INDEROGABILITA' DELL'OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA



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AMBITO OPERATIVO DELLE SOCIETA' MISTE



































































































                                                                             CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE                                                                                                                                              Parere n.  7/Par./2007   La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nell’adunanza del  27 giugno 2007, composta dai Magistrati: Dott.    Ivo MONFELI                                 Presidente Dott.    Ugo REPPUCCI                                          Consigliere Dott.    Giuseppe Maria MEZZAPESA     Referendario Relatore Visto l’art. 100, comma 2, della Costituzione; Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con Regio Decreto 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti; Visto il Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, con il quale è stata istituita in ogni Regione ad autonomia ordinaria una Sezione Regionale di controllo, deliberato dalle Sezioni Riunite in data 16 giugno 2000 e successive modificazioni; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131 recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ed in particolare l’art. 7, comma 8; Vista la deliberazione della Sezione delle Autonomie approvata nell’adunanza del 27 aprile 2004 avente ad oggetto gli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva; Vista la richiesta proveniente dalla Città di Torino dell’ 11 giugno 2007, avente per oggetto un quesito in tema di somme da riscuotere a titolo di interessi relative a un tributo di propria competenza; Vista l’Ordinanza n. 11/2007, con la quale il Presidente di questa Sezione di controllo ha convocato la Sezione per l’odierna seduta e ha nominato relatore il Referendario Dott. Giuseppe Maria Mezzapesa; Udito il relatore; Ritenuto in FATTO La Città di Torino, con proprio regolamento delle entrate tributarie adottato ex articolo 52 del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, ha disposto che sono dovuti, sulle somme accertate come dovute e sulle somme oggetto di provvedimenti di rateazione del pagamento, interessi in misura del 5% annuo. Questa previsione trova applicazione anche con riguardo agli interessi sulle somme dovute alla stessa Città, quale Ente impositore, in materia di accertamento e riscossione della tassa rifiuti solidi urbani (Tarsu). Rileva tuttavia lo stesso Comune che sempre più frequentemente uffici pubblici periferici si trovano nell’impossibilità di assolvere la detta tassa completamente e alle scadenze previste, a causa della insufficienza dei fondi trasferiti dallo Stato agli uffici periferici. Pertanto, la Città di Torino, nella richiesta di parere formulata a questa Sezione Regionale di controllo, dichiara che è propria intenzione deliberare la sospensione del pagamento delle somme dovute a titolo di competenza ovvero annualità pregresse con successiva rateazione del pagamento di queste ultime, sulla base di quanto previsto dal citato regolamento delle entrate tributarie, tenuto conto delle difficoltà in cui si dibatte la finanza statale ed infine in considerazione della circostanza per cui la rinuncia degli interessi in favore dello Stato non sembra configurare un danno erariale. Tanto premesso, ai sensi legge 5 giugno 2003, n. 131, art. 7, comma 8, la Città di Torino chiede un parere in merito alla possibilità, per l’Ente impositore, di rinunciare alle somme maturate e maturande a titolo di interesse dovute da uffici pubblici periferici e relative al tributo di propria competenza. MOTIVAZIONI DELLA DECISIONE La funzione consultiva delle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti è prevista dall’art. 7, comma 8, della Legge n.131 del 2003 che, innovando nel sistema delle tradizionali funzioni della Corte dei conti, dispone che le regioni, i comuni, le province e le città metropolitane possano chiedere alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti pareri in materia di contabilità pubblica. Con deliberazione approvata nell’adunanza del 27 aprile 2004, la Sezione delle Autonomie ha adottato gli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva, evidenziando, in particolare, i soggetti legittimati alla richiesta e l’ambito oggettivo della funzione. Occorre pertanto verificare preliminarmente la sussistenza contestuale del requisito soggettivo e di quello oggettivo, al fine di accertare l’ ammissibilità della richiesta in esame: 1) Requisito soggettivo: La legittimazione a richiedere pareri è circoscritta ai soli Enti previsti dalla legge n. 131 del 2003, stante la natura speciale della funzione consultiva introdotta dalla medesima legge, rispetto alla ordinaria sfera di competenze della Corte. I pareri richiesti dai comuni, dalle province e dalle aree metropolitane, vanno inoltrati “di norma” per il tramite del Consiglio delle autonomie locali. L’inesistenza dell’organo non costituisce tuttavia elemento ostativo alla richiesta di parere, visto che la disposizione normativa usa la locuzione “di norma”, non precludendo, quindi, in linea di principio, la richiesta diretta da parte degli enti. Infine la richiesta può considerarsi ammissibile solo se proveniente dall’Organo rappresentativo dell’Ente (Presidente della Giunta regionale, Presidente della Provincia, Sindaco). La richiesta di parere in esame proviene dal Comune di Torino, ente legittimato, ed è stata formalizzata dal suo Sindaco. Sotto il profilo soggettivo, dunque, la richiesta di parere si palesa ammissibile. 2) Requisito oggettivo: I pareri sono previsti, dalla Legge n. 131 del 2003, esclusivamente nella materia della contabilità pubblica. L’ambito oggettivo di tale locuzione, in conformità a quanto stabilito dalle Sezioni Autonomie nel citato atto di indirizzo del 27 aprile 2004, nonché, da ultimo, nella deliberazione n. 5/2006 del 26 maggio 2005, deve ritenersi ......