INTERPRETAZIONE DEL BANDO DI GARA



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INELEGGIBILITA' DEGLI AMMINISTRATORI NELLE AZIENDE PARTECIPATE



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                              N.3045/06         REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 3648 REG:RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione          ANNO 2005 ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello proposto dallo STUDIO GEOLOGICO ASSOCIATO PANGEA (sede non indicata), in persona del dottor Giovanni De Francesco e dalla società a responsabilità limitata TECNO TRE (sede non indicata), in persona del geometra Massimo Ciavaglia, difesi dagli avvocati Fausto Buccellato e Stefano Goretti e domiciliati presso il primo in Roma, viale Angelico 45; contro il comune di NOCERA UMBRA, costituitosi in giudizio in persona del sindaco, dottor Antonio Petruzzi, difeso dagli avvocati Giuseppe Caforio ed Enrico Tonelli e domiciliato presso il secondo in Roma, piazza Barberini 12; e nei confronti - della società in accomandita semplice SEPRIM, con sede in Foligno, non costituita in giudizio; - dell’associazione EDILPROGETTI INGEGNERI ASSOCIATI, con sede in Perugia, non costituita in giudizio;  dei signori: dottor Giorgio ARCANGELI, residente in Narni, ingegnere Mario CATALUCCI, geometri Marco CATALUCCI e Dante AGOSTANI e ingegnere Marco MEACCI, domiciliati in Avigliano Umbro (studio professionale Stingass), dottor Roberto BONIFAZI, residente in Foligno, dottor  Filippo GUIDOBALDI, con studio professionale in Foligno, ingegnere Corrado PAOLUCCI e architetto Alfonso CAMPETTI, residenti in Corridonia, ingegnere Michele CARTECHINI, residente in Corridonia, dottor Umberto LENZI, residente in Falconara Marittima, geometra Elvio MENGHI, residente in Sforzacosta, architetto Giuseppe BUFFI, residente in Perugia, ingegnere Graziano MANCINELLI e Antimo FALCHETTI, con studio professionale in Perugia (Edilprogetti Ingegneri Associati), dottor Roberto RASPA, residente in Perugia, architetto Paolo SMACCHI e ingegneri Maurizio MARINANGELI e Michele VERDI, residenti in Nocera Umbra, ingegner Mirco FUCELLI, residente in Cetona, dottor Giancarlo CANTARELLI, residente in Foligno, geometrI Alberto CESCA e Tonino ALFONSI, con studio professionale in Nocera Umbra (Studio Tecnico Assicuato Cesca & Alfonsi), ingegnere Fabrizio ROSSI, con studio professionale in “P.S. Giovanni”, dottor Gianluca BENCIVENGA, residente in Foligno; non costituiti in giudizio; per la riforma della sentenza 23 dicembre 2004 n. 815, con la quale il tribunale amministrativo regionale per l’Umbria ha respinto il ricorso contro l’esclusione da una procedura di selezione per l’affidamento di incarichi di progettazione di direzione dei lavori per la realizzazione di collegamenti delle fognature agli impianti di depurazione disposta dall’autorità di gara il 30 agosto 2004. Visto il ricorso in appello, notificato tra il 30 aprile e il 2 maggio e depositato il 5 maggio 2005; visto il controricorso del comune di Nocera Umbra, depositato il 26 ottobre 2005; visti gli atti tutti della causa; relatore, all’udienza del 7 febbraio 2006, il consigliere Raffaele Carboni, e uditi altresì gli avvocati Goretti e Tonelli; ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. FATTO Il comune di Nocera Umbra ha indetto una procedura di selezione per l’affidamento dell’incarico di progettazione, direzione dei lavori, assistenza al collaudo, rilievi plano-altimetrici, coordinamento della sicurezza, indagini geognostiche e relazione geologica, relativo alla costruzione di collegamenti tra le fognature e gl’impianti di depurazione. Il disciplinare di gara al punto 2 faceva obbligo di presentare, a pena di esclusione, venti documenti, contrassegnati da altrettante lettere alfabetiche, di cui quelli contrassegnati con le lettere b, c e d relativi all’assenza di condanne e di misure di prevenzione a carico proprio o di persone conviventi; altre dichiarazioni erano invece relative a svariati fatti e circostanze, non direttamente riguardanti la persona fisica. Era prescritto che le dichiarazioni diverse da b, c e d dovessero essere sottoscritte, nel caso di concorrenti associati a vario titolo, dal legale rappresentante di ciascun associato. Per