INDIRIZZI SULL'ATTIVITA' CONSULTIVA DELLA MAGISTRATURA CONTABILE



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    Deliberazione n. 9/SEZAUT/2009/INPR     SEZIONE DELLE AUTONOMIE   nell’adunanza del 4 giugno 2009       Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con r.d. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20  e successive modificazioni; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Visto l’articolo 1, commi 166-168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006); Visto il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, approvato dalle Sezioni riunite con la deliberazione n. 14 del 16 giugno 2000 e modificato dalle stesse con le deliberazioni n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004, e dal Consiglio di Presidenza con la deliberazione n. 229 del 19 giugno 2008; Vista la legge 4 marzo 2009, n. 15; Viste le note n. 6656 e 6659 in data 25 maggio 2009, con le quali il Presidente della Corte ha convocato la Sezione delle Autonomie per l’adunanza odierna ai fini dell’esame del seguente argomento: “Riesame degli ″Indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva″, emersi nel corso dell’adunanza della Sezione delle autonomie del 27 aprile 2004 e comunicati con note Presidenziali del 20 maggio 2004 prot. n. 6482 e n. 6483”; Udito il relatore, Presidente di Sezione Mario Giaquinto;   DELIBERA   di approvare l'unito documento, che e' parte integrante della presente deliberazione, riguardante “Modificazioni ed integrazioni degli Indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva da parte delle Sezioni regionali di controllo”. Dispone che copia della presente deliberazione e del relativo allegato, a cura della Segreteria della Sezione, sia trasmessa a tutte le Sezioni regionali di controllo.   Il Relatore                          GIAQUINTO                 Il Presidente                                                                                                                    LAZZARO        Depositata in Segreteria il 03/07/2009       Il Dirigente  RIZZOLO   ______________________________________   Modifiche ed integrazioni degli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva da parte delle Sezioni regionali di controllo       Premesso: 1   La legge 5 giugno 2003 n. 131 nell’assegnare alla competenza delle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, tra l’altro, il compito della verifica della sana gestione finanziaria degli enti locali, ne sancisce contestualmente il limite costituito dalla natura collaborativa della funzione e ne indica indirettamente la finalità specificando che destinatario esclusivo degli esiti del controllo stesso è l’Assemblea elettiva preposta all’Ente di volta in volta interessato.       La legge medesima, inoltre, tenendo ferma la concezione funzionale del controllo delle Sezioni regionali, specifica che le Regioni, i Comuni, le Province e le Città metropolitane possono richiedere alle Sezioni stesse “ulteriori forme di collaborazione…ai fini della regolare gestione finanziaria e dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, nonché pareri in materia di contabilità pubblica”.       Fu evidente, sin dai primi tempi, che la stringatezza della formulazione testuale, esposta dalla legge n. 131 con riguardo alla funzione consultiva delle Sezioni regionali, consigliava di pervenire in sede accentrata ad una lettura che realizzasse un orientamento interpretativo e quindi operativo comune, cui le Sezioni medesime dovessero uniformarsi.        A tanto provvide, con pronuncia informale, la Sezione delle Autonomie precisando, tra l’altro, i requisiti soggettivi ed oggettivi necessari perché la richiesta di parere potesse essere accolta ed avere seguito. Detta pronuncia fu resa ostensiva con lettere del Presidente della Corte dei conti, nella qualità di Presidente della Sezione delle Autonomie, datate 20 maggio 2004 ed indirizzate ai Presidenti delle Sezioni regionali di controllo.     Prima di considerare la parte della pronuncia sopra menzionata che riveste preminente interesse in questa sede – vale a dire la parte riferita alle “esigenze di uniformità di indirizzo” ed al “procedimento per l’esercizio della funzione” – è opportuno soffermarsi sulle considerazioni svolte nella pronuncia medesima sul tema degli accennati requisiti oggettivi – vale a dire la trattazione concernente “l’ambito oggettivo della funzione”. Si può così osservare che fu ritenuto, già per la fase della valutazione dell’ammissibilità della richiesta di parere, che fosse necessario che la Sezione regionale applicasse ogni cautela al fine di evitare pregiudiz......