INDICAZIONE DEI TERMINI PER L'ESPROPRIAZIONE



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Acquedotti: per la localizzazione non serve variante al PRG



































































































N N.3991/2002 Reg. Dec. N. 7526      Reg. Ric. Anno 1993 R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO             Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso in appello iscritto al NRG 7526 dell’anno 1993 proposto dal COMUNE DI NOLA, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avvocati Giuseppe Manzo e Franco Musco, con i quali è elettivamente domiciliato in Roma, via F.S. Nitti n. 3, presso lo studio del secondo; contro GRAZIANO MICHELE E SIANO GILDA, rappresentati e difesi dagli avvocati Raffaele Izzo, Michele A. Franco e Riccardo Satta Flores, con i quali sono elettivamente domiciliati in Roma, Piazza Cinque giornate n. 2; per l’annullamento della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Campania, sez. I,  n.177 del 10 giugno 1993;             Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;             Visto l’atto di costituzione in giudizio dei signori Michele Graziano e Gilda Siano;             Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;             Visti tutti gli atti di causa;             Relatore alla pubblica udienza del 16 aprile 2002 il consigliere Carlo Saltelli;             Udito l’avvocato De Cesare, su delega dell’avvocato Musco, per la parte appellante e l’avvocato Satta Flores per gli appellati;             Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. F A T T O             Con sentenza n. 177 del 10 giugno 1993 il Tribunale amministrativo regionale della Campania, sez. I, annullava la delibera del consiglio comunale di Nola n. 62 del 24 settembre 1987 (relativa all’approvazione del progetto esecutivo per la costruzione di 19 aule scolastiche della scuola elementare di via Feudo) ed il decreto del Sindaco di Nola n. 12452 del 13 giugno 1990 (che disponeva l’occupazione di urgenza dei fondi occorrenti alla realizzazione delle predette aule), accogliendo il ricorso proposto dai signori Michele Graziano e Gilda Siano, comproprietari dei beni occupati e da espropriare, siti nel Comune di Nola, in catasto al foglio 21, particella 1589, are 8,37.             Ad avviso dei primi giudici erano infatti fondati il quinto motivo di censura proposto nei confronti della indicata delibera consiliare, non essendo stati fissati i termini entro cui dovevano iniziarsi e compiersi i lavori e le espropriazioni, e il nono motivo appuntato nei confronti del decreto di occupazione, in quanto la localizzazione dell’opera era in contrasto con le vigenti previsioni urbanistiche, l’area interessata essendo destinata a zona semintensiva (secondo il programma di fabbricazione) o a zona agricola (secondo le previsioni del piano regolatore generale adottato.             Avverso tale statuizione ha proposto appello il Comune di Nola, deducendone la nullità per ripetute e insanabili violazioni del principio del contraddittorio, nonché l’erroneità in quanto il primo atto della procedura espropriativa, rispetto al quale doveva stabilirsi la effettiva fissazione dei termini di cui all’articolo 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, era da considerare la delibera della Giunta municipale n. 946 del 15 luglio 1987 (ratificata dalla delibera consiliare n. 59 del 28 luglio 1987), nella quale i termini in argomento erano stati effettivamente indicati, e non già la impugnata delibera consiliare n. 62 del 24 settembre 1987; ciò senza contare che le opere di edilizia scolastica erano ope legis di pubblica utilità ed i relativi lavori indifferibili ed urgenti, circostanza che rendeva legittima l’operato dell’Amministrazione, essendo condizionato esclusivamente all’inizio dei lavori entro nei tre anni successivi all’approvazione del progetto; sottolineava infine che non vi era alcun contrasto dell’opera da realizzare con lo strumento urbanistico in vigore, l’individuazione delle aree essendo  stata operata dall’apposita commissione ai sensi dell’articolo 10 della legge 5 agosto 1975 n. 412. Gli appellati si sono costituiti in giudizio chiedendo il rigetto del gravame e riproponendo all’esame della Sezione i motivi di censura assorbiti dalla pronuncia di primo grado. D I R I T T O             I. E’ controversa la legittimità della delibera n. 62 del 24 settembre 1987 del Consiglio Comunale di Nola, con la quale è stato approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di n. 19 aule della scuola elementare 1° Circolo in località via Feudo, e del decreto n. 12452 del 13 giugno 1990, con il quale il Sindaco di Nola ha autorizzato l’occupazione temporanea in via d’urgenza dell’area (in catasto al foglio 21, particella 1589, di are 8,37) di proprietà dei signori Michele Graziano e Gilda Siano, da espropriarsi per la costruzione delle predette aule.             Il Comune di Nola ha chiesto la riforma della sentenza n. 177 del 10 giugno 1993, con la quale il Tribunale amministrativo regionale della Campania, sez. I, ha annullato i predetti atti su ricorso degli interessati, deducendone l’erroneità e l’ingiustizia alla stregua di tre motivi di censura. Resistono gli appellati che hanno anche riproposti i motivi di censura svolti in primo grado e non esaminati. II. Al riguardo la Sezione osserva quanto segue. II.1. Con il primo motivo di appello, rubricato “Nullità del giudizio di 1° grado e/o nullità dell’impugnata sentenza per ripetute ed insanabili violazioni del principio del contraddittorio”, il Comune di Nola si duole del fatto che la segreteria del giudice di primo grado non gli avrebbe comunicato la data dell’udienza di discussione della causa, né lo avrebbe informato della variazione di assegnazione della predetta causa dalla terza alla prima sezione, non consentendogli di svolgere le proprie difese, malgrado fosse ritualmente costituito in giudizio.