le dichiarazioni b, c e d era invece previsto che dovessero essere presentate «dai singoli professionisti, dal socio o direttore tecnico, se trattasi di società in nome collettivo o accomandita semplice, dagli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o dal direttore tecnico o dai direttori tecnici, se trattasi di altro tipo di società». Lo Studio Geologico Associato Pangea (d’ora in poi anche solo: Pangea), associazione di professionisti tra i geologi Giovanni De Francesco e Pierpaolo Mazzanti, ha presentato domanda di partecipazione presentando la dichiarazione relativa ai punti b, c e d solo del dottor De Francesco, legale rappresentante, ed è stato escluso con la motivazione che il dottor Mazzanti, indicato quale professionista con esperienza nelle indagini e negli studi geologici, non aveva reso la dichiarazione in questione. Pangea con ricorso al tribunale amministrativo regionale per l’Umbria notificato l’1 ottobre 2004 ha impugnato l’esclusione, sostenendo che, alla stregua delle disposizioni del disciplinare, solo il legale rappresentante dell’associazione era tenuto a presentare la dichiarazione, e che in ogni caso le prescrizioni del bando rendevano scusabile l’errore, sicché l’amministrazione avrebbe dovuto semmai invitare ad integrare la documentazione. Il tribunale amministrativo regionale con la sentenza indicata in epigrafe ha respinto il ricorso, rilevando che le prescrizioni del disciplinare, benché non fossero particolarmente perspicue, andavano interpretate alla luce della distinzione tra società di persone e società di capitali, e consentivano quindi di stabilire con sufficiente chiarezza che la dichiarazione in questione andava presentata, in caso di associazione di professionisti, da tutti i professionisti. Appella Pangea, la quale critica la decisione e ripropone le doglianze del ricorso di primo grado. Il comune si è costituito eccependo l’inammissibilità dell’appello, perché gli è stato notificato presso la casa comunale anziché presso il procuratore costituito in primo grado e perché l’impugnazione è diretta contro la sentenza anziché contro il provvedimento di esclusione impugnato in primo grado. DIRITTO Le eccezioni d’inammissibilità dell’appello svolte dal comune resistente sono infondate: l’appello risulta notificato al procuratore costituito in primo grado, e non già al comune presso la casa comunale; quanto all’altra eccezione, che l’atto d’appello debba recare l’impugnazione del provvedimento impugnato in primo grado e non già della sentenza di primo grado, il Collegio è sorpreso e non mette conto di confutarla seriamente. Nel merito, il Collegio rileva che il disciplinare di gara, nelle parti sopra trascritte, nelle quali fa onere delle dichiarazioni, secondo i casi, al concorrente singolo e ai soci o legali rappresentanti delle società e delle associazioni, è contrassegnato da imprecisione concettuale e terminologica, tale da non consentire ai partecipanti, specie alle associazioni professionali, di stabilire con certezza chi dovesse sottoscrivere le dichiarazioni. Il Collegio non può seguire il giudice di primo grado, che, pur dando atto della poca chiarezza della clausola, ha interpretato il bando alla stregua della distinzione tra società di persone e società di capitali; perché le prescrizioni del bando di gara devono essere chiare e comprensibili, e non si può pretendere che i concorrenti siano esperti di diritto civile e desumano il da farsi in base a complesse (e opinabili) argomentazioni giuridiche. L’appello pertanto dev’essere accolto e gli atti impugnati in primo grado devono essere annullati. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano in € 3000 per il giudizio di primo grado e 4000 per il grado d’appello, a carico dell’amministrazione comunale soccombente. Per questi motivi accoglie l’appello indicato in epigrafe e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, annulla i provvedimenti, di esclusione dalla gara e di aggiudicazione, impugnati con il ricorso di primo grado. Condanna il comune di Nocera Umbra al pagamento delle spese processuali, liquidate in seimila euro, a favore solidale degli appellanti. Ordina al comune di Nocera Umbra di dare esecuzione alla presente decisione.   Così deciso in Roma il 7 febbraio 2......