L'ASSESSORE NON PUÒ FAR PARTE DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA PARTECIPATA



(continua a leggere)


Approvazione convenzione Ato difforme dal modello-tipo regionale



































































































154 N 154 N. 33-34 DEL 12 SETTEMBRE 2011 ATTIVITA' DI SEGNALAZIONE E CONSULTIVA AS865 - COMUNE DI AVEZZANO (AQ) - COMPATIBILITA' CARICHE Roma, 20 luglio 2011 Comune di Avezzano (AQ) Sindaco Con riferimento alla richiesta di parere, formulata ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287/90 dal Comune di Avezzano in merito alla compatibilità tra la carica di assessore e quella di sindaco di società a partecipazione pubblica ai sensi del d.p.r. 168/2010, “Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”, e alla possibilità, per questa, di partecipare a gare per la gestione del servizio di igiene urbana indette dal Comune che detiene tale partecipazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito Autorità), nella sua adunanza del 7 luglio 2011, ha inteso rilevare quanto segue. L’art. 8 del d.p.r. 168/2010, in attuazione del comma 10, lett. c), dell’art. 23 bis legge n. 133/2008 introduce una disciplina sulle incompatibilità, che costituisce espressione del più ampio principio, di derivazione comunitaria, della separazione tra l’attività di gestione del servizio e quella di indirizzo e controllo. Tale separazione è tesa a garantire un’adeguata regolazione della qualità del servizio e delle tariffe, assicurando da un lato che l’ente locale si affermi quale garante della domanda da parte della comunità locale e, dall’altro, che l’impresa operi nell’ottica dimassimizzare la propria efficienza, minimizzando i costi. Il perseguimento di obbiettivi di natura pubblica spetta, pertanto, all’impresa, mentre è compito degli amministratori e del collegio sindacale agire in modo tale da ottimizzare la produttività aziendale e vigilare affinché l’operato dei primi risponda a tale obbiettivo. Alle luce di queste considerazioni, non pare rispondente alla ratio della separazione tra funzioni di regolazione e di gestione una situazione in cui la persona fisica portatrice dell’interesse privato venga a coincidere con quella che deve farsi portavoce dell’interesse pubblico. A maggior ragione, con riguardo alla partecipazione a procedure ad evidenza pubblica, si osserva che lo stesso principio della separazione tra funzioni di regolazione e di gestione si concretizza anche nella necessità di evitare il verificarsi di circostanze in cui, in ragione di legami personali o professionali riconducibili al sindaco/assessore o di informazioni da questo acquisite o acquisibili nell’esercizio delle proprie funzioni, possa essere compromesso il quadro che da tale principio deriva, orientato a indirizzare la scelta delle pubbliche amministrazioni verso il gestore più efficiente del servizio. Il presente parere sarà pubblicato sul Bollettino di cui all’articolo 26, legge n. 287/90. Eventuali esigenze di riservatezza dovranno essere manifestate all’Autorità entro trenta giorni dal ricevimento del presente, precisandone i motivi.   IL SEGRETARIO GENERALE Luigi Fiorentino ......