INVESTIMENTI A RISCHIO VIETATI ALLA P.A.



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ANNULLAMENTO DIA PREVIO AVVISO PREVENTIVO



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA   N. 879/04 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER IL VENETO composta dai seguenti magistrati: Dr. Sergio Zambardi                           Presidente Dr.ssa Irene Thomaseth                      Primo Referendario Dr.ssa Rosalba Di Giulio                      Referendario relatore visti l'atto di citazione della Procura, le memorie difensive dei convenuti e tutti gli atti ed i documenti del giudizio; uditi nella pubblica udienza del giorno 24 marzo 2004 il relatore, dott.ssa Rosalba Di Giulio, il rappresentante del Pubblico Ministero nella persona del Vice Proc. Gen. dott. Giancarlo Di Maio, l'Avv. Prof. Mario Bertolissi in difesa del convenuto Lessio Ugo e l'Avv. Prof.ssa Carola Pagliarin per gli altri due convenuti, ha emanato la seguente:       SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 22618 del registro di Segreteria, promosso ad i­stanza del Procuratore regionale della Corte dei conti per il Veneto nei confronti di: 1) Lessio Ugo, residente in Padova, in via Delfinato n.10 ed elettivamente domiciliato in Venezia, S. Marco 3829, presso lo studio dell'Avv. G. Chemello che lo rappresenta e difende anche disgiuntamente con l'Avv. Prof. M. Bertolissi del foro di Padova, giusta procura a margine della comparsa di costituzione depositata il 3 marzo 2004; 2) Bernardini Ruggero, residente a Padova in via Sonnino n.13 rappresentato e difeso, anche in via disgiunta, come da mandato a margine della memoria di costituzione, dagli Avv.ti Prof. C. Pagliarin di Padova e G. Chemello di Venezia, con domicilio eletto presso lo studio di quest'ultima in Venezia San Marco, 3829; 3) Caobianco Luciano, residente in Padova, in via Natisone n.27, rappresentato e difeso, anche in via disgiunta, come da mandato a margine della memoria di costituzione, dagli Avv.ti Prof. C. Pagliarin di Padova e G. Chemello di Venezia, con domicilio eletto presso lo studio di quest'ultima in Venezia San Marco, 3829. Svolgimento del processo Con atto di citazione del 24 novembre 2003, depositato nella Segreteria della Sezione in data 26 novembre 2003 e ritualmente notificato tra il 17 ed il 19 dicembre 2003, venivano convenuti, dinanzi a questa Sezione della Corte dei conti i Signori Lessio Ugo, nella veste di Direttore amministrativo-Segretario generale dell'"Istituto di Riposo per Anziani" di Padova (I.R.A.), Bernardini Ruggero, in qualità di Presidente del medesimo istituto e Caobianco Luciano, quale Consigliere membro del consiglio di amministrazione delegato ad attività di vigilanza sul patrimonio della menzionata IPAB, per avere gli stessi - secondo la prospettazione effettuata dall'organo requirente - cagionato, con condotte gravemente colpose, poste in essere in violazione di obblighi di servizio e di prescrizioni di legge, un ingiusto danno patrimoniale alle finanze del predetto ente, pari alla somma complessiva di euro 163.884,2 corrispondente a £. 317.324.122, in seguito ad un illegittimo investimento di capitali. La Procura li citava per ivi sentirli condannare, previa comparizione alla pubblica udienza, al pagamento, in favore delle finanze dell'IPAB di Padova danneggiata, della suddetta somma, con imputazione pro parte, in ragione del diverso apporto causale nella determinazione del danno, in misura del 50% a Lessio Ugo per euro 81.942,1, in misura del 30% a Bernardini Ruggero per euro 49.165,2 ed in misura del 20% a Caobianco Luciano per euro 32.776,8 o comunque al pagamento di quelle somme maggiori o minori che sarebbero risultate dovute a parere del Collegio, oltre rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT, interessi legali e spese di giudizio. A sostegno della pretesa risarcitoria erariale, l'or-gano requirente esponeva che: - con delibera n. 52 del 6 giugno 2000, il Consiglio di Amministrazione della IPAB di Padova denominata “I.R.A.”, vista la liquidità di cassa dell'Istituto, aveva incaricato il Direttore Amministrativo - Segretario Generale, Rag. Lessio Ugo, di investire il denaro tenendo conto della complessiva convenienza economica dell'operazione e purché quest'ulti-ma avesse una durata limitata nel tempo, in modo da evitare ogni rischio patrimoniale per l'ente; - il convenuto Lessio Ugo, nella sua veste di Direttore Amministrativo aveva eseguito l'incarico, autorizzando con determinazione n.165 del 12 luglio 2000, l'investimento dell'importo di £. 