LA CORTE DEI CONTI COMPETENTE PER I DANNI ERARIALI



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IMPUTAZIONE INTROITI DERIVANTI DA SERVIZI IN CONCESSIONE



































































































Sentenza 272/2007 Sentenza 272/2007 Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE Presidente  BILE   Relatore  MADDALENA Udienza Pubblica del   05/06/2007   Decisione del   04/07/2007 Deposito del   13/07/2007   Pubblicazione in G. U.   18/07/2007       SENTENZA N. 272 ANNO 2007 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Franco                       BILE                 Presidente - Giovanni Maria          FLICK               Giudice - Francesco                 AMIRANTE                    " - Ugo                           DE SIERVO                  " - Paolo             MADDALENA                " - Alfio               FINOCCHIARO             " - Alfonso                      QUARANTA                   " - Franco                       GALLO                         " - Luigi              MAZZELLA                   " - Gaetano                    SILVESTRI                   " - Sabino                      CASSESE                     " - Maria Rita      SAULLE                        " - Giuseppe                  TESAURO                     " - Paolo Maria   NAPOLITANO               " ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale, promosso con ordinanza del 30 marzo 2006 dalla Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia, nel giudizio di responsabilità amministrativa promosso dal Procuratore regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia nei confronti di Facchini Carlo, iscritta al n. 170 del registro ordinanze 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 24, prima serie speciale, dell'anno 2006.     Visto l'atto di costituzione di Facchini Carlo;     udito nell'udienza pubblica del 5 giugno 2007 il Giudice relatore Paolo Maddalena;     udito l'avvocato Mario Viviani per Facchini Carlo.   Ritenuto in fatto     1. ¾ Con ordinanza del 30 marzo 2006, la Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'articolo 103, secondo comma, della Costituzione, dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale, nella parte in cui, applicato «in conformità all'indirizzo interpretativo delle Sezioni unite della Corte di cassazione in ordine ai rapporti fra giudizi di competenza del giudice ordinario e quelli devoluti al giudice contabile», comporterebbe la sospensione del processo contabile instaurato, nei confronti delle medesime persone e per i medesimi fatti, dopo l'emanazione della sentenza penale di primo grado che abbia pronunciato sulla domanda civile proposta in quella sede dalla amministrazione pubblica.     2. ¾ La rimettente Corte dei conti riferisce che, nel corso di un giudizio di responsabilità, il convenuto ha eccepito, tra l'altro, l'inammissibilità dell'atto di citazione della Procura regionale per essere stato questo emanato nonostante la già intervenuta condanna per gli stessi fatti, emessa dal giudice penale di primo grado, al risarcimento del danno in favore della amministrazione pubblica danneggiata (Consorzio interprovinciale per la tutela e la salvaguardia delle acque del lago di Varese) ivi costituitasi parte civile ovvero, in via subordinata, la sospensione dell'azione contabile sino alla definizione del pendente giudizio penale.     2.1. ¾ In ordine alla rilevanza della questione, il giudice rimettente evidenzia che «effettivamente» la Procura regionale agisce per il risarcimento del medesimo danno all'immagine già richiesto, in relazione ai medesimi fatti, dal predetto Consorzio, costituitosi parte civile nel giudizio penale.     Il rimettente riferisce, inoltre, che, prima della proposizione della azione di responsabilità in sede contabile, è stata emanata la sentenza penale di primo grado, la quale ha condannato l'imputato al risarcimento pure di questo danno, rinviandone però a separata sede la liquidazione, e che, per quanto gli consta, sarebbe allo stato pendente il giudizio penale di appello.     2.2. ¾ Il giudice rimettente, aderendo alla prospettazione in via subordinata del convenuto, ritiene che nella fattispecie debba trovare applicazione la sospensione prevista dall'articolo 75, comma 3, cod. proc. pen.; sennonché egli dubita della legittimità costituzionale di questa disposizione, in riferimento all'articolo 103, secondo comma, della Costituzione per le ragioni appresso indicate.     2.3. ¾ Quanto alla applicabilità alla fattispecie de qua della sospensione prevista dal predetto articolo 75, comma 3, il giudice rimettente sostiene:     a) che la norma censurata comporta necessariamente la sospensione del giudizio civile instaurato dopo la sentenza penale di condanna di primo grado, che abbia pronunciato anche sulla domanda civile in esso proposta, giacché l'azione proposta nelle due sedi è la medesima e si intende evitare la duplicazione dei giudizi;     b) che se, come affermato dalla giurisprudenza costante (costituente “diritto vivente”) della Corte di cassazione, l'esercizio dell'azione civile in sede penale da parte dell'amministrazione danneggiata esclude, una volta formatosi il giudicato, la proponib......