delega di N. Paoleti; Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto: FATTO Con l’appello in epigrafe, il sig. De Crescenzo ha riferito che il Consiglio Provinciale di Verona, con deliberazione n. 58 dd. 10 settembre 2003, aveva provveduto ad eleggere, ai sensi dell’art. 234 T.U. n. 327/2000, i tre revisori e che per la categoria degli iscritti nel registro dei revisori contabili, con funzione di presidente, conseguivano Franceschini voti 14 e De Crescenzo voti 5; che il Franceschini era Presidente del collegio sindacale della società provinciale Azienda trasporti di Verona ed all’indomani dell’elezione rassegnava le dimissioni da tale incarico per restare Presidente del collegio provinciale dei revisori; che, ritenendo ineleggibile il Franceschini per incompatibilità tra le due funzioni, impugnava detta deliberazione davanti al TAR Veneto, che con la sentenza in epigrafe respingeva il ricorso. Ha quindi dedotto quanto segue: -ai sensi dell’art. 236 del T.U. 267 del 2000 e dell’art. 2399 cod. civ., non possono essere eletti e, se eletti, decadono dall'ufficio coloro che sono legati alla società da un rapporto di lavoro o da un rapporto  continuativo di consulenza o prestazione d’opera retribuita”, ipotesi che ricorreva nella specie; -in via subordinata, questione di costituzionalità dell’art. 234 del T.U. 267 del 2000, nella parte in cui assegna l’elezione del collegio dei revisori al consiglio comunale o provinciale, per violazione dell’art. 97 Cost., atteso che in tal modo l’organo controllato si eleggeva il proprio controllore. Ha rilevato in particolare che il TAR avrebbe dovuto applicare le disposizioni del diritto societario nella loro organica sistematicità e non correggerle con i principi propri dell’esercizio della funzione pubblica. Si sono costituiti in giudizio la provincia di Verona ed il controinteressato, chiedendo il rigetto dell’appello. In particolare l’Amministrazione ha rilevato l’inammissibilità dell’eccezione di costituzionalità in quanto proposta dal ricorrente in primo grado solo con memoria ed inoltre in caso di accoglimento comporterebbe il travolgimento della nomina anche degli altri due  revisori, senza la notifica del ricorso. Ha poi precisato che oggetto della controversia era la nomina del collegio dei revisori della Provincia di Verona e non la nomina del collegio sindacale di una società per azioni e comunque la disposizione di cui l’appellante lamentava la violazione corrispondeva all’art. 2399 c.c. nel testo in vigore dal 1°.1.2004, mentre nella specie la deliberazione impugnata era del 10.9.2003; che l’art. 236 T.U. n. 267/2000 non configurava alcuna ipotesi di ineleggibilità bensì solo di incompatibilità per cui non poteva essere dichiarata alcuna decadenza a carico del dott. Franceschini, il quale il giorno successivo all’elezione si era dimesso dall’incarico di sindaco della società APTV; che comunque l’incarico di sindaco non poteva essere considerato rapporto continuativo di prestazione d’opera retribuita. Il controinteressato ha svolto dei rilievi analoghi a quelli della Provincia. Tutte le parti hanno presentato memoria conclusiva. Alla pubblica udienza del 27.5.2005, il ricorso è stato trattenuto in decisione. DIRITTO 1. Con sentenza TAR Veneto, sez. 2°, n. 358 del 20.2.2004, è stato respinto il ricorso proposto da De Crescenzo Maurizio avverso la deliberazione del Consiglio provinciale di Verona n. 58 del 10.9.2003, avente ad oggetto la nomina dei componenti dell’organo di revisione economico-finanziaria della Provincia, nella parte in cui elegge a presidente del collegio dei revisori il dott. Franco Franceschini. Avverso detta sentenza ha proposto appello il De Crescenzo, mentre la Provincia ed il Franceschini resistono all’impugnativa. 2. L’appello è infondato. 2.1. Priva di pregio è la doglianza fondamentale dell’appellante secondo cui il Franceschini, essendo Presidente del collegio sindacale della società provinciale  Azienda trasporti di Verona, era ineleggibile a componente dell’organo di revisione  per......