5.000.000.000 nel fondo "Gestione Patrimoniale in fondi F3", attraverso società della S. Paolo IMI spa ed aveva persistito nella determinazione adottata, ritardando lo smobilizzo del danaro (da lui richiesto all'IMI soltanto con nota in data 22.3.2001) nonostante che il Collegio dei revisori, rilevata la natura rischiosa dell'investimento, in quanto non effettuato in titoli di Stato o garantiti dallo Stato ai sensi dell'art. 28 L. 17.7.1890 n. 6972, lo avesse invitato a procedere al disinvestimento del capitale, prima nell'atto del 4 ottobre 2000 e poi nel verbale della riunione dell'8 novembre 2000; -ciò aveva in definitiva comportato non soltanto una perdita secca del capitale investito (che era dapprima sceso a £. 4.945.388.249 già alla data del 31.1.2001, secondo i dati riferiti dalla S. Paolo IMI nella nota del 7.2.2001 e poi in definitiva, all'esito della vendita dei titoli nell'aprile 2001, a £. 4.787.734.606), ma anche la necessità per la IPAB di richiedere alla Tesoreria un'anticipazione di cassa pari a £. 3.000.000.000 onde poter fronteggiare le spese correnti, come da ordinanza n. 3 del 19.1.2001 a firma del  Presidente dell'I.R.A. di Padova, Bernardini Ruggero. Fatte queste debite premesse, la Procura evidenziava come le conseguenze dannose subite dall'I.R.A. a causa della violazione, perpetrata con colpa grave, degli obblighi inerenti a quel rapporto di servizio in cui  tutti i convenuti si trovavano rispetto all'ente pubblico, fossero ammontanti in totale ad euro 163.884,2 pari a £. 317.324.122, quale som-ma delle seguenti voci di danno: -perdita di una parte del capitale investito (quantificato in £. 212.265.394, risultanti dalla differenza tra il capitale investito: £. 5.000.000.000 e quello rientrato in cassa: £. 4.787.734.606), -mancato rendimento per l'indisponibilità del danaro (pari a £. 103.641.052, quale guadagno che si sarebbe avuto, secondo il saggio di interesse corrente, se la somma di £. 5.000.000.000 fosse rimasta giacente in Tesoreria), -interessi passivi pagati sull'anticipazione di cassa resa necessaria dalla momentanea carenza di liquidità (pari a £. 1.417.676 per interessi passivi maturati sul conto di tesoreria da gennaio 2001 al 5 aprile 2001). La Procura regionale della Corte dei conti presso questa Sezione, ritenendo che, in relazione ai fatti esposti, fosse configurabile un'ipotesi di danno erariale alle finanze della IPAB “I.R.A.”, invitava in data 14 luglio 2003 gli odierni convenuti, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 19, a fornire le proprie controdeduzioni ed even-tuali documenti in ordine ai fatti contestati, avvertendoli altresì della facoltà di essere sentiti personalmente e contestava, in particolare: - al Direttore Amministrativo- Segretario Lessio Ugo di aver operato, nel disporre l'investimento, violando le prescrizioni dettate dall'art. 28 della L. 6972 del 17.7.1890 ed i criteri fissati dal Consiglio d'Amministrazione con la delibera n.52/2000; -al Presidente Bernardini di aver concorso a cagionare il danno, in quanto avrebbe potuto e dovuto, in base ai poteri conferitigli dall'art.14 dello Statuto dell'ente e dall'art.5 del Regolamento n.258 del 22.12.98, intervenire impartendo direttive al Segretario finalizzate al pronto smobilizzo dell'investimento, ovvero convocare il Consiglio di Amministrazione per adottare le iniziative del caso; -al Consigliere Caobianco, di aver omesso di vigilare sull'operazione finanziaria posta in essere dal Segretario e di pretendere il rispetto delle prescrizioni dettate dalla legge e dall'istituto, come avrebbe potuto e dovuto in ragione della delega conferitagli dal Presidente il 29 giugno 1996 avente ad oggetto, fra l'altro, il servizio Ragioneria, nonché la gestione economico-finanziaria ed i rapporti con i Revisori. Per l'aspetto attinente all'elemento soggettivo, l'organo requirente evidenziava che la sussistenza della colpa grave doveva ritenersi insita nel carattere evidente della violazione di legge posta in essere dai convenuti con la loro condotta, risp......